Caldo estremo in Europa, costi e impatto sul Pil: Italia tra le economie più a rischio
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Intense, lunghe e sempre più frequenti. Le ondate di caldo stanno ridisegnando il volto delle estati in tutta Europa con ripercussioni negative sulla produttività del lavoro. Come mostra il report di Allianz Il caldo estremo e gli impatti sulla crescita economica l'Italia figura tra le economie più esposte a perdite del Pil. Ecco perché.
Quello che devi sapere
Europa vulnerabile alle ondate di caldo
L'analisi rileva un aumento dei decessi causati dallo stress climatico mentre gli eventi estremi sono cresciuti di sette volte dagli anni Ottanta ad oggi. Di fronte a estati sempre più roventi il Vecchio Continente affronta problemi strutturali, da un incremento della platea di anziani, i soggetti più a rischio malori, alla scarsa diffusione dei sistemi di raffrescamento, 19% contro il 90% degli Usa.
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L'impatto sul lavoro
Proprio per mantenere gli ambienti con temperature accettabili, le imprese sono costrette a sostenere costi di raffrescamento sempre più ingenti, anche a causa dei rincari sui prodotti energetici. A crescere è inoltre il numero di Paesi europei che adottano misure di emergenza con lo stop obbligatorio nelle ore più calde per i lavoratori che tradizionalmente svolgono l'attività all'aria aperta, dai muratori agli autisti di consegne fino agli addetti operanti in agricoltura.
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L'impatto sul Pil
Mentre la spesa energetica lievita e le ore lavorate diminuiscono, Allianz calcola che entro il 2030 i Paesi più colpiti potrebbero subire perdite di Pil comprese tra il 5 e il 7%. Nei prossimi anni, la Spagna rischia di bruciare 104 miliardi di euro, 114 miliardi in Germania. Non va meglio in Italia dove il caldo potrebbe mandare in fumo fino a 128 miliardi di crescita.
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Caldo record in Francia
Secondo il report, la Francia figura tra i Paesi europei che alla fine di questo decennio rischia di dover pagare il conto più salato. Parigi, che dopo l'inedita fiammata a maggio sta affrontando in questi giorni un'ondata di caldo eccezionale, potrebbe avere 209 miliardi di euro in meno di Pil. Fuori dal Vecchio Continente, il calo produttivo causato dalle alte temperature erode altre economie avanzate, a partire dal Giappone con perdite cumulate fino a 308 miliardi di euro.
Ore lavorate perse
Non c'è solo lo sforzo fisico: lo stress termico mina la produttività anche su altri aspetti centrali del lavoro come le prestazioni cognitive e la lucidità causata da un peggioramento nella qualità del sonno. Allianz Trade calcola che la quota di ore lavorate perse a livello globale è destinata a passare dal 1,4% nel 1995 al 2,2% entro il 2030. Il rallentamento dell'attività per tutelare la salute risulta più evidente in aree del globo dove le temperature raggiungono spesso valori proibitivi, come l'Asia Meridionale o l'Africa Occidentale dove l'ammontare di ore perse in 35 anni oscilla tra il 4,8 e il 5,3%.
La soglia dei 30 gradi
Come evidenzia il report stilato dalla compagnia assicurativa, il limite di guardia per la produttività sono i 30 gradi, superati i quali si verifica un calo di tre punti percentuali ad ogni grado in più. Mentre la domanda di energia aumenta dell'1,2% soprattutto di elettricità. L'Europa dipende ancora in larga misura dalla produzione termoelettrica basata su gas, nucleare e carbone, tecnologie che richiedono un'elevata disponibilità di acqua e alta prestazione dei sistemi di raffreddamento. Nell'estate 2019 ha fatto scuola l'ondata di caldo che in Francia ha messo sotto stress il funzionamento delle centrali nucleari causando limitazioni di offerta e un'impennata dei prezzi della luce.
L'impatto sulla finanza pubblica
A incidere sul quadro economico dei Paesi Ue è anche la maggiore spesa che gli Stati sono chiamati a sostenere per riparare le infrastrutture di trasporto. Il caldo eccessivo danneggia strade e ferrovie con una crescita di black-out e interruzioni del servizio. A livello macroeconomico, l'incremento dei consumi energetici potrebbe ridurre gli investimenti con una contrazione fino all'8%. Mentre le banche centrali saranno chiamate a operare scelte difficili, specie nell'area euro, dove la moneta unica è utilizzata in Paesi esposti ai cambiamenti climatici in modo differente.
Rischio stagflazione
Allianz Trade prevede che gli choc legati al caldo alimenteranno le probabilità di una spirale stagflazionistica, con aumenti simultanei di inflazione e disoccupazione. La minore produttività danneggia le entrate fiscali nelle principali economie con contrazioni comprese tra lo 0,7 in Germania e all'1,8% in Francia. Maggiori ostacoli si riscontrano poi nei percorsi di risanamento dei conti pubblici sotto la soglia di Maastricht intrapresi da Paesi come Italia, Spagna e Francia dove il disavanzo sfiora il 5% del Pil.
Risposte d'emergenza, manca un pacchetto d'insieme
Nonostante siano stati avviati progetti di lungo respiro come il pacchetto Fit for 55 che vede l'Unione Europa impegnata nella riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, il report conclude che nessun Paese europeo ad oggi è attrezzato a neutralizzare gli effetti economici del caldo estremo. Le eccellenze investono singoli Paesi su aspetti specifici, come la Spagna in materia di tutela dei lavoratori o la Francia sulle norme edilizie, ma i governi del Vecchio Continente intervengono in ordine sparso con misure di emergenza senza un quadro d'insieme.
L'allarme della Bce
Le possibili ripercussioni negative del riscaldamento climatico sull'economia erano già emerse a maggio al Climate, Nature and Monetary Policy Conference di Francoforte. Guardando al Pil mondiale tra il 1960 e il 2019, il capo economista della Banca Centrale Europa Philip R. Lane ha calcolato una perdita "caldo" del 20%, pari allo 0,3% all'anno.
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