Ora è disponibile sul portale istituzionale e nell’app. Pensato come punto di accesso unico per i cittadini, spiega la nota, copre oltre 400 prestazioni tra pensioni, lavoro, sostegni, sussidi e indennità
L'Inps ha presentato a Roma "Arianna", assistente digitale basato sull'intelligenza artificiale generativa, insieme ai primi risultati dei test con gli utenti. Arianna è un punto di accesso unico a oltre 400 prestazioni: pensioni e previdenza, lavoro, sostegni, sussidi e indennità, imprese e liberi professionisti. L'utente formula la richiesta in linguaggio naturale, anche senza conoscere il nome della prestazione, e l'assistente risponde solo sulla base di fonti verificate dall'Istituto. Secondo l'Inps, nei test il 97% dei casi d'uso è stato completato con successo, 36,6 punti in più rispetto alla versione precedente. Oggi il servizio, sul Portale e nell'app Inps Mobile, offre informazioni e orientamento prima dell'accesso.
Gava: "Tecnologia avanzata e semplice da usare"
Per il presidente Gabriele Fava, poter usare il proprio linguaggio semplifica l'accesso ai servizi: "La tecnologia più avanzata è anche la più semplice da usare, e dà di più a chi ha meno strumenti". La direttrice generale Valeria Vittimberga vede l'Inps come "hub di innovazione sociale e tecnologica" e "abilitatore sistemico della Pubblica Amministrazione", pronto a condividere ciò che sviluppa. Il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti ha osservato che "per molto tempo abbiamo chiesto al cittadino di imparare il linguaggio dell'amministrazione", mentre con Arianna "l'Inps permette ai cittadini di esprimere le proprie esigenze con parole semplici". È la direzione, ha aggiunto, dello "Stato agentico" a cui lavora il Governo.
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Arianna basata su modelli linguistici "standard del mercato"
L'Inps segue due strade distinte nell'uso dell'intelligenza artificiale generativa, a seconda delle informazioni da trattare. Arianna, l'assistente digitale presentato oggi a Roma, si basa su modelli linguistici "standard di mercato", tra i quali è stato citato OpenAI, perché lavora solo sui contenuti pubblici dell'Istituto e non sui dati personali degli utenti. Per i servizi che dovranno invece operare sulle informazioni dei singoli cittadini, l'Istituto punta su modelli aperti. A spiegarlo è Massimiliano D'Angelo, direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione dell'Inps. Nel caso di Arianna, ha detto, "tutte le informazioni sono note e standard" e possono quindi essere utilizzate "senza alcuna necessità e difficoltà da un punto di vista di gestione privacy".
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Tutelati dati personali e privacy
Diverso il discorso per il secondo filone, AI Welfare, un modello dedicato al welfare che, secondo D'Angelo, consentirà in futuro di "andare oltre" e di svolgere anche "attività dispositive", cioè operazioni concrete sulle pratiche. In questo caso entrano in gioco i dati personali e la tutela della privacy: per questo l'Istituto lavora con modelli aperti, tra cui vengono citati il francese Mistral e l'italiano Velvet, che a differenza di quelli proprietari possono essere installati sulle infrastrutture dell'ente. "Gestiamo le informazioni e il modello end to end totalmente in casa", ha spiegato D'Angelo.