Bonus alluvioni 2026 fino a 3mila euro, domande fino al 20 giugno. Chi può richiederlo
EconomiaIntroduzione
C’è tempo fino al 20 giugno per richiedere il cosiddetto bonus maltempo, l’aiuto economico fino a un massimo di 3mila euro messo in campo dal governo per i lavoratori autonomi e parasubordinati che hanno subito danni o hanno dovuto sospendere le proprie attività a causa del maltempo che nei mesi scorsi, da gennaio ad aprile, si è abbattuto su Calabria, Sardegna e Sicilia, quello che ha causato anche la frana di Niscemi. Ecco come richiederlo.
Quello che devi sapere
Bonus alluvioni 2026 fino a un massimo di 3mila euro
Il bonus è di fatto un’indennità economia una tantum dal valore di 500 euro per ogni periodo di sospensione non superiore ai 15 giorni. Sommando i valori periodi, come detto, l’importo per ogni singolo lavoratore non può comunque arrivare a superare i 3mila euro.
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I periodi di sospensione dell’attività lavorativa
L’indennità viene erogata direttamente dall’Inps. I periodi di sospensione dell’attività lavorativa a cui far riferimento coprono l’arco temporale che va dal 18 gennaio 2026 al 30 aprile 2026.
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I lavoratori che possono richiedere il bonus
Come spiega l’Inps nella circolare n.53 dello scorso 7 maggio, il bonus può essere richiesto soltanto da specifiche categorie di lavoratori:
- i collaboratori coordinati e continuativi, tra cui vanno inclusi anche i dottorandi, gli assegnisti di ricerca, i titolari di incarichi di ricerca e i medici in formazione specialistica;
- i titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale;
- i lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza.
I requisiti di domicilio e residenza
Per poter ricevere l’aiuto economico, i lavoratori, alla data del 18 gennaio 2026, devono risultare residenti, domicilianti o comunque operativi, esclusivamente o nel caso degli agenti e rappresentanti prevalentemente, in uno dei Comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia interessati dal maltempo che si è verificato a partire sempre dal 18 gennaio e per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.
I periodi di sospensione
Tutto ruota intorno ai periodi di sospensione dell’attività lavorativa. Nel caso in cui si tratti di più periodi, fino a un massimo di sei (anche continuativi tra loro), spiega sempre l’Inps, i lavoratori hanno più opzioni per procedere con la richiesta del bonus:
- possono presentare una domanda per ciascun periodo di sospensione;
- possono presentare un’unica domanda che va a coprire anche due o più periodi di sospensione;
- possono procedere con un’unica domanda per tutti i periodi di sospensione.
Come fare domanda per il bonus
Le richieste vanno inoltrate in via telematica sul sito dell’Inps. Il bonus può essere però richiesto anche rivolgendosi agli istituti di patronato o al servizio di Contact Center Multicanale, ai seguenti contatti:
- numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente);
- numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
La guida a come fare domanda
Se si procede in autonomia sul sito dell’Inps, la sezione web a cui far riferimento è “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, a cui si accede partendo da “Sostegni, Sussidi e Indennità”, poi cliccando su “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” e quindi selezionando la voce “Vedi tutti” nella sezione Strumenti. A quel punto, bisogna cliccare su “Indennità una tantum in favore dei lavoratori autonomi che hanno sospeso l’attività lavorativa nei Comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, a seguito degli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026”. Come di consueto, per accedere al servizio bisogna essere in possesso di credenziali SPID di livello 2 o superiore, oppure di credenziali CIE di livello 3, credenziali CNS o credenziali eIDAS.
Domande fino al 20 giugno
Il portale online per inviare le richieste è stato aperto lo scorso 20 aprile e chiuderà il prossimo 20 giugno. In tutto la finestra temporale è quindi di due mesi di tempo.
I controlli e le sanzioni
In prima battuta, l’Inps andrà a erogare il bonus direttamente sulla base “dei dati dichiarati in domanda dal richiedente, nonché dei dati a disposizione dell’Istituto al momento del pagamento”. Questo non significa però che non ci saranno controlli in un secondo momento: se emergeranno incongruenze, l’Inps aprirà una procedura di recupero per chi avrà usufruito del bonus senza averne diritto. Si applicheranno anche eventuali sanzioni.
Già chiuse le domande per le altre categorie di lavoratori
Hanno invece già chiuso lo scorso 31 maggio le domande per l’ammortizzatore sociale unico per i lavoratori dipendenti, in particolare per:
- i lavoratori impiegati in aziende con sedi operative nei territori colpiti;
- i lavoratori residenti o domiciliati nei comuni interessati, anche se occupati altrove;
- i lavoratori agricoli, compresi quelli senza rapporto attivo al 18 gennaio 2026, purché assunti entro il 30 aprile 2026.
L’ammortizzatore in questo caso andava a coprire fino a 90 giornate in caso di sospensione dell’attività lavorativa o fino a 15 giornate in caso di impossibilità a recarsi al lavoro, mentre erano previste “modalità specifiche per il settore agricolo”.
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