Introduzione
Il 10 settembre scadrà l'ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio, prevista dall'ultimo decreto interministeriale. E il governo Meloni ragiona su quali potrebbero essere i prossimi aiuti. Intanto però i prezzi di diesel e benzina corrono. Quello che emerge è che, comunque, per avere degli aiuti “mirati” si dovrà aspettare fino a fine settembre. "Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione", ha detto il 5 settembre, da Cernobbio, il ministro dell'Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Quello che devi sapere
Le possibili tempistiche
Come ha spiegato Pichetto Fratin, il governo lavora "anche a quello che riguarda lo scostamento e quindi la verifica delle compatibilità delle misure va fatta in rapporto anche tecnico con l'Unione Europea. Siamo al 5 settembre, 25 giorni dovrebbero bastare", ha aggiunto smorzando l'ipotesi di aiuti in arrivo per il 10 settembre, cioè proprio quando scadrà l'ultima proroga del taglio delle accise.
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L’azione del governo Meloni fino ad oggi
Il prossimo decreto energia al quale si lavora non prevede tagli generalizzati, ma misure "mirate", come ha anticipato anche la premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi. Da marzo, cioè dall'inizio della crisi dello Stretto di Hormuz, sono stati sette gli interventi sulle accise decise dal governo, per un costo complessivo di oltre 2 miliardi. Per finanziare l'ultima proroga del taglio dell'accise sul gasolio, si era ricorsi ad un anticipo sulle tasse sui dividendi delle società energetiche, per circa 130 milioni di euro. L'ultima proroga sarà invece finanziata attraverso il meccanismo delle "accise mobili" vale a dire l'extragettito Iva incassato dallo Stato che, quando aumentano i prezzi, viene utilizzato per ridurre temporaneamente l'accisa.
Chi potrebbe essere interessato dal prossimo decreto
Per il prossimo decreto, che dovrebbe arrivare dunque a fine settembre o a inizio ottobre, si pensa a misure rivolte a famiglie con i redditi più bassi e alle categorie professionali più colpite. Per le coperture, i tecnici valutano la tassazione degli extraprofitti delle società di raffinazione. Il vicepremier Matteo Salvini, però, spinge perché gli aiuti vadano anche alle partite Iva e si mostra scettico sull'uso dell'Isee per individuare il tetto di reddito oltre il quale la misura non si attiva.
I prezzi continuano ad aumentare
Intanto, come detto, i prezzi continuano ad aumentare: se si guarda a quelli di sabato 5 settembre 2026, si vede che il prezzo medio in modalità "self service" lungo la rete stradale nazionale è stato pari a 2,052 euro al litro per la benzina e 2,164 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è stato di 2,138 euro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Esattamente un mese prima, e cioè il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano di 1,997 euro al litro per la benzina e 2,097 euro al litro per il gasolio. L'aumento è stato dunque di 5,5 centesimi al litro per la verde e 6,7 centesimi al litro per il diesel.
Adusbef: “Valutare un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati"
"Di fronte alla dinamica evidentemente speculativa che sta interessando il comparto dei carburanti, appare necessario valutare un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati di benzina e gasolio, possibilità prevista da apposite delibere Cipe proprio per impedire manovre opportunistiche della filiera”, ha affermato Adusbef, che invita il governo a valutare una simile misura. L'associazione dei consumatori specializzata nel settore bancario sta predisponendo una specifica proposta tecnica basata sui criteri delle delibere Cipe, con l'obiettivo di fissare un prezzo massimo temporaneo e impedire ulteriori rincari non giustificati. "Se il mercato non è in grado di garantire prezzi equi, e di fronte ad una situazione di emergenza nazionale, è dovere dello Stato intervenire con strumenti straordinari. Un meccanismo di prezzi amministrati, anche solo per un periodo limitato, riporterebbe ordine, trasparenza e tutela per famiglie e imprese ed eviterebbe effetti devastanti per l'economia nazionale", ha detto il presidente Antonio Tanza. "L'attuale livello dei listini dei carburanti in Italia produce effetti abnormi su economia reale e potere d'acquisto alimentando l'inflazione. È una tassa occulta che grava sui cittadini e richiede interventi eccezionali immediati e non più rinviabili".
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