Affitti brevi, controlli fiscali anti-evasione in aumento in Italia: i dati

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Come rileva la Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025 stilata dalla Corte dei Conti, lo scorso anno sono cresciuti gli accertamenti di Agenzia delle Entrate sui titolari di affitti brevi. Nel solo 2025 le segnalazioni al Fisco hanno riguardato circa 32mila soggetti e sono stati attivati oltre 2mila atti di verifica, numeri che certificano la stretta normativa a partire dall'introduzione del Codice Identificativo Nazionale.

Quello che devi sapere

Ravvedimento operoso

L'organismo della giustizia contabile segnala inoltre un aumento dei soggetti che hanno regolarizzato spontaneamente la propria posizione nei confronti del Fisco. Nel 2025 sono stati calcolati 377 ravvedimenti operosi su atti istruttori gestiti dalle Entrate.

 

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Obblighi amministrativi

Del resto, come ricorda la relazione, negli ultimi anni i soggetti che rendono locabili immobili fino a 30 giorni sono sottoposti a maggiori obblighi amministrativi. Spetta ai titolari, infatti, dotarsi del Codice CIN da esporre visibilmente nella struttura e comunicare alla Questura l'arrivo di ciascun ospite tramite il portale specifico. Nei Comuni turistici è inoltre obbligatorio riscuotere l'imposta di soggiorno calcolata in base alle notti di permanenza.

 

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I controlli incrociati del Fisco

Oltre alle procedure sopracitate, la verifica del Fisco sulla corretta posizione dei titolari di affitti brevi si estende ai dati in arrivo dai portali che si occupano di intermediazione incrociabili con quelli emersi nella Dichiarazione dei redditi. Come evidenzia il Sole 24 Ore eventuali discrepanze sono ritenute condizioni di rischio sufficienti da avviare controlli mirati.

 

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Nuovi obblighi europei

La gestione di un fenomeno immobiliare che in pochi anni sta letteralmente ridisegnando il volto dei centri storici del Bel Paese ha aggiunto quest'anno un nuovo tassello con l'entrata in vigore, il 20 maggio scorso, del Regolamento UE (2024/1028). Nei prossimi mes,i i titolari di affitti brevi saranno chiamati ad adempiere ulteriori obblighi informativi. Stando all'articolo 9, per esempio, le piattaforme online specializzate dovranno trasmettere alle autorità competenti i dati relativi ad attività e registrazioni di arrivi.

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Il ruolo della Banca dati del Mitu

Dall'unità immobiliare locata al numero di registrazione fino all'indirizzo e alla url dell'annuncio: tutte le informazioni approderanno nella Banca dati nazionale del Ministero del Turismo, funzionale ad un controllo più accurato di Agenzia delle Entrate.

Costo affitti in crescita

Non solo dal punto di vista fiscale: la regolamentazione degli affitti brevi assume maggiore peso anche dal punto di vista economico. L'aumento delle locazioni destinate a soggiorni di durata limitata ha infatti ridotto la platea di case disponibili per contratti "lunghi" causando un'impennata dei costi. A fronte di una ridotta offerta di immobili, l'Istituto per la finanza e l’economia locale (Ifel) calcola che tra il 2018 e il 2024 il prezzo medio delle locazioni in Italia è salito del 22,6% con incrementi ponderati del 27,5%.

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Le 5 città con incrementi dal 41% a salire

Stando al dossier Ifel, emergono chiaramente "intensità molto differenziate tra i capoluoghi". Gli incrementi più elevati si concentrano in pochi casi, tra cui spiccano Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano: sono queste le cinque città che si trovano nella fascia "di crescita alta", quindi dal 41% a salire. Una parte ampia del Paese rientra invece nella crescita moderata, per cui si segnala "un aumento diffuso ma non uniforme dei canoni".

La situazione nelle grandi città

La fondazione che fa capo all'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) evidenzia la situazione più critica nei grandi centri urbani, dove la forte vocazione turistica spinge le domande di affitti brevi mentre gli immobili disponibili registrano una flessione. A Milano e a Roma, per esempio, la spesa per l'affitto di casa può pesare fino al 40% sul reddito familiare con conseguenze negative su consumi, risparmio e altre voci di spesa.

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Toxic turism

La crescita selvaggia degli affitti brevi nelle città italiane rientra tra le 6 distorsioni che causano il "toxic turism". Secondo l'esperto Raffaele Rio, nella Penisola il fenomeno è responsabile di una dispersione pari a 12,6 miliardi di euro all'anno, lo 0,5% di Pil del 2025. Oltre al mercato immobiliare, vanno considerate altre voci: il caro-prezzi, l'overtourism, la marginalizzazione delle aree interne, l’infiltrazione criminale e la rendita delle piattaforme digitali. 

 

Per approfondire: Dall'overtourism alle infiltrazioni criminali, il “toxic tourism” brucia 12,6 miliardi

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