Carburanti, ecco che cosa cambia tra lo sconto di Eni e Ip e quelli decisi dal governo
EconomiaSono scattati i limiti al prezzo di benzina e diesel decisi dalle compagnie petrolifere: una scelta che comporta una situazione diversa rispetto ai precedenti interventi varati dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Anche di questo si è parlato nella puntata del 28 settembre di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
Sono scattati i limiti al prezzo dei carburanti decisi da Eni e i tagli ai costi indicati da Socar-Ip. E dopo il primo giorno di validità, che era ieri, ci si interroga su quale sia la differenza tra gli sconti che il governo Meloni aveva realizzato negli ultimi mesi e questa nuova fase. Anche di questo si è parlato nella puntata del 28settembre 2026 di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
La differenza tra le due misure
In primo luogo è necessario ricordare che gli sconti voluti dal governo - che sul diesel persistono ancora fino al 5 ottobre - valevano su tutti i distributori, che poi facevano il loro prezzo con differenze anche significative. Invece gli sconti di cui si è parlato in precedenza risultano interessare circa un distributore su sei: c’è dunque un’ampia fetta di distributori che allo stato attuale non sono coinvolti. Inoltre cambia chi è a pagare questi sconti: in questo caso si tratta infatti di una decisione presa dalle singole compagnie petrolifere, in questo caso Eni e Ip, anche se questo non vuol dire che lo Stato non debba rinunciare a qualcosa.
Qual è il costo per lo Stato
Se si prende infatti in considerazione lo sconto sul diesel applicato da Eni nella grande maggioranza dei suoi distributori, la compagnia ha un minor introito al litro pari a 16,4 centesimi e lo Stato un minor incasso dall’IVA di 3,6 centesimi: questo avviene perché se il prezzo totale del bene diminuisce, scende anche l’entrata di una tassa calcolata sulla percentuale del costo totale.
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L’incasso dello Stato sulla benzina
In ogni caso è interessante notare come in questo frangente lo Stato faccia registrare buoni incassi grazie ai carburanti. Prendendo in considerazione il prezzo di un litro di benzina prima che scoppiasse la guerra in Iran, lo Stato incassava 93 centesimi. Oggi invece presso un distributore Eni o Ip incassa 99 centesimi, mentre negli altri la cifra sale fino a quota 1,02 euro.
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L’andamento dei consumi dei carburanti
Un ultimo elemento da considerare è quello della diminuzione dei consumi, che può avere un effetto sugli incassi legati alla vendita di carburanti. Questo calo in effetti c’è stato, ma solamente per quanto riguarda il diesel: nel periodo tra gennaio e agosto di quest’anno infatti, rispetto allo stesso del 2025, l’uso di gasolio è diminuito del 4,3% mentre il consumo di benzina è salito del 4,8%.
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