Inps, anche nel 2026 bonus in busta paga a chi rinuncia alla pensione anticipata

Economia
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Introduzione

L’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) ha chiarito in una circolare (n.41-2026) i requisiti per richiedere il bonus Giorgetti (ex Maroni), l’incentivo fiscale riconosciuto ai lavoratori dipendenti che, pur maturando i requisiti per la pensione anticipata, decidono di prolungare l'attività. Ecco a chi spetta e quali passaggi compiere.

Quello che devi sapere

Requisiti di pensione anticipata

L'Inps specifica che l’agevolazione, prorogata per quest’anno dall’ultima Legge di bilancio, si applica ai lavoratori che abbiano maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contribuzione (per le donne, 41 anni e 10 mesi) senza optare per l’uscita anticipata.

 

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Cosa prevede

La permanenza in attività comporta la facoltà di trasferire la quota dei contributi Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (Ivs) a proprio carico, pari al 9,19% della retribuzione lorda, direttamente in busta paga. Tale somma è esente da imposizioni fiscali in quanto, come specifica Inps, “non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente”.

 

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Come si è evoluto il bonus

Riconosciuto inizialmente solo ai lavoratori che raggiungevano i requisiti per la pensione anticipata flessibile, la cosiddetta Quota 103, nel 2025 il bonus Giorgetti è stato esteso anche alla platea di lavoratori in diritto di richiedere la pensione anticipata contributiva. L’ultima Manovra ha tuttavia stabilito l’interruzione di Quota 103 al 31 dicembre 2025 e dunque l’incentivo risulta attivo quest’anno solo nel caso in cui si maturino almeno 42 anni (41 per le donne) e 10 mesi di contributi.

 

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Cosa succede all’azienda

La scelta di caricare la contribuzione a proprio carico in busta paga comporta la decadenza dell’obbligo di versamento contributivo da parte del datore di lavoro relativamente alla quota a carico del dipendente. All’azienda spetta invece l’obbligo di continuare a corrispondere la quota Ivs a proprio carico. Tale versamento è funzionale a garantire la posizione assicurativa del lavoratore che decide di restare in azienda. 

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A chi spetta

Oltre al requisito relativo agli anni di contributi maturati, l’attivazione del bonus è subordinata all’iscrizione presso l’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) o a forme sostitutive. L’incentivo continua a dispiegare i suoi effetti anche verso coloro che entro il 31 dicembre 2025 hanno maturato l'età anagrafica e contributiva prevista da Quota 103: 62 anni d’età e 41 anni di contributi. 

Quando termina

Il bonus Giorgetti esaurisce i suoi effetti quando il lavoratore dipendente che ha rinunciato al pensionamento anticipato raggiunge l’età anagrafica stabilita dalla gestione previdenziale di appartenenza per la pensione di vecchiaia

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Dipendenti pubblici e facoltà di revoca

Per i dipendenti del pubblico impiego, l’incentivo termina anche nell’ipotesi in cui prosegua il servizio dopo il superamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Per il lavoratore resta la facoltà di revocare il trasferimento della contribuzione in busta paga: in questo caso, lo stop scatta dal primo mese successivo alla revoca.

Come richiedere il bonus

Come precisato dall’Inps, il lavoratore interessato al bonus in busta paga deve prima comunicare l’intenzione all’Istituto in modo da procedere alla verifica dei requisiti. Entro trenta giorni dall’invio della richiesta o, in alternativa, dall’acquisizione della documentazione integrativa, è previsto l’invio della comunicazione sull’esito della pratica. In caso di accoglimento, l’Inps provvede a informare, oltre al dipendente, anche il datore di lavoro.

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L’obiettivo della misura

La proroga del bonus Giorgetti in Manovra mira a un obiettivo duplice: da un lato rallentare l’uscita verso la pensione, alleggerendo la pressione immediata sui conti previdenziali, dall’altro incentivare la permanenza dei profili più esperti nel mondo del lavoro. Il cuore della misura è l’incentivo al differimento dell’uscita dal lavoro: somme che normalmente verrebbero accantonate per una rendita futura vengono invece incassate subito, mese dopo mese. È una logica di “liquidità immediata” applicata alla previdenza che consente al lavoratore di fruire di risorse che altrimenti sarebbero rimaste ferme.

La scelta

Posticipare la pensione di uno, tre o cinque anni modifica l’equilibrio tra beneficio presente e rendita futura. Più lungo è il periodo di adesione, maggiore è il reddito incassato subito, ma anche più marcato l’effetto sul montante contributivo. Per questo il rinvio della pensione prorogato dalla Legge di Bilancio 2026 diventa uno strumento di pianificazione finanziaria

 

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