Povertà assoluta, famiglie passate da 800 mila a 2,1 milioni in 20 anni: i dati Istat
Nella giornata di ieri, l’Istat ha pubblicato i dati sulla povertà in Italia: sono 5,4 milioni le persone che non riescono a sostenere spese per beni e servizi essenziali. Una condizione che non risparmia nemmeno chi lavora, con un'incidenza che arriva al 14,3% tra gli operai. I dati sono stati al centro della puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24 andato in onda il 15 ottobre 2026
IL RAPPORTO ISTAT
- L’Istat ha reso noti i dati sulla povertà in Italia: sono 5,4 milioni le persone che non riescono a sostenere spese per beni e servizi essenziali. Una condizione che non risparmia né chi lavora né le famiglie più numerose. I dati sono stati al centro della puntata di Numeri, il programma di Sky TG24 andato in onda il 15 ottobre 2026.
AUMENTANO I POVERI
- Negli ultimi vent’anni le famiglie in povertà assoluta sono aumentate, passando dalle 800 mila del 2005 ai 2,1 milioni del 2025: in questo lasso di tempo diversi fattori hanno influito.
LA SOGLIA DI POVERTÀ PER UN TRENTENNE
- Per un trentenne single la soglia di povertà è diversa da città a città: a Milano è a 1256 euro al mese, a Nusco, in provincia di Avellino, invece, si trova a 772 euro al mese. Un valore decisamente inferiore.
LA SOGLIA DI POVERTÀ PER UNA FAMIGLIA
- La stessa differenza vale per una coppia con figlio piccolo: a Venezia la soglia di povertà per loro sarebbe a 1.775 euro al mese, a Pozzallo, invece, a 1314 euro al mese.
LA SOGLIA DI POVERTÀ PER UN PENSIONATO
- La distinzione tra sud e nord la si ritrova anche per un pensionato ottantenne: la sua soglia di povertà a Bologna sarebbe di 1109 euro al mese, a Soriano Calabro di 595 euro al mese.
LE DIFFERENZE
- Le pensioni non sono molto differenti tra nord e sud: a Bologna, infatti, sono di 1549 euro, a Soriano Calabro, invece, è di 1220 euro.
IL CONFRONTO COL RESTO D’EUROPA
- Il concetto di povertà assoluta non esiste nel resto d’Europa: il calcolo dell’Istat non è equiparabile ad alcun calcolo dell’Eurostat. C’è il concetto di “grande deprivazione”, che si considera simile, che mostra la Spagna in testa e l’Italia messa meglio rispetto al resto d’Europa.
DAL 2017 AD OGGI
- Il confronto però resta complicato: secondo l’Istat in Italia la soglia di povertà assoluta è aumentata del 23% rispetto al 2017, mentre quella relativa alla grande deprivazione è scesa del 21% secondo Eurostat.