Energia, Ue apre a flessibilità. Italia prepara misure: da pompe di calore a bus scontati
EconomiaIntroduzione
La Commissione europea ha stabilito il perimetro della nuova flessibilità sulle spese per la sicurezza energetica, che consentirà agli Stati di derogare temporaneamente ai vincoli del Patto di stabilità per finanziare investimenti destinati a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Come si muoverà l’Italia? Su quali misure punterà il governo?
Quello che devi sapere
Interventi per 14 miliardi
Per l'Italia lo spazio potenziale vale circa 14 miliardi di euro nel triennio 2026-2028 (35-36 miliardi con anche gli investimenti nella difesa). Il governo sta già studiando nel dettaglio le misure che intende finanziare. Tra queste provvedimenti per agevolare l’acquisto di pompe di calore per le famiglie, misure per le imprese, investimenti verdi per le ferrovie, abbonamenti a costi ridotti a bus e metro per i giovani.
Leggi anche: Energia, l’Ue fissa le misure di flessibilità. Dalle rinnovabili ai bonus: ecco i paletti
L’iter
Il lavoro dei tecnici sulle potenziali misure era iniziato sottotraccia già a fine luglio, ma si attendeva l'ufficialità dall’Ue per capire fino a dove potersi spingere. Finora la Commissione aveva infatti parlato genericamente solo di misure addizionali, decise dal 28 febbraio 2026, e mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema energetico. Ora che la cornice è definita, si tratta quindi di mettere a punto un "elenco di massima". Che, come ha spiegato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante le comunicazioni al Parlamento del 5 agosto, andrà inviato alla Commissione Ue, con una "stima preliminare dei costi attesi", insieme alla richiesta di attivazione della clausola.
Per approfondire: Caro energia, ecco cosa chiede l'Europa all'Italia in cambio della flessibilità
Le tempistiche
La lista richiederà verifiche tecniche e soprattutto politiche prima di concretizzarsi nella lettera con cui l’Italia chiederà a Bruxelles l'attivazione della clausola di salvaguardia. La missiva a questo punto difficilmente partirà prima di fine mese (scadenze stringenti non ce ne sono, anche se Bruxelles aveva indicato come data non vincolante il 15 agosto). La lettera presumibilmente verrà inviata nel corso del mese di settembre.
Leggi anche: Caldo estremo, quanto costa all’Europa? Italia tra i Paesi più colpiti
Su cosa punta il governo
Intanto i ministeri intanto hanno già iniziato a studiare nel dettaglio gli interventi. "Per le famiglie il ragionamento potrà essere fatto sul modello del conto termico come ad esempio le pompe di calore, l'edilizia residenziale pubblica o gli edifici pubblici. Per le imprese si tratta di riuscire a combinare le misure con le azioni in corso con FerX", spiega il ministro Pichetto. "Sono queste le cose su cui si ruota, oltre ad accumuli, batterie e veicoli. Mentre per i trasporti si può ragionare sulle ferrovie".
Il nucleare
Un po' più delicata la questione del nucleare. L'apertura dell'Ue alle spese per questa voce viene accolta con favore dalla maggioranza, ma "la nota della Commissione parla di centrali", avverte Pichetto: "Quindi bisognerà valutare se le spese legate alla ricerca e la sperimentazione per un ritorno al nucleare sostenibile o per la fusione - su cui stiamo lavorando con la Francia - sono compatibili".
I trasporti
Sul fronte dei trasporti invece il Mit punta a far rientrare nell'elenco anche gli sconti per gli studenti su biglietti e abbonamenti: misura su cui è impegnato in prima linea il ministro Matteo Salvini. Da ricordare che dall’elenco della Commissione Ue sono rimaste fuori le auto elettriche: Bruxelles indica gli incentivi fiscali alle imprese e gli investimenti pubblici per le infrastrutture di ricarica, ma non gli incentivi nazionali per l'acquisto dei veicoli. E neanche le e-bike sono rimaste in lista.
Le misure di flessibilità Ue
La Comunicazione della Commissione è stata pubblicata il 18 agosto nella Gazzetta ufficiale dell'Ue dopo settimane di negoziato tra i Ventisette. Contiene 22 tipologie di intervento ma l'elenco è comunque "esemplificativo e non esaustivo": gli Stati potranno sottoporre anche altri interventi. Bruxelles per settembre dovrebbe dare il proprio via libera, e poi il tutto dovrà avere l'ok del Consiglio Ue Ecofin il 9 ottobre.
Come funziona
La filosofia della nuova deroga è evitare che il maggior deficit finanzi sconti generalizzati e indirizzarlo invece verso interventi capaci di cambiare strutturalmente il sistema energetico europeo. Escluse quindi riduzioni di accise e altre imposte sui combustibili fossili. Gli Stati potranno usare fino a un massimo di uno 0,3% del Pil l'anno per le misure scelte, fino a uno 0,6% cumulato nel triennio. Ogni misura dovrà essere documentata singolarmente e gli Stati dovranno aggiornare Bruxelles su costi e interventi due volte l'anno.
Vedi anche: Giorgetti: chiederemo a UE spese energia +0,6%, difesa +0,9%