Giorgetti: "Dfp approvato in circostanze eccezionali. Stime richiederanno aggiornamenti"

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Il Cdm ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026, nel giorno in cui i dati Eurostat certificano che il deficit-Pil dell'Italia è al 3,1% per il 2025, escludendo quindi un’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Il ministro dell'Economia anticipa: nelle prossime settimane ci saranno "ulteriori aggiornamenti". Poi, sul Pil: "Lo abbiamo adeguato alle circostanze e alla crisi in corso"

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026, nel giorno in cui i dati Eurostat certificano che il deficit-Pil dell'Italia è al 3,1% per il 2025, escludendo quindi un’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. "Abbiamo approvato un Dfp un po' diverso rispetto a quello cui eravamo abituati: si tratta di una fotografia dell'andamento di finanza pubblica collegata all'andamento dell'economia", ha spiegato, in conferenza stampa dopo il Cdm, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti anticipando anche che nelle prossime settimane ci saranno "ulteriori aggiornamenti". Poi, sul Pil, ha aggiunto: "Nel Dfp in sintesi abbiamo adeguato il Pil per il 2026 e 2027, che scende nel 2026 da 0,7 a 0,6, nel 2027 dallo 0,8 allo 0,6 e nel 2028 dallo 0,9 allo 0,8".

Giorgetti: "Il deficit sale, dal 2,8% al 2,9% nel 2026"

Intanto, sale l'indebitamento netto del prossimo triennio nelle nuove previsioni contenute nel Documento di finanza pubblica. Il deficit ha anticipato Giorgetti "nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8% e poi nel 2028 dal 2,3% al 2,5%". 

"A breve decisioni su deroga per le spese di Difesa"

Il ministro dell'Economia ha anche precisato che a breve ci saranno "decisioni di natura politica in merito a quella che è la possibilità, già consentita, di deroga sulle spese della Difesa. E io aggiungo che, inevitabilmente, per la situazione eccezionale, merita altrettanta attenzione lo shock di tipo energetico che la guerra in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano". 

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Poi, commentando un eventuale mancato intervento dell'Europa sullo scostamento, il ministro ha detto: "Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei". "Però - ha aggiunto - siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell'ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l'aspirina". 

Il piano per le accise

Poi un passaggio anche sulle crisi legata ai carburanti. "Il taglio delle accise scade il primo maggio, la settimana prossima valuteremo l'ordine di priorità", ha chiarito Giorgetti. "La priorità assoluta per quanto riguarda l'economia, a mio giudizio, è quella di tamponare la situazione dell'incremento degli oneri per i combustibili in particolare per gli autotrasportatori, perché questo è uno dei tra principali fattori di tensione inflazionistica sui pezzi al consumo, più o meno oggettive e più o meno di ordine speculativo", ha aggiunto.

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