Introduzione
Il recente caso di truffa ai danni di Fideuram ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza informatica anche in riferimento alle frodi sui conti correnti. L’ex presidente Paolo Molesini era stato vittima di una truffa internazionale iniziata con un falso messaggio WhatsApp che sembrava provenire da Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, proseguita con l’uso dell’Intelligenza artificiale per replicare la voce di un avvocato. Dalla banca sarebbero usciti circa 95 milioni di euro. Buona parte della somma è stata recuperata, ma 36 milioni risultano ancora da rintracciare. I malviventi, però, non colpiscono solo le aziende ma anche i singoli cittadini.
Quello che devi sapere
Gli italiani vittime di truffe
Stando ad un’indagine condotta per Facile.it dall’istituto di ricerca mUp Research, solamente nell’ultimo anno sono stati oltre 1,8 milioni gli italiani vittime di truffa o, ancora, di un tentativo di frode nell’ambito proprio dei conti correnti. Il tutto per un danno economico totale stimato in più di 1,1 miliardi di euro. Dallo studio è emerso come tra i canali più utilizzati dai laviventi ci siano le false email (36% dei casi) e gli sms (34,4%). In più di un 1 caso su 4 (28,8%), invece, la truffa è passata attraverso una chiamata telefonica, mentre nel 16% dei casi da un sito web contraffatto.
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WhatsApp e Telegram
Non sono solamente queste le vie scelte per truffare. I raggiri possono passare anche attraverso le più comuni applicazioni di messaggistica istantanea, tra cui WhatsApp e Telegram (11,2% dei casi). Si tratta di strumenti che spesso vengono utilizzati anche in simultanea, grazie anche alla combinazione sempre più preponderante dell’intelligenza artificiale che, come nel caso di Fideuram, permette di clonare la voce delle persone rendendo le truffe sempre più sofisticate e difficili da riconoscere, non solamente per i consumatori, ma anche per aziende e istituzioni.
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Le vittime preferite
Considerando i comuni cittadini, esistono tipologie specifiche di persone che i malviventi preferiscono prendere di mira. A subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode legati ai conti correnti non sono però gli anziani, come ci si potrebbe immaginare, bensì più spesso i giovani nella fascia 25-34 anni ma soprattutto quelli tra i 35 ed i 44 anni. Come si comportano le vittime dopo essere state adescate dai truffatori? Quasi 1 su 3 (32,8%) preferisce non denunciare la frode. Le motivazioni principali con le quali si cerca di giustificare questo comportamento, sottolinea l'indagine, riguardano il fatto che "il danno economico era basso" (46,3% dei casi) e il fatto che ci "si sentiva ingenui ad essere caduto nella trappola" (14,6% dei casi).
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Come difendersi: attenzione al phishing
Date queste premesse, come è possibile capire in tempo utile se si è vittima di una truffa? Gli esperti di Facile.it ha redatto un breve vademecum con alcuni consigli per evitare di incappare in una frode online quando si utilizza un conto corrente. Il primo punto, importante, è quello di fare particolare attenzione al phishing. Qualore si riceva una e-mail da parte della propria banca nella quale si chiedono informazioni sul conto corrente come, ad esempio, user e password di accesso all’home banking, bisogna ignorare la comunicazione, ma anche cancellarla subito. Si tratta di un tentativo di frode ben specifica attraverso una tecnica usata dai criminali informatici per estorcere con l’inganno informazioni personali. Di base, infatti, la banca non chiederà mai via e-mail informazioni personali né dati di accesso e password legate al proprio conto corrente.
Le notifiche legate al conto corrente
Un altro accorgimento utile è quello di attivare le notifiche sms o app anche per il conto corrente. Diversi istituti di credito, infatti, propongono ai propri clienti di attivare questa specifica funzione che consente di allertare in caso di movimenti sospetti sul conto corrente. Questo vale non solamente per l’uso di carte di credito o bancomat, ma anche per qualsiasi altra operazione, come ad esempio un bonifico, un RID o altri addebiti diretti. Così facendo si potrà sapere in tempo reale cosa accade e, qualora si avessero dei dubbi, si può avvisare la banca e chiedere di bloccare il conto.
L'identità dell'interlocutore e le reti protette
Gli esperti consigliano, ancora, di provare a verificare l’identità dell’interlocutore. Considerando, infatti, che l'AI può duplicare la voce di una persona, se si riceve una telefonata sospetta, occorre sempre capire bene con chi si sta parlando prima di concludere qualsiasi transazione economica. La soluzione più semplice è di contattare da sè la persona in questione usando il numero ufficiale: che si tratti di un'azienda, o di un parente, se si chiama in prima persona il numero corretto, si può essere certi che non si tratta di un "clone" virtuale. Se si sta dialogando con un bot di un sito web, attenzione ai cloni: meglio verificare che l’indirizzo del sito sia corretto e che contenga la sigla "https". In questo caso le informazioni inviate alla piattaforma sono criptate e, di conseguenza, protette da eventuali intrusioni. Inoltre, meglio accingersi a procedere in simili operazioni solamente quando si è collegati sul web da una rete protetta (quella di casa o la linea mobile) e mai da reti pubbliche, perché potrebbero esserci malfattori in grado di intercettare i dati e poi appropiarsene.
La doppia verifica
Un'altra informazione utile da sapere, per chi magari ne fosse all'oscuro, è che già a partire da qualche anno è attivo il sistema denominato in gergo "Strong customer authentication", il quale prevede che l’Istituto di credito debba effettuare una doppia verifica dell'identità dell'utente, attraverso due o più fattori tra loro indipendenti, prima di confermare definitivamente le operazioni richieste. L'idea è quella di ridurre al minimo i rischi per i tutti i consumatori.
Il finto versamento
C'è poi una truffa sempre più comune che è quella del finto versamento. La vittima è un ignaro cittadino che, per esempio, vuole vendere un oggetto sul web tramite le più utilizzate piattaforme di compravendita. Il truffatore finge di acquistare l’oggetto e, quando deve indicare la modalità di pagamento, tenta di indurre il venditore dell’esistenza di una nuova procedura che, attraverso circuito ATM, consente di accorciare le tempistiche e ricevere subito il denaro sul proprio conto corrente. Il problema è che attraverso questa modalità il denaro, anziché essere versato sul conto del venditore, viene prelevato al venditore e accreditato sul conto o carta prepagata del truffatore.
I truffati "famosi"
Le frodi colpiscono spesso comuni cittadini ma non solo. È del 2023 il caso che ha riguardato Massimo Moratti, quando i truffatori contattarono diversi imprenditori fingendo di essere il ministro della Difesa Guido Crosetto, con una voce clonata e con la richiesta di un contributo urgente per poter finanziare le operazioni di liberazione di ostaggi italiani in Medio Oriente. Un altro famoso tentativo non è andato a segno quando un manager della Ferrari ha ricevuto messaggi WhatsApp da un falso Ceo, Benedetto Vigna. Dopo, è arrivata una telefonata. La voce sembrava quella di Vigna, ma era creata con l’Ai, e chiedeva di preparare un’operazione finanziaria segreta.