Carta d'identità elettronica, addio al formato cartaceo: fino a quando si potrà utilizzare

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

A partire dall’estate 2026 si chiude definitivamente l’era della carta d’identità tradizionale: il documento in formato cartaceo perderà ogni efficacia, anche qualora riporti una data di scadenza successiva. Al suo posto diventa imprescindibile la Carta d’identità elettronica (CIE), progettata per rispondere a requisiti di sicurezza più avanzati. Si tratta di una trasformazione che riguarderà l’intero territorio e che obbligherà chi non ha ancora effettuato il passaggio ad attivarsi per tempo, evitando così problemi nell’utilizzo dei servizi pubblici. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Effetti sull’accesso ai servizi digitali e sullo SPID

La dismissione del vecchio documento ha conseguenze anche sul fronte dell’identità digitale. In particolare, l’utilizzo dello SPID potrebbe subire interruzioni se associato a una carta d’identità cartacea ormai non più valida. Negli ultimi giorni, numerosi portali della Pubblica Amministrazione stanno mostrando notifiche informative rivolte agli utenti. L’avviso invita ad aggiornare i dati del proprio profilo con un documento in corso di validità, per continuare ad accedere senza disservizi.

 

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L’avviso sui portali pubblici

Accedendo ai servizi online tramite SPID, soprattutto quello gestito da Poste Italiane, compare un messaggio che segnala chiaramente la novità normativa. In sostanza, viene comunicato che dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee cesseranno di essere riconosciute come valide, in conformità alle disposizioni europee. Per evitare blocchi nell’accesso, gli utenti sono invitati a verificare e aggiornare i propri dati inserendo un documento valido, come CIE, patente di guida o passaporto.

 

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Usare lo SPID con documenti alternativi

Per chi utilizza lo SPID fornito da Poste, l’aggiornamento è quindi necessario se in fase di registrazione era stata indicata una carta cartacea. Non è comunque obbligatorio passare alla CIE per continuare a usare il servizio: anche altri documenti ufficiali possono essere utilizzati. Al momento, gli altri provider di identità digitale non sembrano aver introdotto analoghi avvisi, che risultano quindi limitati principalmente al circuito Poste. 

Le ragioni dello stop: sicurezza e norme europee

La fine del formato cartaceo è legata all’adeguamento agli standard europei in materia di sicurezza. L’Unione europea ha infatti imposto criteri più rigorosi per i documenti di riconoscimento, che il vecchio modello non è più in grado di soddisfare. La CIE introduce elementi tecnologici avanzati, tra cui la MRZ (Machine Readable Zone), una sezione leggibile automaticamente da dispositivi elettronici che consente un controllo più rapido e sicuro dei dati. Inoltre, il documento elettronico è dotato di microchip, che permette non solo una maggiore protezione contro falsificazioni ma anche l’accesso diretto ai servizi online della Pubblica Amministrazione, rappresentando una valida alternativa allo SPID.

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Come richiedere la nuova carta elettronica

Non è necessario attendere la scadenza della vecchia carta per effettuare il passaggio. Anzi, anticipare la richiesta è fortemente consigliato, soprattutto per evitare difficoltà nella prenotazione degli appuntamenti a ridosso della scadenza estiva. La CIE può essere richiesta presso qualsiasi Comune italiano. È necessario prenotare un appuntamento tramite il portale del Ministero dell’Interno e presentarsi con i documenti richiesti, come fototessera, tessera sanitaria e, se necessario, denuncia di smarrimento o furto.

Novità per gli over 70: durata senza scadenza

Una modifica rilevante riguarda anche i cittadini più anziani. A partire dal 30 luglio 2026, le carte d’identità rilasciate a persone con almeno 70 anni avranno validità illimitata. Questo significa che, una volta ottenuto il documento, non sarà più necessario procedere a ulteriori rinnovi, semplificando notevolmente la gestione nel tempo.

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Il rinnovo della carta d’identità e la donazione d’organi

Il rinnovo del documento può portare ad aggiornare la propria posizione anche in merito alla donazione di organi e tessuti: circa il 40% scopre però soltanto allo sportello comunale di poter dichiarare la propria posizione. Il dato emerge da una ricerca condotta da Noto Sondaggi per il Centro nazionale trapianti (Cnt) e mette in luce un aspetto critico: una scelta così delicata viene spesso affrontata senza un’adeguata informazione preventiva. Non a caso, circa una persona su due prende una decisione direttamente sul momento, senza averci riflettuto in anticipo. Le scelte fatte all’ultimo istante risultano anche le più incerte. Tra coloro che hanno espresso un diniego, il 58% ha deciso proprio davanti all’operatore comunale; una percentuale ancora più elevata riguarda chi non si è espresso affatto, con quasi l’80% che ha preferito non prendere posizione sul momento. Questo evidenzia come la mancanza di informazione e consapevolezza possa incidere in modo determinante sull’esito della dichiarazione.

I dati

Nel primo trimestre del 2026 sono state rilasciate più di 2,6 milioni di carte d’identità elettroniche a cittadini maggiorenni. In questo contesto, circa 1,6 milioni di persone hanno registrato la propria decisione: il 61,1% ha scelto di donare, mentre il 38,9% ha espresso un rifiuto. Resta comunque elevata la quota di chi non si pronuncia, pari al 38%. Guardando all’anno precedente, su oltre 6,3 milioni di documenti emessi, le dichiarazioni raccolte sono state circa 3,77 milioni. In quel caso, i consensi si sono fermati al 59,9%, mentre le opposizioni hanno raggiunto il 40,1%. Secondo quanto spiegato dal direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, molti cittadini non sono consapevoli del fatto che il rinnovo del documento rappresenta un’occasione per esprimere la propria volontà sulla donazione. Non solo: spesso si ignora anche la possibilità di modificare la decisione in qualsiasi momento. Questa mancanza di conoscenza contribuisce a rendere la scelta meno ponderata, aumentando il rischio di rinunce o mancata dichiarazione.

 

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