Acquisti online dalla Cina: in Ue scatta la nuova tassa di 2 euro sui piccoli pacchi

Economia

La misura si aggiunge al dazio di 3 euro già previsto per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro. L'iniziativa colpisce soprattutto le piattaforme di e-commerce come Shein e Temu. Bruxelles punta a contenere l'afflusso di prodotti a basso costo e a sostenere i controlli doganali

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Entrano in vigore da oggi, 1 novembre, le nuove commissioni europee sui piccoli pacchi acquistati online, soprattutto sulle grandi piattaforme cinesi dell'e-commerce come Shein e Temu. Al dazio forfettario di 3 euro introdotto a luglio si aggiunge un contributo di 2 euro per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro.

L'obiettivo della tassa

L'iniziativa di Bruxelles mira ad arginare l'invasione di prodotti a basso costo provenienti soprattutto dalla Cina e, allo stesso tempo, a far fronte ai costi aggiuntivi che il boom dell'e-commerce impone alle dogane europee, chiamate a gestire e controllare un volume sempre più elevato di merci acquistate online.

Gli effetti delle nuove misure

Secondo quanto riferito da fonti dell'Unione europea, dopo l'introduzione del dazio di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro, la Commissione europea ha registrato, nei tre mesi successivi, "una diminuzione di oltre il 60% in media nell'Ue di pacchi dichiarati nei nostri sistemi". 

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Addio al contributo italiano

Parallelamente, l'Italia ha deciso di cancellare il contributo nazionale da 2 euro previsto sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, che sarebbe scattato il primo gennaio 2027. La misura, introdotta lo scorso anno per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, non è mai entrata in vigore a causa di ripetuti rinvii ed è stata ora, con la Manovra, abrogata per coordinare la normativa nazionale con le nuove regole europee. 

L'impatto sui conti

Proprio il nuovo quadro europeo è alla base della scelta del governo di eliminare il contributo nazionale. Nella relazione illustrativa della Manovra viene richiamato il nuovo Codice doganale Ue, che disciplina gli oneri per i controlli sulle merci e il sostegno ai costi amministrativi delle dogane. Anche i conti sono stati rivisti alla luce delle nuove regole. I 91,3 milioni di mancato gettito non sono infatti la previsione originaria, ma una stima aggiornata dal governo sulla base dei dati delle Dogane di luglio e agosto, che tengono già conto degli effetti della tassa Ue. Nella relazione tecnica si calcolano in circa 61,7 milioni le spedizioni annue potenzialmente soggette al contributo italiano e ipotizza un'ulteriore riduzione del 7,6% per effetto dell'aumento dei prezzi. Un andamento che trova riscontro anche nei dati diffusi da Bruxelles: nei tre mesi successivi all'introduzione del dazio, le dichiarazioni doganali relative ai piccoli pacchi sono diminuite in media di oltre il 60% nell'Ue.

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