Caro carburanti, verde sopra 1,8 euro al litro: Salvini convoca le compagnie petrolifere

Economia
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Introduzione

Prosegue la corsa dei carburanti in Italia, spinta dalla situazione internazionale dopo l'attacco all'Iran. Stando ai dati diffusi al termine della Commissione allerta rapida che si è tenuta ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio della benzina in modalità self service ha raggiunto quota 1,82 euro al litro. In risalita anche il gasolio sopra 2,05 euro. Ecco tutti i dati

Quello che devi sapere

Mimit, dal 27/2 benzina più cara di 15,3 centesimi

Secondo il ministero, a due settimane dallo scoppio della guerra in Iran con il conseguente blocco dello stretto di Hormuz, dove transita il 20% del petrolio globale, la verde e il diesel in Italia costano rispettivamente 15,3 e 32,2 centesimi al litro in più rispetto al 27 febbraio.

 

Per approfondire: Guerra Iran, crolla produzione di petrolio. E Usa autorizzano l'acquisto di quello russo

CARBURANTE: ESPOSTO PREZZO MEDIO REGIONALE NEI DISTRIBUTORI

Dove costa di più la benzina

Come evidenziano le principali associazioni per i consumatori il caro carburanti investe ormai tutte le regioni italiane. Unione Nazionale Consumatori (Unc) denuncia prezzi della benzina oltre la soglia di 1,8 euro al litro anche nelle Marche, nel Lazio e in Umbria dove fino ai giorni scorsi era possibile spuntare rifornimenti più vantaggiosi. Escludendo le autostrade con la verde in modalità self sopra a 1,910 euro, il Trentino-Alto Adige si attesta come la regione più colpita dai rincari: a Bolzano la benzina ha raggiunto 1,866 euro. A seguire ci sono Calabria e Basilicata, entrambe sopra la media nazionale con prezzi medi rispettivamente a 1,851 e 1,850 euro al litro.

 

Per approfondire: La guerra del petrolio

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Il caro gasolio

Non va meglio per quanto riguarda il gasolio che sulla rete autostradale della Penisola è arrivato a costare 2,105 euro al litro. Per quanto riguarda i singoli territori, Bolzano si conferma la prima realtà con 2,081 euro. Sul podio salgono anche il Friuli-Venezia Giulia con 2,069 davanti a Trento, terza con 2,064 euro, comunque sopra la media nazionale.

 

Per approfondire: Prezzo benzina e diesel più basso in Slovenia, automobilisti in coda

Unc: “Presentato esposto all’Antitrust su filiera agricola”

“È evidente che le accise andavano ridotte senza aspettare un mese per accertare la maggiore Iva incassata”, afferma Massimiliano Dona, presidente Unc, che denuncia il rischio di un allargamento dei rincari alla filiera agricola, a partire dai prodotti ortofrutticoli. “Specie quelli provenienti dalla Sicilia, con un rialzo talmente abnorme che abbiamo presentato un esposto all'Antitrust per verificare se vi sono dei rincari anomali in violazione del decreto-legge 9 settembre 2005, n.182, intese restrittive della concorrenza o abusi di posizione dominante", prosegue Dona.

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Salvini, il 18/3 incontro con compagnie petrolifere

Sul rischio di speculazione nel prezzo di benzina e gasolio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato le aziende petrolifere per mercoledì prossimo, 18 marzo, a Milano. Il ministro “si è confrontato a lungo con i tecnici del ministero e del settore e ha posto l'accento sulla speculazione in atto a danno di cittadini e trasportatori, derivante da aumenti ingiustificati del prezzo della benzina e del gasolio”, si legge in una nota del ministero.

Codacons: “Basta chiacchiere, tagliare le accise”

Di fronte alla convocazione delle compagnie da parte del governo, critica è la posizione del Codacons che chiede di tagliare con urgenza le accise. “Serve farlo in fretta per evitare una escalation inflazionistica con conseguenze enormi sulla nostra economia”, afferma l’associazione per i consumatori che annuncia inoltre di essere al lavoro per un esposto a tutte le Procure “in cui si chiede di aprire delle indagini sui repentini incrementi dei prezzi al dettaglio registrati negli ultimi giorni”. 

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Urso: "Taglio delle accise del 2022 inefficace e troppo costoso"

Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, non sembra al momento replicabile un intervento sulle accise sulla falsa riga di quanto intrapreso nel marzo 2022 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. "Il tasso di inflazione in Italia era già al 6,9%, poco sotto la media Ue, e il prezzo dei carburanti stava crescendo in modo significativo, superando la soglia dei 2,5 euro al litro. Il governo di allora ritenne di utilizzare l'extragettito dell'Iva che si stava accumulando per destinarlo interamente a un taglio delle accise sui carburanti, con un costo complessivo per l'erario", avrebbe dichiarato il titolare del Mimit alla riunione della Commissione allerta.

Federconsumatori: “Prezzi non conoscono rallentamento”

Ad esprimere preoccupazione sull’aumento continuo dei prezzi alla pompa è anche Federconsumatori che in una nota critica la posizione assunta dal ministro delle Imprese. “Mentre gli scenari prospettati dai principali attori del settore lasciano intravedere nuovi rincari a breve, il Ministro Urso ha sostenuto che non è necessario intervenire con urgenza e che basti al momento una inerte osservazione degli sviluppi”, sottolinea l’associazione per i consumatori.

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Trasportounito "Necessarie misure immediate su carburanti"

A sollecitare un intervento per calmierare i prezzi dei carburanti è anche l'associazione Trasportounito. "Gasolio per autotrasporto al +24% con un aumento record dal 28 febbraio a oggi, il superamento del tetto dei 2 euro al litro e quotazioni che si aggirano sui 2,04 euro: è sufficiente questo dato per sintetizzare un'emergenza senza precedenti per le imprese di autotrasporto che chiedono l'immediato varo di misure sia per arginare i fenomeni speculativi sia per consentire il recupero degli extra costi", dice il segretario generale, Maurizio Longo.

Europa alle prese con il caro carburanti

Non solo in Italia. Per far fronte al caro carburanti, sono diversi i Paesi europei che stanno provando a correre ai ripari con misure tampone. In Francia il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato un piano straordinario di verifiche sulle stazioni di servizio per contrastare possibili speculazioni. Il Portogallo ha invece deciso di tagliare temporaneamente le accise con un provvedimento che punta a restituire ai contribuenti l’extra gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi.

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Le misure in campo

La Croazia ha reintrodotto, dopo un anno di pausa, il tetto ai prezzi al dettaglio dei carburanti, con la benzina standard a 1,50 euro e litro e il diesel a 1,55. Anche l'Austria sta valutando possibili interventi. Il cancelliere Christian Stocker si è detto favorevole a una riduzione temporanea delle accise sui carburanti, considerata la forte volatilità dei mercati energetici. La risposta più radicale è giunta invece dall’Ungheria. Il governo guidato dal primo ministro Viktor Orbán ha deciso di fissare un limite massimo di 595 fiorini al litro per la benzina e di 615 fiorini per il diesel ma solo per i veicoli immatricolati nel Paese.

 

Per approfondire: Iran, esistono vere alternative allo Stretto di Hormuz per il commercio di petrolio?

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