Decreto Fiscale 2026, da tassa sui pacchi all’iperammortamento: tutte le novità in arrivo

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Mentre continuano le scosse di assestamento nell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni a seguito del risultato del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, oggi dovrebbe tornare a riunirsi il Consiglio dei ministri: sul tavolo del governo - secondo le indiscrezioni della vigilia - potrebbe approdare il decreto fiscale. In base a quanto trapelato, sarebbero diverse le novità attese che potrebbero diventare ufficiali oggi.

Quello che devi sapere

Quali sono le misure previste

Tra le diverse misure attese, molto probabilmente il provvedimento conterrà quanto annunciato dal ministero dell’Economia in un comunicato del 12 marzo scorso: i punti principali saranno il rinvio al primo luglio della tassa da 2 euro sui pacchi di piccolo valore in arrivo dai Paesi extra europei e l’estensione dell'iperammortamento, cioè la soppressione della norma della Legge di bilancio che limita il beneficio fiscale ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti allo Spazio economico europeo.    

 

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La tassa sui pacchi extra Ue

L’intervento sulle norme per i pacchi extra Ue è stato confermato oggi anche dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che in una intervista a Il Sole 24 Ore ha spiegato che "abbiamo già comunicato a imprese e operatori che sospenderemo fino al 30 giugno il contributo di 2 euro sui pacchi di modico valore provenienti dai Paesi extra Ue". Tra le altre misure previste, poi, ci sono anche le disposizioni della manovra che stabiliscono le regole per la determinazione dell'imponibile Iva relativo alle permute.

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Il nodo della tassa Ue

Il tema della tassa sui pacchi extra Ue è in ogni caso complesso, perché dal primo luglio è atteso un dazio di 3 euro - quindi superiore a quello previsto finora dal governo - che sarà applicato a livello europeo. Resta dunque da capire quali saranno le possibili decisioni che potrebbero arrivare dal Consiglio dei ministri.

L’estensione dell’iperammortamento

Per quanto riguarda invece l’iperammortamento, nel comunicato di metà marzo il Mef aveva garantito che "verrà disposta la soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo", introducendo così la norma che qualcuno ha ribattezzato 'Cartepillar'. Questa estensione, che era stata richiesta dal mondo delle imprese, permetterebbe cioè l'acquisto di beni strumentali anche da produttori di macchine per il movimento terra extra Ue (come Caterpillar che è statunistense) che sarebbero invece rimasti esclusi dalla misura approvata nella scorsa Legge di bilancio. 

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Nessun intervento sui carburanti

Quello che invece non dovrebbe arrivare - sempre in base alle indiscrezioni circolate alla vigilia - nel decreto fiscale sono nuovi potenziali interventi sui carburanti: "Stiamo valutando ma non penso" arriveranno nel Consiglio dei ministri odierno, ha spiegato sempre il viceministro Leo nei giorni scorsi.

 

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Il piano del governo per il Fisco

Intanto oggi il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, sempre nell’intervista concessa a Il Sole 24 Ore, ha delineato alcuni interventi di natura fiscale che il governo è intenzionato ad adottare nel prossimo futuro: "Su dividendi e partecipazioni vogliamo tornare al passato con il regime fiscale agevolato applicato fino al 31 dicembre 2025", ha spiegato per esempio l’esponente del governo guidato da Giorgia Meloni.

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La cancellazione della doppia soglia

"Abbiamo rispettato le indicazioni arrivate dalla Corte di giustizia Ue con la sentenza del 1° agosto sulla direttiva madre figlia che ha comportato oneri per 1,3 miliardi di euro", ha spiegato ancora Leo. "In questi primi tre mesi di applicazione sono emerse criticità. Da qui l'intenzione, d'accordo con il ministro Giorgetti, di semplificare al massimo la vita degli operatori e quindi non ingessare gli investimenti interni ed esteri. Il tentativo è quello di inserire nel decreto fiscale atteso in Consiglio dei ministri entro questa settimana la cancellazione della doppia soglia del 5% o di 500mila euro di valore da verificare per beneficiare della tassazione agevolata all'1,2% con la participation exemption (Pex). L'effetto sarà retroattivo dal 1° gennaio 2026, anche perché finora non c'è stato un impatto immediato sulla tassazione delle operazioni".

 

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