Introduzione
Il decreto fisco è al momento all’esame della commissione Finanze di Palazzo Madama. Da oggi, martedì 5 maggio, inizia il banco di prova delle inammissibilità degli emendamenti presentati. Potrebbero arrivare quindi modifiche, in particolare sull’ipotesi di una ritenuta Irpef per le famiglie che assumono colf e badanti, la flat tax per i pensionati che rientrano dall’estero e la soglia di tolleranza su scontrini e Pos. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Circa 540 emendamenti in commissione al Senato
Gli emendamenti al decreto fiscale arrivati entro il termine fissato alla commissione Finanze del Senato sono circa 540. Le proposte di modifica comprendono anche i subemendamenti all'emendamento del governo con cui il decreto “accise bis” è confluito in questo provvedimento (si tratta di quello che ha previsto lo sconto carburanti fino al 1° maggio).
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La ritenuta Irpef per colf e badanti
Come spiega Il Sole 24 Ore, in commissione si sta spingendo per introdurre una ritenuta Irpef su colf e badanti contro il fenomeno dell’evasione delle imposte da parte dei collaboratori domestici. Un emendamento arrivato dalla Lega propone di chiedere alle famiglie di fare da sostituti d’imposta con l’applicazione di una ritenuta d’acconto ad aliquota crescente: 5% nel 2027, 10% nel 2028 e 15% dal 2029. Sarebbe trattenuta dal datore sulla parte di retribuzione al netto della quota di contributi di competenza del lavoratore al momento dell’erogazione. Il versamento poi dovrebbe avvenire entro il giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre solare. Si pensa di aiutare le famiglie mettendo a disposizione una sorta di modello precalcolato e pubblicato sul sito dell’Inps insieme all’ammontare dei contributi dovuti.
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La flat tax per rientro pensionati in Italia
Un emendamento di FdI (Matera e Orsomarso) propone una maxiagevolazione per far rientrare in Italia i pensionati che sono migrati all'estero, attratti proprio dagli incentivi fiscali. Si tratta di una misura che ricalca la proposta di legge presentata al Senato dallo stesso partito di maggioranza. Per i titolari di redditi da pensione erogata da enti previdenziali italiani che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi appartenenti all'Unione Europea o extra-Ue a comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne (di massimo 5mila abitanti), è prevista un'imposta sostitutiva sui redditi al 4%. L'opzione si applica per i primi quindici periodi d'imposta successivi a quello in cui diviene efficace.
Sanzioni ridotte a datori che non pagano contributi
Ridurre le sanzioni ai datori di lavoro che non pagano, o lo fanno in ritardo, contributi e premi alle gestioni previdenziali ed assistenziali per i lavoratori. È quanto chiede un emendamento di Forza Italia. La proposta è a prima firma Claudio Lotito, che aveva già tentato di inserire questa misura in manovra. La modifica riduce al 3,5% l'attuale sanzione civile, che ora è pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti. L'emendamento taglia anche le multe nel caso di denuncia spontanea di evasione contributiva.
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Lega, 30 milioni per credito d'imposta a imprese energivore
Un emendamento della Lega prevede risorse per 30 milioni nel 2026 da destinare ad un credito d'imposta per le imprese energivore. La proposta di modifica, a prima firma Giorgio Maria Bergesio, stabilisce che, viste le "persistenti tensioni geopolitiche e dei conseguenti effetti di incremento e volatilità dei prezzi dell'energia sui mercati internazionali", venga riconosciuto alle imprese a forte consumo di energia elettrica un "contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta", nel limite di 30 milioni di euro per il 2026. L'aiuto è previsto per i consumi di energia elettrica effettuati "dal primo marzo 2026" ed è pari al "20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa". Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e non concorre alla formazione del reddito d'impresa né della base imponibile dell'Irap. Le risorse per questa misura vengono coperte ricorrendo al Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Tetto a proposte concordato anche per pagelle insufficienti
Un altro emendamento di Fratelli d'Italia (a prima firma Orsomarso) chiede di estendere il tetto alla proposta del fisco previsto dal concordato preventivo biennale anche a chi ha un’affidabilità fiscale inferiore al voto 8, comprendendo anche chi ha pagelle fiscali insufficienti. Il concordato fissa un tetto alla proposta del fisco, che non può eccedere il 10% del reddito dichiarato per chi ha un'affidabilità di 10, il 15% per chi ha 9 e il 25% per chi ha 8. Con la proposta di modifica si estende questa possibilità ai 'voti' sotto l'8: si introduce il tetto del 30% per il "livello di affidabilità pari o superiore a 6 ma inferiore a 8" e il 35% per chi ha un'affidabilità "pari o superiore a 1 ma inferiore a 6". La stessa proposta di modifica dimezza le percentuali del tetto nel caso di "rinnovo del concordato", ma solo per i 'voti' da 10 a 8, che passano dal 10% al 5%, dal 15 al 7,5%, dal 25% al 12,5%.
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Soglia di tolleranza su scontrini e Pos
Tra le altre modifiche si pensa a un modo per calmierare il regime sanzionatorio per gli errori di natura formale commessi a seguito dell’abbinamento tra Pos e registratori telematici per l’emissione degli scontrini elettronici. L’ipotesi è di ammettere una soglia di tolleranza fino al 5% in caso di divergenza tra il numero dei corrispettivi giornalieri e trasmessi e quello dei pagamenti elettronici accettati.
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