Ryanair, taglio ai voli invernali per il caro benzina: verso un aumento delle tariffe
EconomiaLa compagnia aerea irlandese deve fare i conti con i prezzi della benzina che, a causa della guerra in Medio Oriente, non accennano a diminuire. Per i mesi invernali Ryanair ha abbassato l'obiettivo di passeggeri per l'esercizio chiuso ad aprile 2027 da 216 a 214 milioni. Possibile un aumento delle tariffe dei voli a corto raggio se i prezzi del petrolio resteranno elevati fino all'estate 2027
Meno voli e tariffe più alte. Ryanair deve fare i conti con il caro carburante e, per cercare di contenere l’impatto dell’aumento di costi legato alla guerra in Medio Oriente, ha annunciato una riduzione dei voli nella stagione invernale. La compagnia aerea low cost ha anche messo in guardia sulla possibilità di un aumento delle tariffe dei voli a corto raggio se i prezzi del petrolio resteranno elevati fino all'estate 2027.
Provvedimenti contro il caro carburante
La compagnia aerea low cost ha preso dei provvedimenti a fronte dei prezzi del carburante che non accenna a diminuire. Complice la chiusura dello Stretto di Hormuz che non permette il passaggio delle petroliere che riforniscono l’Europa e non solo, Ryanair ha deciso di ridurre il numero di voli nei mesi invernali. Per farlo, la compagnia irlandese ha abbassato l'obiettivo di passeggeri per l'esercizio chiuso ad aprile 2027 da 216 a 214 milioni: in questo modo dovrebbe riuscire a limitare le perdite stagionali di 70-100 milioni di euro. Ryanair potrebbe inoltre essere portata da aumentare i prezzi dei biglietti aerei perché, pur confermando la previsione di un utile nel 2026/27 grazie alle coperture sul carburante, la compagnia stima un risultato netto inferiore al record di 2,17 miliardi di euro registrato nell'esercizio precedente.
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Traffico estivo aumentato
Intanto, l’estate ha segnato un periodo di crescita per Ryanair. Ad agosto la compagnia low cost ha registrato un incremento annuo del 6% dei passeggeri trasportati che hanno raggiunto quota 22,2 milioni con un fattore di riempimento del 96%. Sui dodici mesi l'incremento è del 5% a 214,4 milioni con un tasso di occupazione posti del 94% mentre per i mesi estivi (aprile-ottobre) la compagnia stima un aumento del 5% dei passeggeri a 145 milioni, ma con prezzi dei biglietti che nel secondo trimestre sono stati leggermente inferiori a quelli dello stesso periodo del 2025.