Bollette, 2,9 milioni di italiani vittime di truffe. I consigli per evitarle
CronacaIntroduzione
Il mercato libero per luce e gas ha fatto aumentare l’offerta e la concorrenza tra i diversi fornitori di energia, ma allo stesso tempo i consumatori sono bombardati da call center e messaggi spesso truffaldini che propongono super sconti non veritieri. Con il constante aumento dei costi, è più facile cadere nei raggiri che offrono occasioni imperdibili per risparmiare sulle bollette. Un’indagine di Facile.it, noto portale di comparazione prezzi, ha segnalato che sono milioni gli italiani che hanno subìto truffe nell’ambito della vendita di luce e gas.
Quello che devi sapere
Un danno stimato di quasi 650 milioni di euro
Da call center truffaldini a social ed email fraudolente, fino al classico porta a porta: nell’ultimo anno 2,9 milioni di italiani sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell'ambito delle bollette luce e gas, con un danno stimato di quasi 650 milioni di euro. È quanto emerge da un'indagine commissionata da Facile.it a mUp Research.
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Il 59,2% sceglie di non denunciare la truffa
Nonostante numeri così elevati, l'analisi riferisce che più di una vittima su due (59,2%) sceglie di non denunciare. In alcuni casi per ragioni economiche, in altri psicologiche. Il 36,1% di chi è caduto in trappola ha dichiarato di aver scelto di non sporgere denuncia poiché il danno economico era basso, mentre il 22,7% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Il 16,8%, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo a essere caduto nella trappola, il 4,2% perché non voleva che i familiari ne venissero a conoscenza.
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Lo strumento più usato dai truffatori: il call center
I finti call center sono lo strumento più usato dai truffatori: quasi 7 casi su 10 (68,2%) sono stati portati a termine su un canale di questo tipo. In un raggiro su 4 (24,9%) come cavallo di Troia è stata utilizzata una finta email, mentre nel 12,9% dei casi il classico porta a porta. Sono state impiegate anche app di messaggistica istantanea (9,5%) e social network. Le vittime predilette, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono gli anziani: a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode sono gli under 44.
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Le vittime preferite dai truffatori
A fronte di una media nazionale del 7%, la percentuale delle vittime di truffa o tentativo di frode raggiunge il 9,2% nella fascia 25 - 34 anni e arriva addirittura al 10,1% tra i 35-44enni. A sorpresa, inoltre, le più colpite ono risultae essere le persone con un titolo di studio universitario: l'incidenza tra i laureati è più del doppio rispetto alle media. "È da molti anni che siamo impegnati fattivamente nel contrasto alle truffe e tre anni fa fummo i primi, assieme a Consumerismo No Profit, a dare una dimensione al fenomeno e a lanciare il progetto Stop alle Truffe. Allora i truffati erano 4 milioni, oggi il numero si è ridotto del 27%", spiega il ceo di Facile.it, Maurizio Pescarini. "La riduzione del numero delle vittime è un dato importante, che dimostra quanto informazione e prevenzione possano incidere concretamente sul fenomeno delle truffe", commenta il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele.
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I consigli per evitare le truffe
Facile.it ha redatto anche un vademecum con cinque consigli per ridurre la possibilità di frodi:
- Verificare sempre l'identità dell'interlocutore;
- Non farsi mai prendere dalla fretta e pretendere di avere offerte scritte e tempo per analizzarle;
- Occhio ai codici POD e PDR delle bollette, senza questi nessuno può procedere a un cambio di operatore;
- Attenzione a quello che si dice al telefono, parole come "sì", "no" o "confermo" potrebbero essere registrate e "rimontate" ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.
Infine, se ci siete cascati è possibile rimediare. Anche nel caso in cui si abbia, semplicemente, cambiato idea, è possibile avvalersi del cosiddetto "diritto di ripensamento", recedendo dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazioni. C'è tempo per un massimo si 14 giorni.
Come identificare l’interlocutore e non farsi raggirare
Quando si viene contattati da presunti venditori, bisogna ricordare che chi si interfaccia deve qualificarsi in modo tale che sia possibile verificarne l'identità e l'effettiva appartenenza allo staff dell'azienda per la quale dice di lavorare. Ad esempio, se qualcuno dovesse suonare il campanello senza un appuntamento e chiedesse di entrare, è consigliabile rifiutare. Non è questo il modo in cui operano le aziende del settore e, mai e in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono che loro incaricati riscuotano denaro contante dai clienti. Spesso i truffatori, per attirare l'attenzione dei consumatori, cercano di convincerli che l'azienda con cui hanno in essere il contratto sia ormai prossima al fallimento o, anche, che stiano per aumentare le tariffe applicate. In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi prendere dalla fretta. Qualunque proposta venga fatta, bisogna pretendere che abbia forma scritta e un contratto che deve essere sottoposto in modo che si possa analizzare con calma. È bene anche verificare attraverso il sito dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) la correttezza delle informazioni offerte e il fatto che la società proponente sia effettivamente autorizzata ad operare e regolarmente riconosciuta dall’autorità.
Mai dare codici POD e PDR
I codici POD per l'energia elettrica e PDR per il gas identificano in modo univoco la fornitura e restano gli stessi anche se si cambia fornitore. Senza questo insieme di lettere e numeri che si trova in cima alla bolletta, nessuno può procedere a un cambio di operatore e, quindi, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire alle potenziali vittime. Quando si è alla ricerca di un nuovo fornitore è normale che in fase di preventivazione vengano richiesti dati quali il comune di fornitura e i consumi effettuati, tuttavia non è assolutamente consigliato divulgare il proprio codice, se non per siglare un nuovo contratto. Se qualcuno si presenta come rappresentante dell'azienda che già fornisce l'energia a un utente non ha senso che chieda il vostro codice POD o PDR perché, se realmente è un rappresentante del fornitore, quel codice deve già conoscerlo.
Come rimediare se ci si pente di aver sottoscritto un contratto
Se si è sottoscritto un contratto ma si vuole tornare indietro, si può contattare chi lo ha fatto sottoscrivere: se si tratta di una semplice incomprensione e non di un atto in malafede, la situazione si risolverà senza complicazioni. Se, invece, si ha modo di dimostrare che la firma sul contratto è stata estorta con l’inganno o non è autentica, si può disconoscere il contratto inviando formale reclamo. In questo caso non solo si ha tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma si può anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo che il fornitore presso cui si è stati registrati riporti immediatamente l'utente nelle fila del precedente. Nel caso in cui si abbia anche, semplicemente, cambiato idea, entro 14 giorni ci si può avvalere del cosiddetto "diritto di ripensamento", recedendo dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della scelta.
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