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Caldo estremo, quanto costa all’Europa? Italia tra i Paesi più colpiti

Economia
Ansa/Ipa

Introduzione

Secondo uno studio di Triodos Bank, istituto di credito dei Paesi Bassi, le temperature bollenti di questa estate potrebbero azzerare la crescita dell'Ue nel 2026 e costare alle economie europee circa 180 miliardi di euro. L’Italia è uno degli Stati che rischia di pagare il conto più alto, pari a una manovra di bilancio.

Quello che devi sapere

Crescita bruciata

La banca Triodos, specializzata nel finanziamento di progetti sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, stima che gli effetti legati al caldo, agli incendi boschivi e alla siccità potrebbero ridurre di circa l'1% il prodotto interno lordo dell'Unione europea, pari a circa 180 miliardi di euro (208 miliardi di dollari) di perdite economiche, dovute principalmente alla minore produttività del lavoro. Le sole perdite di produttività del lavoro potrebbero ridurre il Pil europeo di circa lo 0,6%, mentre si prevede che la produzione agricola diminuirà tra il 3% e il 7%.

 

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I motivi

Il caldo estremo in sostanza rischia di annullare un anno di crescita economica, considerando che la Commissione europea aveva previsto una crescita del Pil dell'Ue dell'1,1%, mentre il Fmi prevede una crescita dell'area euro intorno allo 0,9%. "L'aumento dei prezzi dei generi alimentari, la limitata produzione di energia e l'aumento dei prezzi dell'elettricità, nonché le interruzioni alla circolazione stradale, ferroviaria e delle vie navigabili interne, aggravano i danni", ha affermato Triodos.

 

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I parametri

Lo studio ha tracciato la mappa dei possibili danni economici attraverso diversi parametri: la riduzione dei raccolti e della produzione lattiero-casearia, unitamente al conseguente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, rappresenta circa lo 0,15%, la limitata produzione di energia nucleare, idroelettrica e termica, la minore efficienza dell'energia solare e l'aumento dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica contribuiscono per un ulteriore 0,12%-0,15%, mentre le interruzioni nella capacità delle reti ferroviarie, stradali e fluviali aggiungono un ulteriore 0,15%. L'effetto più rilevante, e al contempo più difficile da quantificare, è quello della produttività del lavoro.

 

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Il calo della produttività

La produttività per lavoratore diminuisce quando le temperature superano i 25-30 °C circa, con le perdite più marcate nei lavori all'aperto e in quelli fisicamente impegnativi. Anche il lavoro d'ufficio ne risente, in parte perché il calore compromette il sonno e le capacità cognitive. Un'analisi comparativa a livello nazionale condotta da Allianz, citata nella ricerca, stima la perdita a circa il 3% della produzione per ora lavorata per ogni grado sopra i 30°C mantenuto per diversi giorni. Secondo la ricerca, l'adattamento potrebbe ridurre le perdite di produttività di circa il 40%, ma non eliminarle completamente, e gli autori avvertono che le loro stime si basano su ipotesi prudenti.

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I Paesi più colpiti

Si prevede che la Francia sarà il Paese più colpito, con ondate di calore ricorrenti che ridurranno il Pil di circa l'1,4% e potrebbero potenzialmente portarla a una contrazione annua dello 0,6%. I Paesi Bassi perdono circa 0,8 punti, rimanendo sostanzialmente invariati. Spagna e Italia hanno la forza lavoro più esposta e il maggior numero di giorni caldi, ma decenni di adattamento attenuano l'impatto di ciascun fattore singolarmente. Per il nostro Paese il prezzo del caldo potrebbe essere simile a quello dell’ultima manovra, 22 miliardi di euro. La Polonia, con una bassa copertura di impianti di climatizzazione e una scarsa acclimatazione, sarebbe molto vulnerabile, ma ha avuto un'estate più fresca e dovrebbe comunque crescere di circa il 2,9%.

I decessi

Per quanto riguarda il bilancio umano delle vittime, si stima che durante l'ondata di calore di giugno si siano verificati circa 20.400 decessi legati al caldo in Francia, Germania, Spagna e Italia, e, considerando i circa 25.000 decessi dell'estate in termini di anni di vita persi, il costo si aggira tra 1,5 e 7 miliardi di euro.

 

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Gli incendi e la siccità

Pesano molto anche gli incendi boschivi, che hanno bruciato oltre 500mila ettari in tutta l'Ue, contro una media di 197.000 ettari registrati negli ultimi 20 anni. La perdita dei servizi ecosistemici nell'area bruciata potrebbe ammontare a una cifra fino a 4,6 miliardi di euro. Altro effetto del caldo è la siccità, che distrugge i raccolti, e fa lievitare l’inflazione alimentare: l’impatto è dello 0,15% di Pil. Inoltre secca i fiumi, che smettono di essere navigabili. L’aumento dei costi dell’energia elettrica, dovuto alla riduzione obbligata dell’uso di energia idroelettrica e termica, costa un altro 0,15% di crescita. Anche la produzione da altre fonti viene colpita, a cominciare dal nucleare, come dimostrano gli stop in diverse centrali avvenuti in questi mesi in Europa.

 

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