Affitti brevi, aumentano controlli Guardia di Finanza. A cosa bisogna fare attenzione

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Gli affitti brevi continuano a crescere in Italia, e l’attenzione su questo fenomeno da parte delle autorità rimane alta. Secondo i dati di Confcommercio contenuti nell'analisi "Città e demografia d'impresa”, sebbene si stia registrando una “desertificazione commerciale” nelle città italiane, i numeri del settore del turismo sembrano non risentire di questa crisi: in particolare quello degli affitti brevi, con realtà ricettive come quelle dei b&b che risultano essere in grande aumento dal 2012 ad oggi. Si registra infatti un incremento del 290% nel Sud del Paese, e del 147% al Centro-Nord.

Quello che devi sapere

I numeri degli affitti brevi in Europa

Un fenomeno che comunque non riguarda solo l’Italia: ai dati di Confcommercio si affianca infatti una recente analisi di Airbnb, secondo cui sulla piattaforma sono stati registrati in Europa oltre 114 milioni di arrivi. In particolare viene sottolineato come gli affitti brevi siano considerati dalla maggioranza degli intervistati l'opzione più conveniente e accessibile. Tra le principali motivazioni, le persone ricorrono agli affitti brevi mentre cercano una casa a lungo termine (27%), per motivi di studio o istruzione (24%), lavoro (24%), accesso a cure mediche (23%) e formazione professionale (21%). 

 

Leggi ancheAffitti brevi, rischio stretta per tre milioni di statali e professionisti. Ecco perché

L’impatto economico degli affitti brevi

Questi numeri si accompagnano anche a un considerevole valore economico: gli arrivi registrati in Europa nel 2025 su Airbnb contribuiscono infatti per più di 53,2 miliardi di euro al Pil dell'Unione Europea e sostenendo oltre 904mila posti di lavoro. "Per milioni di persone un alloggio temporaneo non è un lusso, ma una necessità. Gli affitti brevi dovrebbero essere riconosciuti come un'infrastruttura abitativa essenziale, a sostegno dei lavoratori europei, delle famiglie in fase di transizione e di chi è stato costretto a trasferirsi e non ha una casa”, ha detto George Mavros, Head of Government Affairs for the European Union at Airbnb.

 

Per approfondireAirbnb, la funzione "prenota subito e paga dopo" arriva anche in Italia: come funziona

pubblicità

I controlli della Guardia di Finanza

In Italia intanto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, in queste settimane la Guardia di Finanza sta rafforzando i controlli sulle attività di locazioni turistiche al di sotto dei 30 giorni, con lo scopo di contrastare potenziali evasioni fiscali. L’attenzione delle Fiamme Gialle in particolare sarebbe concentrata su episodi di affitti online senza versare le tasse oppure su appartamenti affittati ‘in nero’ nei centri storici delle città.

 

Per approfondireCase, dov'è il miglior rapporto stipendio-affitto? La classifica delle città italiane

L’evasione fiscale e le truffe scoperte

In queste settimane sono in effetti emersi alcuni casi: come riportato da Il Giorno, infatti, in provincia di Brescia la Guardia di Finanza ha effettuato 32 controlli che hanno permesso di scoprire 7 casi di evasioni fiscale e 13 violazioni delle norme decise dalla Lombardia per le case vacanze. Queste attività hanno permesso il recupero di oltre 750mila euro occultati al Fisco. Mentre a Roma in occasione del Giubileo - in base a quanto ricostruito dalla procura di Velletri - sono emersi casi di truffe online con annunci di appartamenti e b&b in affitto che in realtà non esistevano, incassando oltre un milione di euro.

pubblicità

L’importanza del Cin

Secondo il Sole24Ore un ruolo centrale nel contrasto all’evasione fiscale nel settore è giocato dall’introduzione del Codice identificativo nazionale, noto come Cin: si tratta appunto di un codice di cui i proprietari degli alloggi devono dotarsi, e che sono obbligati a esporre all’esterno dello stabile dove si trova l’appartamento affittato e anche in eventuali annunci online.

Cosa cercano le Fiamme Gialle

Nelle attività di contrasto dell’evasione la mancanza di questo codice può rappresentare un indizio capace di attirare l’attenzione delle Guardia di Finanza: infatti l’eventuale assenza del numero potrebbe far pensare a un’attività svolta in contrasto con le normative attualmente vigenti in materia di locazioni brevi. Restano anche i controlli per certificare che siano garantite le condizioni igienico sanitarie adeguate e il rispetto delle normative di sicurezza come quelle antincendio.

pubblicità

Le banche dati e le piattaforme online

In ogni caso per contrastare l’evasione Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate si affideranno anche alle banche dati, e in particolare l’attività del centro di analisi pensato per razionalizzare l’impiego di strumenti e risorse per i controlli. Incrociando infatti i dati disponibili, si cerca di definire le priorità nei controlli da effettuare. Infine sotto osservazione c’è anche il rispetto degli obblighi fiscali da parte delle piattaforme online, attraverso cui avviene una parte considerevole dell’offerta di affitti brevi. Le attività di controllo riguardano anche il corretto versamento delle ritenute da applicare sui contratti che vengono intermediati attraverso i portali. 

 

Leggi ancheAffitti per studenti, rallenta mercato in Europa: prezzi giù. Milano la più cara in Italia

pubblicità