UniCredit ha superato la soglia del 30% prevista nell’ambito dell’Ops

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L’Ops di UniCredit su Commerzbank supera un passaggio chiave, con la quota di titoli conferiti in offerta arrivata al 7,58%. La banca indica una posizione aggregata pari al 43,2%, ma adotta una valutazione prudenziale che porta i diritti di voto al 34,4% e al 37,6%, con gli strumenti a regolamento fisico

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UniCredit ha superato la soglia del 30% prevista nell’ambito dell’Ops lanciata su Commerzbank, la seconda banca tedesca per capitalizzazione e presenza sul mercato. Lo ha annunciato la banca in un comunicato, dopo che la quota di titoli Commerzbank portata in Ops ha raggiunto il 7,58%, spiegando di aver centrato l’obiettivo fissato all’avvio dell’offerta, ovvero “garantire certezza sulla propria partecipazione e preservare flessibilità per eventuali acquisizioni di ulteriori quote successivamente, al presentarsi di opportunità di mercato”.

La posizione complessiva di UniCredit

In base a quanto comunicato dalla banca, “la posizione aggregata di UniCredit relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank, ai sensi della legge tedesca (German Securities Trading Act – Gsta), ammonta a circa il 43,2%”. Questo valore “è composto da una partecipazione diretta del 26,8%, dal 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico (derivati che prevedono la consegna materiale del titolo) e dal 13,2% tramite strumenti regolati per cassa. Sommando al 43,2% del capitale il 7,58% delle azioni conferite in Ops si supera il 50% delle azioni Commerzbank”.

 

La valutazione prudenziale

 

UniCredit adotta però una valutazione prudenziale e si limita a considerare la quota del 7,58% delle azioni conferite in Ops, la partecipazione diretta (26,8%) e la quota in strumenti a regolamento fisico (3,2%). Su questa base, “i diritti di voto in mano ad Unicredit si attestano rispettivamente al 34,4% e al 37,6%, in ogni caso oltre la soglia del 30% più una azione che UniCredit si era prefissata di raggiungere con l’offerta”. L’istituto guidato da Andrea Orcel precisa che questi valori sono “gli unici parametri rilevanti per determinare il successo dell’offerta”. Gli strumenti regolati per cassa, invece, “supportano l’Ops di UniCredit aumentando la flessibilità strategica (‘optionality’), consentendo di modulare il livello finale di partecipazione di Unicredit in funzione degli interessi dei propri azionisti”. Nel periodo residuo dell’Ops, pari a quattro settimane considerando la scadenza ordinaria dell’offerta e l’eventuale periodo supplementare, “gli investitori dispongono ancora di tempo per valutare sia il valore relativo implicito nello scambio tra azioni Commerzbank e azioni UniCredit, sia il potenziale incremento di valore derivante da una possibile integrazione tra i due gruppi”, conclude UniCredit. 

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