Rottamazione cartelle anche per Imu, Tari e multe stradali: l'emendamento al Dl fiscale
EconomiaIntroduzione
La rottamazione delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe presto essere estesa alle somme dovute ai Comuni, andando quindi a coprire importi come Imu e Tari, ma anche multe stradali. L’ipotesi, in discussione da molto tempo, ha ricevuto il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’ambito dell’esame degli emendamenti presentati al decreto fiscale che è in questi giorni sottoposto alla commissione Bilancio del Senato e dovrà essere approvato in via definitiva entro il 26 maggio. Ecco cosa cambierebbe.
Quello che devi sapere
L’ipotesi di rottamazione con l’AderR per i Comuni
Il piano sarebbe dunque quello di estendere ai tributi comunali il modello della rottamazione delle cartelle seguito a livello nazionale, arrivato ormai alla stagione quinquies. Al momento, sulla base della Legge di Bilancio 2026, i Comuni hanno già la possibilità di procedere con una propria rottamazione, occupandosene però da sé. Le difficoltà operative incontrate hanno decretato lo scarso successo della misura e da più fronti è arrivata la richiesta di coinvolgere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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La proposta dell’Anci
A spingere per ricondurre nell’alveo dell’AdeR anche la definizione agevolata dei carichi non riscossi dai Comuni è stato soprattutto l’Anci. Ne ha parlato nelle scorse settimane, in audizione davanti alle commissioni Finanze e Tesoro della Camera riunite, il delegato Anci alla finanza locale e sindaco di Novara Alessandro Canelli, indicando come priorità proprio un intervento per ovviare all’impossibilità per gli enti locali di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La situazione “crea una ingiusta disparità tra enti e tra contribuenti anche dello stesso Comune”, ha detto Canelli. Sarebbe dunque necessario - ha aggiunto - “coinvolgere direttamente l’Agenzia e consentire anche ai Comuni di accedere alla rottamazione. La nostra proposta è semplice: estendere la rottamazione anche ai crediti degli enti locali affidati all’Agenzia, con un modello uniforme e sostenibile”. La proposta si è poi tradotta nell'emendamento in questione.
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Un’unica procedura uguale per tutti
Per i Comuni la partecipazione alla riscossione gestita dall’AdeR sarebbe comunque una possibilità e non un obbligo. Quello che però cambierebbe rispetto ad adesso è che tutti gli enti comunali si muoverebbero all’interno di un’unica procedura standardizzata, senza lasciar spazio a differenze tra i vari territori.
A quali carichi si applicherebbe
Se l’intervento ricevesse il via libera definitivo ed entrasse nel testo del decreto fiscale, i crediti coperti sarebbero quelli affidati dagli enti territoriali all’AdeR tra il 1° gennaio del 2000 e il 31 dicembre del 2023.
Entro il 30 settembre la decisione finale
I Comuni che sceglieranno di procedere dovranno comunicarlo all’Agenzia entro e non oltre il prossimo 30 settembre.
A quali tasse o imposte si applicherebbe
A titolo di esempio, rientrerebbero nei carichi i crediti relativi a Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno e imposta per occupazione di suolo pubblico e pubblicità, ma anche alle multe stradali dei vigili e a crediti come quelli per la concessione di aree pubbliche o per la locazione degli immobili.
Nessuna sanzione o interesse
Come per le rottamazioni già in corso a livello nazionale, il pagamento delle somme dovute tramite adesione agevolata permetterebbe ai contribuenti debitori di evitare l’applicazione delle sanzioni e degli interessi che normalmente entrerebbero nell’importo finale da versare. Resterebbero da pagare le spese di notifica e di procedura.
Due o quattro euro in più
Ogni contribuente dovrebbe versare però due o quattro euro in più, che andrebbero di fatto a coprire le spese di procedura per l'affidamento all’Agenzia delle Entrate.
La rottamazione-quinquies
Intanto scade oggi il tempo utile per chiedere l’adesione alla rottamazione quinquies, che copre i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione sempre nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Le somme dovute potranno essere versate in un’unica tranche entro il 31 luglio 2026, oppure mediante rateizzazione. La normativa consente infatti di suddividere il pagamento in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, distribuibili nell’arco di nove anni. Le prime tre scadenze del piano rateale sono fissate al 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026. A partire dal 2027 e fino alla cinquantunesima rata, i pagamenti dovranno essere effettuati ogni anno entro il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Le ultime tre rate saranno invece dovute rispettivamente il 31 gennaio 2035, 31 marzo 2035 e 31 maggio 2035. Chi sceglierà il pagamento dilazionato dovrà considerare anche l’applicazione di un interesse annuo del 3%, calcolato dal 1° agosto 2026. In ogni caso, ciascuna rata non potrà avere importo inferiore a 100 euro.
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