Introduzione
Nel 2025 il mercato immobiliare nazionale ha rialzato la testa e grazie all'incremento dei prestiti bancari sono cresciute le compravendite di abitazioni, soprattutto al Nord e fra i giovani under 35: l'aumento è del 6,6% su base annua, trainato dall’incremento dei mutui richiesti (+18,8%), con 404.530 finanziamenti erogati e un'impennata del 30,4% del capitale distribuito. È quanto emerge dai dati statistici frutto dell'analisi dell'attività degli studi dei notai italiani, che parlano di un anno, quello passato, che "segna la svolta" per il mattone.
Quello che devi sapere
Crescita per tutto il settore degli immobili
Si tratta di dati che, secondo i notai, indicano un fenomeno che "conferma il progressivo adattamento delle famiglie al nuovo costo del credito e una rinnovata disponibilità degli istituti" a concedere somme per l'acquisto delle abitazioni. Difatti, si legge nel dossier, è tutto il segmento degli immobili (residenziale, non residenziale e terreni) che presenta una crescita del 5,2%, "consolidando il trend di ripresa già avviato nel 2024", visto che sono state rilevate 1.456.433 transazioni di beni, un dato che secondo la categoria "evidenzia una ritrovata fiducia degli investitori e delle famiglie".
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Al Nord il 52,8% del totale degli atti stipulati dai notai
Dalla lettura dei dati statistici notarili relativi al 2025, "si osserva una distribuzione territoriale consolidata e stabile nel tempo, pur con alcune variazioni locali significative: il Nord del Paese continua a trainare l'economia nazionale, concentrando il 52,8% del totale degli atti stipulati". E "la Lombardia si conferma la 'locomotiva d'Italia' con 822.146 atti (pari al 21,66% del totale nazionale), seguita dal Lazio (11,05%) e dall'Emilia Romagna (8,29%). Interessante notare come, nel secondo semestre del 2025, si sia verificata una contrazione nel Centro Italia (-1,90%), trainata principalmente dal calo registrato nel Lazio (-5,15%), in controtendenza rispetto alla crescita registrata nel Nord-Est (+6,64%)", recita il dossier. E il comparto immobiliare si conferma il pilastro dell'attività dei notai, "rappresentando il 48,5% delle transazioni assoggettate a registrazione fiscale (1.475.608 atti)" curate dalla categoria professionale.
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I giovani comprano e gli adulti vendono
Nel nostro Paese a conquistare le chiavi della prima casa sono prevalentemente i giovani, coloro, cioè, che si collocano fra i 18 ed i 35 anni e "che rappresentano il 25,6% degli acquirenti totali". Seguono le persone nella fascia 36-45 (pari al 21,9%). I venditori di abitazioni, invece, sono più adulti: il 27,1% ha tra i 56 e i 65 anni e il 21,3% appartiene alla fascia 66-75.
In crescita gli acquisti agevolati
L'agevolazione fiscale per comperare l'abitazione, spiega il documento dei notai, "rimane il principale 'driver' del mercato residenziale", tanto che l'anno scorso "sono stati effettuati 437.305 acquisti agevolati, con una crescita del 7,5% rispetto al 2024" e l'aiuto è richiesto "principalmente dai giovani (la fascia 18-35 rappresenta, infatti, il 35,80% dei casi)".
Aumenta la domanda per immobili dai 200 mila euro in su
Per ciò che riguarda, inoltre, il "peso" economico, i notai riferiscono che "il valore mediano della prima casa comprata da privati si attesta sui 125.000 euro del 2025, segnando una salita rispetto ai 119.000 del 2024 e ai 113.000 euro del 2023". E vale la pena sottolineare l'aumento della domanda di beni immobili di fasce di prezzo superiori: le vendite di abitazioni sotto i 100.000 euro calano dal 41,2% al 38,2%, quelle tra 200.000 e 299.999 euro salgono dal 13,1% al 14,4%. Infine, il segmento del lusso mantiene la sua attrattività, giacché gli immobili con valore superiore a un milione di euro crescono negli acquisti sia di prima casa da privati, sia da impresa.
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Confedilizia: il 35,8% di chi chiede un mutuo ha meno di 35 anni
Sempre in tema di mutui, anche secondo il Barometro Crif (Centrale rischi di intermediazione finanziaria) prosegue la crescita della domanda di mutui per l’acquisto o la ristrutturazione della casa, con un aumento del 12% nel 2025 delle richieste complessive di nuovi mutui e surroghe. E uno studio di Confedilizia sottolinea che "il dato più significativo riguarda la componente demografica: a sostenere la crescita sono soprattutto i giovani": lo scorso anno la quota dei richiedenti con meno di 35 anni è cresciuta ulteriormente, arrivando al 35,8% del totale, dal 34,7% del 2024 e dal 33,8% del 2023. L’incremento maggiore ha riguardato la fascia tra i 25 e i 34 anni, che nel 2025 ha rappresentato il 32,1% di quanti hanno chiesto un mutuo, mentre nei due anni precedenti a questo segmento appartenevano rispettivamente il 30,1% e il 30,9% dei richiedenti.
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