Carburante, parcheggi, manutenzione: quanto si spende all'anno per andare al lavoro?
EconomiaIntroduzione
Un’analisi della Cna ha evidenziato come, a causa dell’emergenza abitativa e dei prezzi delle case in salita, sempre più persone scelgano di allontanarsi dai grandi centri urbani e - spesso - dalle sedi di lavoro. Il risparmio sull’affitto, però, molte volte viene eroso dall’aumento delle spese necessarie per spostarsi tra il luogo in cui si vive e quello in cui si lavora: un aspetto, quindi, da non sottovalutare. Ecco i dettagli
Quello che devi sapere
Il divario tra luoghi di residenza e di lavoro
L’analisi della Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media Impresa, si concentra sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. Dall’indagine emerge come per milioni di famiglie italiane ci sia ormai un nuovo costo fisso, generato dalla crescente distanza tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro e dagli spostamenti obbligati che ne derivano: oltre a pesare sui portafogli portando nuove spese, questo divario sta anche incidendo sulla competitività delle imprese.
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Le scelte degli italiani
L’indagine, spiega la Cna, mostra come l’emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stiano modificando in modo profondo le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. “Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro”, sottolinea l’analisi. Molte persone, inoltre, per questi spostamenti sono costrette a usare l'auto anche a causa della mancanza di una rete di mezzi di trasporto pubblico adeguata.
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Quanto costa andare al lavoro?
Ma di che cifre stiamo parlando? Secondo la Cna, risparmiare 300 euro al mese di affitto può costare oltre 2mila euro all’anno tra carburante, manutenzione e spostamenti. In alcune città, emerge dall’analisi, il 90% del risparmio viene assorbito dalla mobilità.
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Il rapporto tra casa e mobilità
Una famiglia che decide di allontanarsi dal centro per risparmiare sull’affitto, quindi, deve mettere in conto spese aggiuntive che riguardano gli spostamenti. Secondo Cna, "oltre la metà del beneficio ottenuto sull'affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro”.
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Le differenze tra i territori
Ma i numeri, mostra l’analisi, sono diversi in base ai territori in cui si vive e si lavora. Prendiamo le grandi aree metropolitane: qui il trasferimento nella cintura urbana, cioè nei comuni intorno alla città, continua a garantire un vantaggio economico significativo dal punto di vista delle abitazioni. Tuttavia, sottolinea la Cna, se si considerano gli spostamenti per andare al lavoro questo vantaggio è “molto inferiore rispetto a quello che appare a prima vista”.
Le grandi città
Nell’indagine ci sono alcuni esempi sulle città. A Milano, si legge, un nucleo familiare che sceglie un’abitazione fuori città può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione: oltre 2.300 euro, però, vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale, quindi, si riduce a poco più di 3.000 euro annui.
Passiamo a Roma: nella capitale il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro e il vantaggio effettivo si riduce a circa 2.600 euro.
Situazione analoga a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio che deriva da un affitto più basso viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.
Le città più piccole
“Nelle città medie il quadro è ancora più critico”, avverte la Cna. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona, infatti, il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità. In alcuni territori del Sud, poi, il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro l’anno o è vicino allo zero: a Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce, ad esempio, fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone rischia di essere cancellato dal costo degli spostamenti quotidiani.
I lavoratori in movimento
L’analisi sottolinea anche come la situazione sia più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano ogni giorno sul territorio. Alcuni professionisti, infatti, non si limitano a raggiungere il posto di lavoro ma si devono anche spostare durante le ore in servizio: il lavoro stesso, in molti casi, si svolge in movimento tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza.
Quanto si spende in mobilità
Rientrano in questo gruppo di lavoratori “in movimento”, ad esempio, installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti. Quanto spendono ogni anno in mobilità? Un serramentista, secondo le elaborazioni della Cna, percorre mediamente circa 20mila chilometri all’anno e sostiene costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera ogni giorno sul territorio, invece, la spesa annua sale a circa 5.600 euro. Per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri all’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. Ma la situazione più onerosa, emerge dall’analisi, riguarda gli installatori di impianti: tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, questi professionisti arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri all’anno e per queste imprese il costo della mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo.
Il commento
Dario Costantini, presidente Cna, riguardo ai risultati dell’indagine ha commentato: “Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti, servono risposte coordinate”. E ha aggiunto: “Oltre alle politiche abitative, sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”.
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