Ue, fonti: "Patto prevede già flessibilità sull'effetto dell'inflazione sulla spesa"
EconomiaDa quanto trapela, starebbe emergendo l'attesa di ulteriori approfondimenti all'interno della Commissione europea sul tema sollevato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma molto dipenderà da come si svilupperà il dibattito nel corso dell'Eurogruppo e dell'Ecofin. Intanto è atteso per domani il via libera della Commissione europea alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per le spese sulla difesa e l'energia
Il Patto di stabilità prevede già che si tenga conto dell'impatto di un'inflazione più elevata del previsto nell'esame del rispetto dei percorsi di spesa degli Stati membri. È quanto hanno riferito fonti di Bruxelles all’Ansa dopo la richiesta di flessibilità sulla spesa avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "È più complicata una valutazione rispetto all'utilizzo dell'extragettito Iva legato all'inflazione - aggiungono le fonti - Poi evidentemente verranno fatte delle valutazioni, ma all'origine le regole riviste del Patto sono state pensate per impedire l'uso di un eventuale 'tesoretto' che si venisse a creare in casi come questo". Intanto è atteso per domani il via libera della Commissione europea alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per le spese sulla difesa e l'energia: l’ok dell'esecutivo comunitario proporrà nel dettaglio al Consiglio dell'Ue di attivare la Nec, che potrebbe a quel punto andare all'esame dell'Ecofin di novembre.
Cosa c’è nel Patto di stabilità
La possibilità di tener conto dell'impatto dell'inflazione nella valutazione del percorso di spesa netta concordato con Bruxelles è previsto nel regolamento del Patto che riguarda in particolare la procedura per disavanzo eccessivo (il cosiddetto braccio correttivo). Tra i fattori rilevanti nella valutazione, prevede esplicitamente che vengano considerati gli sviluppi dell'inflazione rispetto alle ipotesi alla base del percorso di spesa netta concordati tra i Paesi e la Commissione e indicato dal consiglio Ue. Invece in teoria il quadro fiscale, basato sul percorso della spesa netta come principale parametro operativo, non consente che maggiori entrate rispetto alle previsioni si traducano automaticamente in maggiore spazio per la spesa. Come noto, proprio una delle due richieste avanzate dalla premier Meloni alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oltre a sollevare il diverso scenario dell'inflazione rispetto a quando è stato stabilito il percorso di spesa, è quello di poter usare almeno parte dell'extragettito temporaneo legato all'inflazione per finanziare misure mirate contro il caro energia. Da quanto trapela, starebbe emergendo l'attesa di ulteriori approfondimenti all'interno della Commissione europea al riguardo, ma molto dipenderà anche da come si svilupperà il dibattito nel corso dell'Eurogruppo e dell'Ecofin domani e dopodomani a Lussemburgo.
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Sulla richiesta all'Ue di maggiore flessibilità per l'inflazione "mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente. Poi è ancora un dibattito lungo, perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare", ha detto loggi a presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice Med9 a Spalato, spiegando di aver "avuto modo di parlarne con la presidente von der Leyen durante le nostre discussioni", e che il tema "non l'ha posto solamente l'Italia, l'ha fatto ad esempio anche la Grecia".