Prezzi delle case, ad aprile crescono dello 0,8%: +5% in un anno. Regioni e città più care

Economia
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Introduzione

Il portale immobiliare idealista ha pubblicato il report sui prezzi ad aprile 2026 delle abitazioni usate. Da quanto emerge, il prezzo medio delle case in Italia si attesta a 1.906 euro al metro quadro. La crescita riguarda quasi tutto il territorio. Tra le grandi città, Milano è stabile a 5.191 euro/m², mentre crescono Torino e Roma. A guidare i rialzi regionali sono Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto. Ecco i dettagli

Quello che devi sapere

Il report sui prezzi delle case in Italia

I prezzi delle case usate in Italia continuano a crescere. È quanto emerge dall’ultimo indice dei prezzi delle abitazioni diffuso del portale immobiliare idealista. Secondo il report, ad aprile 2026 i prezzi delle abitazioni usate nel nostro Paese hanno registrato un incremento dello 0,8%: si sono attestati, così, su una media di 1.906 euro al metro quadrato. Su base trimestrale la crescita si attesta al 2,7%, mentre su base annuale l’aumento è pari al 5%.

 

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La crescita in 16 regioni

Secondo il report di idealista, la crescita dei prezzi delle case usate è diffusa su quasi tutto il territorio italiano. Analizzando i prezzi nelle 20 regioni, infatti, risulta che in 16 sono in aumento. Fanno eccezione la Valle d'Aosta e la Calabria: in queste due regioni i prezzi sono in lieve calo, rispettivamente dello 0,4% e dello 0,1%. E restano fuori dalla crescita anche Basilicata e Molise, in cui i prezzi risultano stabili.

 

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Il Triveneto

A guidare i rialzi dei prezzi delle case ad aprile 2026, secondo il report di idealista, è il Triveneto: a occupare il podio, infatti, troviamo Trentino-Alto Adige (+2,2%), Friuli-Venezia Giulia (+1,6%) e Veneto (+1,4%). Queste tre regioni registrano incrementi che sono ben sopra la media nazionale del +0,8%. Sopra la media anche la Lombardia (+1%), mentre sono in linea le Marche (+0,8%).

 

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Le regioni più care e quelle più economiche

La regione con i prezzi più elevati, sempre secondo il report, si conferma il Trentino-Alto Adige: registra un prezzo medio di 3.337 euro al metro quadrato, nuovo massimo storico. Seguono tra le regioni più care Liguria (2.545 euro/m²) e Valle d’Aosta (2.520 euro/m²). Anche Toscana (2.472 euro/m²), Lombardia (2.404 euro/m²), Lazio (2.220 euro/m²) ed Emilia-Romagna (1.942 euro/m²) presentano prezzi superiori alla media nazionale che, come detto, è 1.906 euro al metro quadrato. Le regioni più economiche, sotto la media nazionale, risultano Molise (911 euro/m²), Calabria (919 euro/m²) e Sicilia (1.027 euro/m²).

 

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Le province

Anche guardando la situazione a livello provinciale e non più regionale, sottolinea il report, prevale il segno positivo: 78 province su 106 monitorate (73%), infatti, registrano prezzi in crescita. Le province con i rialzi maggiori risultano Verona (+3,6%), Macerata (+3,3%) e Piacenza (+3,1%). Tra le aree provinciali metropolitane, Roma cresce del 2,7%, Milano dello 0,6%. I cali più consistenti riguardano Sondrio (-2,1%), Caltanissetta (-1,5%), Trieste (-1,3%), Vibo Valentia (-1,2%) e Fermo (-1,1%).

La provincia più cara e quella più economica

Considerando i prezzi medi, Bolzano si conferma la provincia più cara d'Italia: tocca i 4.605 euro/m², nuovo massimo storico. Seguono la provincia di Milano (3.773 euro/m²), Lucca (3.334 euro/m²), Firenze (3.231 euro/m²) e Savona (3.166 euro/m²). Dall’altra parte della classifica, tra le province più economiche per l’acquisto di un immobile troviamo Biella (610 euro/m²), Caltanissetta (622 euro/m²) e Isernia (664 euro/m²).

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I capoluoghi con gli incrementi più alti e più bassi

L’andamento positivo dei valori immobiliari, spiega idealista, si riflette anche a livello cittadino: il 58% dei capoluoghi monitorati, infatti, registra aumenti ad aprile 2026. Tra le città con gli incrementi mensili più elevati, il Nord-Est è ancora protagonista: al vertice della classifica troviamo Udine e Verona, che registrano entrambe una crescita del 3,1%. Seguono Padova (+2,9%), Piacenza (+2,8%) e Como (+2,7%). Le flessioni più marcate, invece, riguardano Enna (-2,8%), Caltanissetta (-2,1%), Fermo (-1,9%), Oristano (-1,8%) e Campobasso (-1,6%).

Le grandi città

Tra le città più grandi e con un mercato più ampio, a guidare i rialzi è Torino: cresce dell’1,4%. Segue Roma, in crescita dell’1%. In crescita, ma sotto l’1%, troviamo Napoli (+0,6%), Bari (+0,5%), Firenze (+0,4%). Bologna e Venezia, poi, registrano entrambe un lieve aumento dello 0,2%. Milano è stabile.

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I prezzi medi nelle città

Milano, comunque, in termini di prezzi medi conserva il suo primato con 5.191 euro/m². Seguono Venezia (4.905 euro/m²), Bolzano (4.884 euro/m²), Firenze (4.622 euro/m²) e Bologna (3.723 euro/m²). Il report, poi, sottolinea come 14 capoluoghi si attestino ai massimi storici: sono Bolzano, Firenze, Bologna, Trento, Como, Bergamo, Verona, Padova, Parma, Brescia, Matera, Reggio Emilia, Udine e Belluno. I capoluoghi più economici rimangono Caltanissetta (639 euro/m²), Ragusa (725 euro/m²) e Biella (765 euro/m²).

L’indice dei valori immobiliari di idealista

Riguardo al report con l’indice dei valori immobiliari e alla metodologia, idealista precisa: “A partire dal rapporto relativo al secondo trimestre del 2022, abbiamo aggiornato la metodologia di calcolo per la determinazione del prezzo delle abitazioni rimuovendo gli annunci di aste dal campione storico di idealista (da gennaio 2012 a oggi). Tale approccio permette di minimizzare le distorsioni statistiche derivanti dai prezzi di questi annunci, che non rispecchiano l’effettiva richiesta del proprietario, ma il prezzo di base d'asta (prezzo inferiore al suo valore), e garantisce la massima accuratezza del nostro report”. Inoltre, spiega ancora, “nel 2019 idealista aveva introdotto una nuova metodologia di calcolo tesa a rendere la nostra analisi dell'evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Avevamo aggiornato la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, si calcola il valore mediano invece del valore medio”. Infine, idealista aggiunge: “Tra le tipologie immobiliari che compongono il campione da analizzare, vengono incluse le case unifamiliari (viletta o chalet), mentre sono esclusi gli immobili, di qualsiasi tipo, che sono rimasti nel nostro database senza ottenere interazioni utente per molto tempo. Inoltre, a partire da questo mese sono state scartate anche le aste. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista”.

 

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