Pnrr, Italia guarda a decima rata. Dai progetti alle opere: il bilancio del governo Meloni

Economia
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Introduzione

Sanità, agricoltura, energia, pubblica amministrazione, istruzione, università e ricerca. Sono solo alcuni dei settori in cui sono stati investiti i fondi utilizzati dall’Italia nell’ambito del Pnrr. I dati parlano di 166 miliardi di euro ricevuti dall'Europa, 416 traguardi raggiunti, 660mila progetti finanziati (di cui 550mila conclusi) e circa 100mila in fase avanzata di realizzazione. Il governo esprime soddisfazione e rivendica di aver raggiunto obiettivi e traguardi anche in anticipo rispetto alla tabella di marcia, ma un’analisi del Financial Times va in senso opposto: l'Italia è stata la principale beneficiaria del fondo di ripresa post-pandemia della Ue, ma l'economia del Paese rimane stagnante, scrive la testata economica, indicando il "fallimento" del Pnrr e del "piano dell'Ue per dare una spinta decisiva all'economia italiana". Ecco un bilancio di quanto fatto finora.

Quello che devi sapere

Giorgia Meloni: “L’Italia si è dimostrata all’altezza del compito”

La premier Giorgia Meloni parla di una sfida che secondo alcuni sembrava “impossibile da vincere", ma l'Italia si è dimostrata "all'altezza del compito". Adesso, in attesa della decima rata, "non ci resta che fare l'ultimo miglio e dobbiamo spingere più possibile sull'acceleratore". Ogni giorno, ha rimarcato all’evento “L'Italia del Pnrr. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro”, il governo ha spinto “per costruire le condizioni affinché ogni investimento, ogni progetto, ogni cantiere potesse essere avviato".

 

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La Pubblica Amministrazione

All’evento, che si è tenuto a Milano il 27 e il 28 maggio, hanno partecipato vari ministri del governo, illustrando alcuni dei risultati raggiunti dai propri uffici. Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, ad esempio, il ministro Paolo Zangrillo ha parlato di una forte spinta “sul capitale umano, per cui abbiamo lavorato moltissimo in termini di reclutamento”. Poi ha menzionato investimenti “straordinari” sulla formazione e sulla semplificazione amministrativa. Attraverso le risorse del Pnrr, ha detto, l’esecutivo ha semplificato “500 procedure amministrative, sia con riferimento ai cittadini sia al sistema impresa e tutto questo è stato possibile proprio riuscendo ad utilizzare al meglio queste risorse". Rivendica, tra le altre cose, il fatto che “nel solo mese di gennaio di quest'anno, abbiamo inserito 24.000 persone nella pubblica amministrazione, e di queste una parte significativa è sugli enti locali”.

 

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La Sanità

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato come molti degli obiettivi del Pnrr sarebbero “stati già raggiunti anche prima dei termini previsti". Ha menzionato in particolare l'assistenza domiciliare: “Avevamo quasi 3 miliardi d'investimento e un obiettivo pari a 1,4 milioni di assistiti oltre i 65 anni da prendere in carico. Abbiamo già raggiunto e superato questo target e i dati ci dicono che abbiamo preso in carico oltre 1 milione e mezzo di ultrasessantacinquenni nel 2024 e siamo arrivati a 1,6 milioni nel 2025". Il secondo obiettivo indicato da Schillaci è la telemedicina. "Avevamo un miliardo e mezzo con un target di 300 mila assistiti da raggiungere. I dati ad oggi dicono che siamo arrivati a più di mezzo milione, siamo a circa 566 mila persone raggiunte. Avere a disposizione uno strumento moderno e efficace come la telemedicina vuol dire ridurre le distanze, vuol dire offrire a tutti le stesse possibilità di accesso alle cure".

Il lavoro

E ancora, anche la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone sostiene che “con anticipo abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi sul programma”. Si menziona il fatto di aver preso in carico “3 milioni di persone” e di aver gestito “almeno 800.000 percorsi formativi"

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La scuola

Tra gli interventi finanziati grazie al Pnrr ci sono anche quelli pensati per combattere la dispersione scolastica, ad esempio tramite il decreto Caivano per quanto riguarda la Campania. “Per la prima volta la dispersione scolastica che caratterizza la scuola italiana è al di sotto della media europea, che è 9,1% e quella italiana è 8,2%. Dal 2023 ad oggi noi abbiamo recuperato mezzo milione di ragazzi che prima non andavano a scuola", ha evidenziato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara

La decima rata

Adesso per l’Italia si aprono le porte della decima rata, con 159 obiettivi che – se raggiunti – garantiranno la liquidazione di 28,4 miliardi di euro.

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Ft: “Crescita Pil italiano una delle più basse d’Europa”

Come anticipato, non tutti sono convinti che il Pnrr italiano sia stato un grande successo. Il Financial Times evidenzia come i risultati macroeconomici rimangano, nel migliore dei casi, deludenti: il Pil è cresciuto dello 0,5% nel 2025, uno dei tassi più bassi d'Europa, e si prevede che rimanga invariato quest'anno e il prossimo. Il rapporto debito/Pil è salito da poco meno del 134% nel 2023 a oltre il 137% alla fine del 2025, e si prevede che salirà al 138,5% quest'anno. C’è comunque da dire, mette in evidenza il quotidiano, che senza il sostegno del Pnrr l'Italia sarebbe probabilmente entrata in recessione già lo scorso anno.

 

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