Pensioni all'estero, al via i nuovi controlli dell’Inps: chi riguardano e cosa sapere

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Come chiarito dall’Istituto nazionale di previdenza (Inps) nel messaggio n. 3.863 del 19 dicembre 2025, a partire dal 20 marzo prossimo scatta la prima fase dell’accertamento in vita per l’anno 2026 sui pensionati italiani residenti all’estero. I controlli, condotti tramite Citibank, coprono una varia area del globo, dall’America all’Asia, dall’Estremo Oriente a Paesi Scandinavi ed Europa orientale. Ecco i dettagli.

Quello che devi sapere

Come funzionano i controlli

Obiettivo principale della campagna è quello di verificare che il titolare di pensione non sia deceduto e che il pagamento del cedolino giunga correttamente a destinazione. In secondo luogo, l’azione dell’Inps punta a stanare eventuali illeciti, come per esempio i parenti che riscuotono l’assegno senza averne diritto.

 

Per approfondire: Pensione, part-time incentivato per chi esce dal lavoro entro il 2027: come funziona

I passaggi

Inps comunica che a partire dal 20 marzo prossimo i pensionati coinvolti nella campagna riceveranno i moduli da compilare e restituire entro la scadenza del 18 luglio 2026. Oltre al documento online va inoltrata una fotocopia della carta di identità.

 

Per approfondire: Pagamenti Inps marzo 2026, le date da segnare sul calendario

pubblicità

Rischio sospensione dei pagamenti

In caso di mancato invio della comunicazione entro il termine, il mese successivo scatta il pagamento della rata esclusivamente in contanti presso gli sportelli Western Union. L’assenza di riscossione entro il 19 agosto 2026 apre alla sospensione della pensione a partire dal mese di settembre.

 

Per approfondire: Isopensione, novità dal 2027 con l’aumento dell’età pensionabile: ecco cosa cambia

Chi è escluso dai controlli

Dall’accertamento in vita sono esclusi i pensionati titolari di altri trattamenti residenti in Stati dove operano Istituti di previdenza che hanno siglato accordi di collaborazione con l’ente italiano presieduto da Gabriele Fava. Ad essere interessati dai “patti" sullo scambio di informazioni relative ai decessi sono soprattutto Paesi europei, dalla Francia a Germania, Paesi Bassi, Polonia e Belgio. Nell’elenco sono inclusi inoltre la Svizzera dove opera l’Ufficio Centrale di Compensazione e l’Australia (Centrelink).

pubblicità

La seconda fase

La seconda fase della campagna 2026 per l’accertamento in vita si indirizza invece sui restanti continenti: Africa, Oceania ed Europa, ad eccezione dei Paesi Scandinavi e dell’Est. 

Crescono i pensionati all’estero

I controlli si rendono quanto più necessari considerato che sempre più pensionati italiani scelgono di risiedere stabilmente all’estero. Come mostrano gli ultimi dati comunicati dall’Inps in Parlamento, in un solo anno i trattamenti di regime internazionale hanno toccato quota 675mila unità, 1,3 punti percentuali in più rispetto al dato del 2024. 

pubblicità

Inversione di trend

Secondo Gianfranco Santoro, direttore Studi e Ricerche Inps, sentito in audizione al Senato sul disegno di legge sugli "incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all'Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla strategia nazionale per le aree interne" il dato sulla crescita delle pensioni estero registra “un'inversione di tendenza del trend degli ultimi anni”.

Dove calano i flussi di pagamento

Stando ai dati diffusi dall’Istituto di previdenza, tra il 2018 e il 2025 i pagamenti hanno registrato un calo, tra il 40% e il 50%, per quanto riguarda i pensionati residenti negli Stati Uniti, in Canada e in Australia

pubblicità

Dove emigrano i pensionati italiani

Al contrario, fa sapere Inps, la Spagna si conferma la meta più ambita con un incremento dei pagamenti di oltre il 75% nell’arco di sette anni. In termini percentuali, la Tunisia registra un vero e proprio boom con un balzo del 255%, seguita dal Portogallo (144%) che di recente sconta una riduzione della sua attrattività. 

Proposta per Irpef sostitutiva al 4%

Un disegno di legge di Fratelli d’Italia punta a introdurre un’agevolazione fiscale per incentivare il rientro dei pensionati dall’estero soprattutto nei piccoli borghi a rischio spopolamento. Stando alla proposta, all’esame della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama, verrebbe riconosciuta un’Irpef sostitutiva al 4% per 15 anni a chi decide di fissare la residenza in un Comune sotto i 3mila abitanti. "È possibile osservare che le pensioni che superano i 25.000 euro, e che immaginiamo potrebbero essere quelle interessate dal provvedimento, rappresentano circa 27% del totale: tre su quattro sono pagati in paesi extra Ue in aree come Nord America, Oceania, Europa, Stati non Ue", spiega Santoro.

 

Per approfondire: Riscatto di laurea sulla pensione, quando richiederlo e a chi non conviene. Le simulazioni

pubblicità