Clausola di salvaguardia energia, Dombrovskis: "Esamineremo le richieste dell'Italia"

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“Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall'Italia l'11 settembre e la nostra valutazione ha concluso che, nel caso dell'Italia, l'attivazione della clausola non mette effettivamente a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine. La nostra valutazione è positiva”, ha detto un portavoce della Commissione europea. Il ministro Giorgetti: "Fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole"

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La richiesta italiana di attivare la clausola di nazionale per le spese sulla difesa e l'energia ha ottenuto un primo e importante via libera: “Abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione dall'Italia l'11 settembre e la nostra valutazione ha concluso che, nel caso dell'Italia, l'attivazione della clausola non mette effettivamente a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine. La nostra valutazione è positiva”, ha detto un portavoce della Commissione europea nel quotidiano briefing con la stampa. Il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis ha spiegato che adesso verranno esaminate "più a fondo" le richieste dell'Italia (così come quelle della Grecia), precisando di averne già parlato con il ministro dell'Economia Giorgetti. Ora il fascicolo passa al Consiglio, che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo. Solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l'Italia".

Giorgetti: "Fiduciosi che Ue seguirà corretta interpretazione flessibilità"

L'Italia chiede anche un'altra forma di flessibilità, generale per tutta l'Ue e non solo per se stessa, e cioè di aumentare i limiti di spesa pubblica per gli Stati membri, considerando il quadro in cui ci si muove. Giorgetti si mostra fiducioso per il futuro. Un "ampio dibattito sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall'inflazione" in cui la proposta italiana "ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi frugali", ha detto parlando dell'Eurogruppo. "Alla commissione - ha continuato - abbiamo chiesto un'ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell'attuale Patto di stabilità. Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all'interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica".

Dombrovskis: "Non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità"

La flessibilità resta però un tema spinoso in Europa. "Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell'aumento dell'inflazione e dell'impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta. Non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità fiscale", ha detto Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo. "Questo potrebbe infatti mettere in dubbio la nostra determinazione collettiva a rispettare il quadro di regole fiscali, in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità delle finanze pubbliche rappresenta una risorsa fondamentale", ha avvertito. Nel Patto di stabilità Ue, continua, "le pressioni al rialzo sull'inflazione sono già prese in considerazione nell'ambito della valutazione complessiva dei fattori rilevanti quando si esamina il rispetto delle regole fiscali da parte degli Stati membri".

"Gli aiuti sull'energia siano mirati, o faranno salire i prezzi"

Insomma, al di là dei singoli casi, per Dombrovskis gli "Stati membri dovrebbero attenersi agli obiettivi dei piani strutturali di bilancio a medio termine e utilizzare con cautela la flessibilità disponibile nell'ambito della clausola di salvaguardia nazionale". Non solo. "È importante che qualsiasi misura a breve termine per attenuare l'impatto dei rincari sia mirata alle fasce più vulnerabili. Le misure generalizzate non sarebbero soltanto troppo costose sul piano fiscale, ma farebbero anche aumentare la domanda di energia e i prezzi, finendo così per non aiutare chi ne ha bisogno", ha detto il commissario all'Economia, ricordando che "nel breve periodo, purtroppo, le pressioni sui prezzi potrebbero continuare con l'avvicinarsi dell'inverno".

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"Abbiamo appena rivisto le regole fiscali europee", ha detto il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, arrivando alla riunione dell'Eurogruppo a Lussemburgo, interpellato sulle richieste di maggiore flessibilità fiscale avanzate da Italia e Grecia per far fronte alla crisi energetica. "Ma voglio anche dirvi molto chiaramente che la Commissione europea deve affrontare le questioni che preoccupano i cittadini di questo continente, e cioè gli elevati prezzi dell'energia".

La Spagna apre, Paesi Bassi no

"Vedremo in che cosa si tradurrà esattamente la proposta, ma siamo aperti a prenderla in considerazione", ha detto il ministro dell'Economia spagnolo Carlos Cuerpo, a Lussemburgo per l'Eurogruppo, rispondendo a una domanda sulla richiesta di Italia e Grecia di ampliare la flessibilità prevista dalle regole fiscali europee. Invece il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen ha commentato: "Comincio a essere piuttosto stanco di questa discussione. Ogni volta che si presenta un problema sento sempre la stessa cosa: 'modifichiamo le regole fiscali'. Aggiungere debito al debito rende i problemi più grandi. Dobbiamo spendere meno e fare riforme. Fuggire dai problemi non è la soluzione". Heinen si è detto "contrario" a clausole di salvaguardia sull'energia: "Le regole attuali prevedono alcune possibilità, ma sono temporanee" Poi bisogna tornare "in linea con le regole".

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