Introduzione
Nonostante il taglio delle accise deciso dal governo, è ancora tempo di rialzi per i prezzi dei carburanti alla pompa, spinti dalla corsa delle quotazioni internazionali del petrolio. Gli ultimi dati diffusi dalla Staffetta Quotidiana, sulla base delle medie dei costi raccolti dall'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy al 22 marzo, su circa 20mila impianti la benzina self service è venduta a 1,719 euro al litro (+4 millesimi, compagnie 1,711, pompe bianche 1,733), e il diesel self service a 1,979 euro al litro (+11, compagnie 1,977, pompe bianche 1,984). Guardando al servito, per la benzina si arriva a una media di 1,855 euro al litro (+2, compagnie 1,880, pompe bianche 1,806) e per il diesel di 2,111 euro al litro (+8, compagnie 2,141, pompe bianche 2,054). Sulla rete autostradale la benzina self service si aggira sui 1,782 euro al litro (servito 2,028), il gasolio self service sui 2,045 euro al litro (servito 2,295). Come fare a risparmiare qualche euro sul pieno?
Quello che devi sapere
I consigli dell’Unc per risparmiare: attenzione alle zone della città
È dall’Unione nazionale consumatori (Unc) che arriva un decalogo per provare a contenere l’impatto dei rialzi dei carburanti sul portafoglio. Il primo consiglio suggerisce di non “accontentarsi di scegliere un distributore che ha prezzi inferiori alla media regionale”, perché potrebbe comunque essere il più caro della propria città, “vista l’estrema variabilità dei prezzi praticati da una zona all’altra”. L’associazione invita quindi ad adoperarsi per trovare il meno caro in assoluto. Citando l’Antitrust, si ricorda infatti che un impianto “risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza” e quindi “potrebbe facilmente verificarsi che il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso da quello medio regionale, che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e, come tale, poco utile al consumatore”.
Ti potrebbe interessare anche: Il costo della benzina va giù dopo taglio accise ma diesel resta alto. Chiesto nuovo intervento
Non correre alla pompa appena si accende la spia
Il secondo consiglio è speculare al primo. “Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina”, suggerisce l’Unc, ma “cercate sempre il prezzo più basso della vostra zona”.
Ti potrebbe interessare anche: Cos’è successo ai prezzi di benzina e diesel dopo l'intervento del governo?
Utilizzare l’Osservaprezzi carburanti
Per rendere concreti i primi due consigli, l’Unc ricorda che è possibile confrontare i prezzi dei carburanti utilizzando l’Osservaprezzi carburanti, anche se non funziona del tutto come dovrebbe. Si sottolinea ad esempio che “non si può fare la ricerca per la città di Roma o per la provincia di Milano, Napoli e Torino perché si supera il massimo di 500 risultati” e quindi “non si possono esportare i risultati”. È comunque attiva la ricerca per area geografica, dove inserire regione, provincia e comune, e leggere i prezzi in ordine crescente. È anche possibile procedere con una ricerca per percorso e tratta autostradale. In alternativa, esistono anche varie applicazioni private per controllare i costi.
Un distributore non vale l’altro
Tenere sempre a mente che, anche dentro la stessa città, le differenze tra il distributore più caro e quello più economico possono anche raggiungere l’euro al litro.
Evitare l’autostrada
Meglio evitare di ritrovarsi a secco in autostrada, dove i distributori hanno sempre prezzi più alti, e quindi di fare il pieno prima di iniziare il viaggio. Se non è possibile, dice l’Unc, piuttosto è meglio uscire dall’autostrada, fare il pieno e poi rientrare nuovamente.
Meglio le pompe bianche
Un altro trucco per risparmiare è preferire le pompe bianche, cioè quelle indipendenti e senza insegne famose, rispetto a quelle affiliate a grandi gruppi petroliferi.
Scegliere il self-service
È sempre meglio scegliere anche di rifornirsi al self-service, senza quindi farsi servire dagli operatori dei punti rifornimento, perché il prezzo nel secondo caso è più alto.
Controllare i prezzi esposti
E ancora, l’Unc invita i consumatori a verificare “la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli visibili dalla carreggiata e quelli effettivamente praticati che trovate sulla colonnina, dato che alcuni benzinai fanno i furbi, vi attirano con un prezzo e poi ve ne applicano un altro”.
Non spingere troppo sull’acceleratore
Penultimo consiglio: andare piano, nel limite del possibile, perché permette di consumare meno carburante.
Segnalare anomalie alle associazioni
L’Unc chiede poi di segnalare prezzi anomali, mancata esposizione dei cartelli che dovrebbero sempre esserci per legge e l’esposizione di prezzi sbagliati: si tratta di violazioni che comportano sanzioni.
Ti potrebbe interessare anche: Come consumare meno gas e benzina