IA, quali lavori rischiano (forse) di scomparire con la tecnologia e quali resisteranno

Economia
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Introduzione

Quali lavori e professioni sono più a rischio di subire contraccolpi dallo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale? Quali invece sembra che resisteranno? Ha provato a dare una risposta il BLS, l’US Bureau of Labor Statistics, selezionando mestieri che vanno da una “bassa esposizione relativa all’IA” – cioè quelli che non dovrebbero essere sostituiti dalla tecnologia – a un’esposizione “molto elevata”. 

Quello che devi sapere

IA, quali professioni verranno sostituite?

Anche se gli effetti dell’IA sul mercato del lavoro sono ancora incerti, i ricercatori del BLS hanno cercato di misurare l’impatto della tecnologia sulle varie professioni andando ad attribuire a ciascuna di esse un “punteggio di esposizione all’IA”, in base a quanto le capacità della tecnologia corrispondono alle attività svolte in quella professione. In altre parole, si cerca di capire in che misura il lavoro, o le singole mansioni, possono essere completati o supportati dalle diverse forme di intelligenza artificiale. Le professioni sono quindi state suddivise in quattro gruppi: bassa esposizione, moderata esposizione, alta esposizione ed esposizione molto alta. Da un estremo all’altro, la bassa esposizione indica generalmente che i requisiti di una professione non corrispondono bene alle attuali capacità dei modelli di intelligenza artificiale: non è stato osservato che i grandi modelli linguistici riescano a svolgere molte delle attività previste da quella professione. Un’esposizione relativa molto elevata, al contrario, indica invece generalmente che, rispetto ad altre professioni, una quota maggiore delle attività può essere svolta o supportata dalla tecnologia basata sull’intelligenza artificiale.

 

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I lavori con esposizione bassa all’IA: le professioni sanitarie

Tra i mestieri con esposizione bassa, il BLS ne indica molti che hanno a che fare in un modo o nell’altro con le professioni sanitarie. Se ne possono citare alcune soltanto a titolo di esempio:

  • chirurghi orali e maxillofacciali;
  • prostodontisti;
  • optomestristi;
  • terapisti della respirazione;
  • anestesisti;
  • igienisti dentali;
  • paramedici;
  • infermieri;
  • fisioterapisti.

 

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Gli altri lavori che non saranno sostituiti dall’IA

Tra gli altri gruppi di professioni che hanno una bassa esposizione all’IA ci sono quelli che hanno a che vedere con le abilità manuali e quelli che richiedono un rapporto diretto con i clienti. Di nuovo, soltanto a titolo di esempio, si citano:

  • camerieri;
  • baristi;
  • estetisti di vario genere;
  • operatori di servizi di posta;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • pescatori;
  • meccanici.

 

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I lavori molto esposti all’IA

Passando invece ai lavori molto esposti all’IA, nell’elenco messo a punto dal BLS compaiono:

  • varie tipologie di HR;
  • marketing manager;
  • manager finanziari;
  • analisti;
  • commercialisti;
  • supporto tecnico;
  • data scientist;
  • sviluppatori di software;
  • programmatori.

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Come leggere i dati

Per leggere correttamente i dati, il BLS precisa che:

  • Una categoria di esposizione non costituisce una previsione di crescita o diminuzione dell’occupazione.
  • Un’esposizione relativa alta o molto alta all’IA non significa necessariamente che l’occupazione diminuirà.
  • Un’esposizione relativa bassa all’IA non significa necessariamente che una professione non subirà alcun impatto dall’intelligenza artificiale o che sia al riparo da futuri cambiamenti tecnologici.
  • Una categoria di esposizione non costituisce una previsione sull’andamento dei salari.
  • Una categoria di esposizione non rappresenta una stima della probabilità di adozione dell’IA.
  • Una categoria di esposizione non rappresenta una stima della probabilità che i lavoratori vengano sostituiti.
  • Una categoria di esposizione non costituisce una previsione sulla produttività.
  • La categoria di esposizione è relativa rispetto alle altre professioni: non implica quindi un livello assoluto di esposizione alto o basso.
  • Le categorie di esposizione non distinguono tra gli effetti dell’IA derivanti dall’automazione e quelli derivanti dal potenziamento o supporto delle attività umane.

La domanda di lavoro

L’analisi contiene anche alcune stime sulla crescita o la crescita della domanda di tutte le professioni considerate da qui al 2035. Molte di quelle che risultano essere esposte all’IA appaiono in crescita: i cambiamenti tecnologici non andranno quindi per forza a farle scomparire o a sostituire i lavoratori con macchine e computer, ma cambieranno di sicuro il modo in cui vengono svolte.

 

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