I ministri dell'Economia dei 27 Stati membri riuniti in Lussemburgo hanno anche trovato un'intesa sul pacchetto che prevede misure per approfondire l'integrazione dei mercati dei capitali Ue mirando a sostenere la competitività. Il testo sarà approvato definitivamente in futuro, in una prossima riunione del Consiglio
Via libera dall'Ecofin a "ulteriori approfondimenti" sulla possibilità di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle aziende energetiche, come chiesto da Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Polonia. Ad annunciarlo è il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, alla presidenza del Consiglio Ue. "È stato concordato che la questione merita ulteriori approfondimenti e un lavoro a livello tecnico", ha detto, precisando che i ministri hanno incaricato i propri funzionari di continuare a esaminare questa possibilità, parallelamente al piano della Commissione europea di riunire un gruppo di lavoro sul tema. Il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis precisa: "Riteniamo che gli Stati membri siano nella posizione migliore" per adottare eventuali tasse sugli extraprofitti, più che una tassa a livello europeo.
La tassa sugli extraprofitti non convince tutti gli Stati Ue
Non tutti i Paesi Ue sono infatti convinti sulla proposta di tassare gli extraprofitti. La Francia, da quanto si apprende da fonti diplomatiche, pur affermando di comprendere la logica della proposta, avrebbe espresso interrogativi sul metodo e sull'opportunità di intervenire a livello europeo. Contrari all'iniziativa i Paesi cosiddetti frugali. Nel corso della discussione dell'Ecofin sarebbe emersa anche la questione della disponibilità dei dati necessari a condurre l'analisi e di quali soggetti ne siano in possesso. Anche per chiarire questo aspetto, i ministri avrebbero incaricato i tecnici di proseguire gli approfondimenti insieme alla Commissione europea.
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Raggiunto accordo su Supervisione dei mercati
L'Ecofin ha anche raggiunto un accordo politico sulla Supervisione dei mercati, cioè sul pacchetto che prevede misure per approfondire l'integrazione dei mercati dei capitali Ue mirando a sostenere la competitività. "Il testo giuridico sarà ora finalizzato per rispecchiare l'intesa raggiunta e sarà poi formalmente approvato in una prossima riunione del Consiglio. Spero che, col tempo, la decisione presa oggi possa essere considerata una tappa fondamentale per l'Unione europea e per la nostra economia", ha detto Simon Harris.
Giorgetti: “Compromesso sulla vigilanza Ue è un grande successo politico”
Il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti, intervenendo durante la riunione dei ministri dell’Economia dei 27 Paesi Ue, definisce “un grande successo politico” l’essere riusciti a “raggiungere un compromesso”. Il pacchetto, ha spiegato, "rafforza l'integrazione dei mercati europei e dota Esma (l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ndr) di responsabilità più ampie e di una governance più adatta a esercitarle", ha sottolineato, ringraziando la presidenza irlandese "per il lavoro molto intenso svolto nelle ultime settimane e in particolare per lo sforzo compiuto per costruire un equilibrio complessivo sul pacchetto".
Gli elementi fondamentali secondo l'Italia
Per l'Italia, continua Giorgetti, gli elementi più importanti sono tre. "Primo, preservare l'ambizione del Consiglio sulla Supervisione europea", perché "la centralizzazione deve concentrarsi sulle attività e sulle infrastrutture per le quali una dimensione europea della vigilanza produce un reale valore aggiunto". Anche se, aggiunge, "l'architettura deve rimanere proporzionata e operativamente sostenibile e deve tener conto delle specificità nazionali". Secondo punto: "Sul modello di cooperazione costruito dal Consiglio siamo a favore di un assetto di governance funzionale che dia un peso adeguato all'Executive Board". Un'Esma più forte, ha proseguito, "non richiede di rinunciare però alle competenze presenti a livello nazionale. Al contrario, la qualità della vigilanza europea dipenderà anche dalla capacità di incorporare in modo strutturato la conoscenza dei mercati locali e l'esperienza delle autorità nazionali". Poi il terzo elemento. "Dobbiamo assicurarci che ogni trasferimento di responsabilità di vigilanza avvenga con un assetto coerente di responsabilità operative, legali e finanziarie e in tal senso sarà prioritario che il rafforzamento del ruolo di Esma sia accompagnato da adeguate risorse, da un quadro di finanziamento sostenibile che preveda un ruolo crescente per il bilancio europeo", ha concluso.