Sconto gasolio, molti distributori non hanno adeguato prezzi. Ministero invia lista a Gdf
EconomiaIntroduzione
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha trasmesso alla Guardia di Finanza l'elenco dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise deciso dal governo.
Quello che devi sapere
Il provvedimento
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit ha trasmesso alla Guardia di Finanza la lista dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise deciso di recente dal governo. Come dichiarato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, "gli esiti degli accertamenti della Gdf, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all'autorità giudiziaria. La segnalazione è effettuata ai sensi del regime speciale di controllo introdotto dal decreto-legge approvato a marzo dal Consiglio dei ministri".
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Codacons: "Violazione abnorme produce danni ai cittadini"
Il Codacons ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di ottenere copia delle informazioni trasmesse alla Guardia di Finanza sugli impianti che non hanno applicato il taglio delle accise sul gasolio. L'obiettivo, spiega l'associazione, è avviare le opportune azioni legali a tutela dei consumatori e degli automobilisti. "Vogliamo capire quanti e quali distributori e compagnie petrolifere stiano ostacolando la riduzione dei listini alla pompa omettendo di trasferire sui prezzi finali il taglio delle accise per 17 centesimi di euro disposto sul gasolio", afferma il Codacons, secondo cui il mancato ribasso dei prezzi, oltre a rappresentare una violazione delle disposizioni del governo, "produce danni economici abnormi ai cittadini", proprio nel periodo in cui aumentano i rifornimenti per gli spostamenti estivi. L'associazione annuncia inoltre che, una volta ottenuta la documentazione dal Garante, "provvederemo a presentare le dovute denunce penali alle Procure della Repubblica competenti, affinché siano accertate le responsabilità alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata e manovre speculative".
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I dati del Codacons
Il Codacons, infatti, ha rilevato come lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio deciso dal Governo continui a non riflettersi pienamente sui prezzi alla pompa. Per questa ragione l'associazione ha annunciato un esposto all'Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma ipotizzando il reato di truffa aggravata. Secondo le elaborazioni dell'associazione sui dati regionali del Mimit, infatti, rispetto al 27 luglio, prima dell'entrata in vigore della misura, il prezzo medio del gasolio è diminuito in due giorni di appena 11,3 centesimi sulla rete ordinaria e di soli 8,6 centesimi in autostrada. I ribassi più contenuti si registrano in Campania (-6,6 centesimi), Basilicata (-9,3) e Molise (-9,5), mentre quelli più consistenti riguardano Friuli-Venezia Giulia (-13,2) e Liguria (-13). Per il Codacons il mancato adeguamento dei prezzi è ancora più grave considerando che le quotazioni petrolifere sono diminuite, con il Brent sceso ieri sotto gli 83 dollari al barile. Per questo l'associazione chiede di accertare eventuali responsabilità lungo la filiera dei carburanti per la mancata riduzione dei listini del gasolio.
UNC: “Era necessario intervenire anche sulla benzina”
Per l'Unione Nazionale Consumatori il taglio delle accise sul gasolio non si è tradotto in una riduzione effettiva dei prezzi alla pompa. “Che il gasolio sarebbe rimasto sopra i 2 euro lo avevamo detto subito, era matematicamente certo, ma che dopo due giorni dal taglio di 14 cent di accise, 17,08 con Iva al 22%, non scendesse nemmeno sotto i 2,1 euro, è il colmo”, afferma il presidente Massimiliano Dona, commentando i dati del Mimit. Dona sottolinea che in autostrada il gasolio viene ancora venduto a 2,169 euro al litro e che, a parità di prezzo industriale, avrebbe dovuto costare circa 2,014 euro al litro. Il presidente dell'Unc evidenzia inoltre come anche la benzina resti su livelli elevati: “È emblematico il fatto che in autostrada si paghi esattamente come il gasolio nella rete stradale, 2,074 euro al litro, un prezzo che non si aveva dal 27 settembre 2023”. Secondo Dona, questo dimostra che sarebbe stato necessario intervenire anche sulla benzina.
Donà (UNC): “Invio elenchi a GDF? Film già visto”
L'associazione esprime poi scetticismo sull'annuncio del Mimit relativo all'invio alla Guardia di Finanza dell'elenco degli impianti che non hanno adeguato i prezzi. “Purtroppo è un film già visto”, osserva Dona, ricordando che un'iniziativa analoga era stata annunciata a marzo senza produrre risultati concreti, salvo "qualche irrisoria sanzione per irregolarità amministrative". Il presidente dell'Unc ricorda inoltre che l'ultimo esposto presentato dall'associazione all'Antitrust è stato archiviato il 9 luglio. “Insomma, o si cambia la normativa, in modo serio, come chiediamo di fare ogni anno in occasione della legge sulla concorrenza, oppure non succederà nulla”, conclude Dona, sostenendo che senza strumenti normativi più incisivi l'Antitrust “ha le mani legate” nell'intervenire contro i prezzi troppo elevati dei carburanti.
Federconsumatori: “Soldi Stato assorbiti da speculazione sui prezzi"
Federconsumatori denuncia che, a due giorni dall'entrata in vigore del taglio delle accise sul gasolio, il beneficio non si è ancora riflesso sui prezzi alla pompa. “È finita la pazienza, da mesi denunciamo come le compagnie adeguino i prezzi al ribasso con ritardi intollerabili, e comunque mantenendo sovrapprezzi che pesano sulle tasche dei cittadini per oltre 355,14 euro annui”, afferma il presidente Michele Carrus. Secondo l'associazione, il prezzo del gasolio avrebbe dovuto attestarsi intorno a 2,02 euro al litro, mentre oggi si mantiene mediamente a 2,185 euro al litro, “salvo qualche rara eccezione”. Per Federconsumatori il mancato adeguamento dimostra che il beneficio fiscale deciso dal Governo è stato di fatto assorbito dalle dinamiche speculative del mercato. “È come se i soldi spesi dallo Stato e reperiti a fatica facendo quadrare i bilanci siano stati completamente assorbiti dalle dinamiche speculative sui prezzi”, conclude l'associazione, chiedendo controlli immediati e sanzioni efficaci per ripristinare correttezza ed equità nel settore.
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