L'Italia "sorpasserà" la Grecia, nel 2026 avrà il debito più alto dell'Eurozona
EconomiaIntroduzione
Il nostro Paese si appresta a superare la Grecia diventando quest'anno la nazione europea con il più alto rapporto debito/Pil. Le stime dei governi e quelle rese note recentemente dal Fondo monetario internazionale (Fmi) convergono nel prevedere un passaggio storico tra i due Paesi. Alla base c'è l'enorme balzo in avanti compiuto da Atene dopo il Covid, da quando cioè il debito viaggiava sopra il 200%. La riduzione è stata drastica anche grazie a un tasso di crescita medio, fra il 2021 e il 2025, del 7,7%.
Quello che devi sapere
Cos'è e cosa dice il Dfp
Per quest'anno l'Italia nel Dfp (Documento di Finanza Pubblica) calcola una salita del debito pubblico al 138,6% del Pil dal 137,1% del 2025. Il Dfp è riconosciuto come il principale strumento di programmazione economica, introdotto nel 2025 in sostituzione del precedente Def (Documento di Economia e Finanza). Presentato dal governo entro determinate scadenze, definisce gli obiettivi macroeconomici e di bilancio a medio termine.
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Le stime della Pdma greca
La Public Debt Management Agency (Pdma) greca prevede invece una netta discesa dal 146,1% del 2025 al 136,8%. La Pdma è l'ente greco responsabile della gestione del debito pubblico dello Stato. Con sede ad Atene, si occupa del finanziamento statale, ottimizzando i costi di finanziamento e strutturando la composizione e la durata del debito in base alle esigenze del Paese e alle condizioni economiche internazionali.
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Un sorpasso storico
I numeri del Dfp e della Pdma greca non sono molto dissimili da quelli dell'ultimo outlook del Fmi: la stima per l'Italia è di un debito al 138,4% del Pil quest'anno, quella per la Grecia al 136,9%. Un sorpasso storico, dunque, tra due degli ex Pigs.
Cosa vuol dire Pigs
Il termine Pigs è un acronimo spregiativo creato dalla stampa economica anglosassone per indicare Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. Utilizzato specialmente dal 2007-2010 durante la crisi del debito europeo, accomunava questi Paesi per le loro finanze pubbliche considerate critiche o poco virtuose.
La crescita della Grecia
"Nel 2020 - ricorda Giampaolo Galli in un articolo pubblicato sull'Osservatorio Conti pubblici italiani - il debito della Grecia era al 210% del Pil. Da quel momento inizia un rapidissimo aggiustamento: fra il 2020 e il 2025 il bilancio primario migliora di 12 punti, da un deficit di oltre 7 punti di Pil a un avanzo del 5%. Nel periodo post-Covid, fra il 2021 e il 2025, il tasso di crescita medio della Grecia è stato del 7,7%".
Le parole del ministro Giorgetti
Il contesto economico e internazionale "richiede prudenza e senso di responsabilità, ma deve anche necessariamente aprire spazio a soluzioni innovative e realistiche, senza preconcetti o ideologie fini a se stessi", ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al giuramento degli allievi ufficiali della guardia di finanza, a Bergamo.
"Viviamo un'epoca complessa"
Il ministro Giorgetti non nasconde dunque che "viviamo in un'epoca complessa, segnata da tensioni geopolitiche, guerre commerciali, conflitti bellici, transizioni energetiche, trasformazioni tecnologiche e instabilità finanziarie. Tutti fattori che incidono profondamente sugli equilibri economici, sociali e sulla sicurezza finanziaria dei Paesi. Non bisogna sottovalutare l'impatto sociale delle politiche economiche odierne".
La partita in Europa
Al Mef, intanto, si osserva e si lavora sui passaggi in chiave europea e sulla recente apertura dimostrata dal responsabile dell'Economia Valdis Dombrovskis. Se i dati del Pil e del deficit italiano, a settembre, subissero delle rivalutazioni in positivo, la Commissione potrebbe infatti rivedere le sue conclusioni sull'Italia, decretando l'uscita dalla procedura d'infrazione. Il commissario ha detto che "teoricamente è possibile", spiegando che a margine dell'Ecofin lo stesso Giorgetti ha ipotizzato alcune rivalutazioni dei dati Eurostat in autunno, alla luce dei numeri definitivi del Superbonus. Le chiavi per un possibile riconteggio in positivo del rapporto tra deficit e Pil potrebbero essere i dati relativi alle truffe e alle contabilizzazioni in ritardo che possono far diminuire l'esborso dello Stato.
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Il ruolo degli shock sistemici
Il titolare dell'Economia ha spiegato come la storia "ci insegna che i sistemi economici sono 'costruzioni storiche' e non realtà immutabili", ricordando "le dinamiche durante la Grande Depressione del 1929 o dopo la Seconda guerra mondiale, così come quelle seguite allo shock petrolifero del 1973, alla crisi dei mutui subprime del 2008 o dei debiti sovrani del 2010: gli shock sistemici fanno comprendere quali politiche funzionano e quali rischiano invece di aggravare la crisi".
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