Dichiarazione redditi, cresce patrimonio italiani all'estero. Vale 225 miliardi di euro

Economia
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Introduzione

Tra conti correnti e immobili, il patrimonio degli italiani all’estero ha raggiunto i 225 miliardi di euro. I dati sono relativi ai redditi del 2024, come emergono dall'esame delle dichiarazioni Irpef 2025 da parte del Dipartimento delle Finanze, e coinvolgono all’incirca 122mila contribuenti. Rispetto al 2023 si segnala una crescita di circa il 7%. Da segnalare che aumenta in generale il valore delle dichiarazioni Irpef e dei contribuenti soggetti all’imposta.

Quello che devi sapere

Il valore di immobili e attività finanziarie all’estero

ItaliaOggi ha riportato per prima i numeri sui patrimoni all’estero. Il valore totale degli immobili fuori dall’Italia, almeno per quelli dichiarati, arriva a 34 miliardi di euro, in linea con il 2023, mentre quello delle attività finanziarie supera i 191 miliardi di euro (l’anno precedente si aggirava sui 178 miliardi).

 

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L’Ivie versata sfiora i 150 milioni di euro

Alla crescita del valore di quanto dichiarato corrisponde la crescita delle imposte versate. Per quanto riguarda l’Ivie (imposta sul valore degli immobili all'estero), l’aumento è stato di oltre il 56%: 149,8 milioni di euro nel 2024, in parte dovuto al fatto che l’aliquota ordinaria è passata dallo 0,76% all’1,06%. Il Dipartimento delle Finanze ricorda che è anche prevista un’aliquota ridotta, pari allo 0,4% per gli immobili adibiti ad abitazione principale che in Italia risultano classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/951. Per quanto riguarda invece le abitazioni principali che non sono classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, a partire dal 1° gennaio 2016 l’Ivie non è più applicata.

 

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L’Ivafe versata arriva a 104 milioni di euro

Più consistente ancora è l’aumento del gettito che arriva dall’Ivafe (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero), con aliquota base dello 0,2%. Nel 2024 si è assestato poco sotto i 104 milioni di euro, con una crescita del 21,2% sul 2023, quando era intorno agli 86 milioni di euro. Sono cresciuti anche i contribuenti che hanno dichiarato attività finanziarie fuori dai confini: sono stati 368.400 nel 2024, mentre l’anno prima erano 332.600. 

L’analisi delle dichiarazioni del 2025

Più in generale, tornando in Italia, il Dipartimento delle Finanze riporta come il reddito complessivo dichiarato dai contribuenti a cui si applica l’Irpef lo scorso anno è arrivato a 1.076,3 miliardi di euro (+4,7% rispetto al 2023), per un valore medio di 25.820 euro (+4,0% rispetto al 2023). La regione con il reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (30.200 euro), seguita dal Trentino-Alto Adige (28.553 euro, con la provincia di Bolzano che raggiunge 29.850 euro). Dalla parte opposta c’è la Calabria, che con una media di 19.020 euro è la regione con il reddito medio complessivo dichiarato più basso.

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Lavoro dipendente e pensionati

Le tipologie di reddito più dichiarate sono quelle del lavoro dipendente (54,4% del reddito complessivo e 56,4% del totale contribuenti) e del reddito da pensione (30,2% del reddito complessivo e 33,9% del totale contribuenti). Nel primo caso l’ammontare totale è stato di 585,5 miliardi di euro (+5,6% sul 2024), nel secondo di 325,5 miliardi di euro (+0,2%).

Il regime agevolativo per attirare lavoratori in Italia

Un capitolo dell’analisi è dedicato a chi ha beneficiato delle agevolazioni fiscali per attirare forza lavoro in Italia dall’estero. Il regime dei “docenti e ricercatori”, con reddito tassato al 10%, è stato applicato a 4.774 lavoratori dipendenti, per un ammontare lordo medio di 56.411 euro. Il regime degli “impatriati” ha coinvolto invece 44.881 lavoratori dipendenti, per un ammontare lordo medio del reddito da lavoro dipendente di 120.922 euro. Poi c’è il regime dei neo-residenti, agevolazione introdotta nel 2017 a favore delle persone fisiche che si trasferiscono in Italia, a prescindere dallo svolgimento di una particolare attività lavorativa, e che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero, calcolata in via forfetaria nella misura di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta in cui risulta valida l’opzione (per i soggetti che hanno trasferito nel territorio dello Stato la residenza successivamente al 10 agosto 2024, l’importo dovuto è elevato a 200mila euro). In base ai dati delle dichiarazioni del 2024, 1.631 contribuenti hanno usufruito del regime: il 48,4% ha dichiarato redditi in Italia per 102,5 milioni di euro.

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Le deduzioni

Passando alle deduzioni, nel 2024 il valore ha superato i 40,6 miliardi di euro (+4,2% rispetto al 2023). Nello specifico, si suddividono tra la deduzione per abitazione principale (9,7 miliardi di euro) e gli oneri deducibili (30,9 miliardi di euro). Rispetto all’anno precedente, gli oneri deducibili sono cresciuti del 5,1%, con un aumento “imputabile prevalentemente ai contributi previdenziali e assistenziali” (+4,7% rispetto al 2023, per 21,7 miliardi di euro, 70,1% dell’ammontare complessivo di tuti gli oneri deducibili).

Le detrazioni

Le detrazioni sono invece arrivate a 79,7 miliardi di euro (+0,5%). Le principali sono state quelle per redditi da lavoro dipendente, pensione e redditi assimilati (67,7%), seguite da quelle per le spese di recupero del patrimonio edilizio (12,5%) e poi dagli oneri detraibili da sezione I del quadro RP (10,3%), tra cui rientrano ad esempio le spese sanitarie, spese di istruzione, interessi sui mutui e spese funebri. 

 

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