Ricevute Pos, stop alla conservazione: tutte le novità

Economia
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Introduzione

Nel decreto Pnrr, approvato a gennaio dal governo Meloni, ci sono tante semplificazioni per i cittadini, tra cui anche una novità per le ricevute dei pagamenti Pos. Si abolisce l'obbligo di conservare per 10 anni le ricevute cartacee emesse proprio dai Pos per i pagamenti con bancomat, carte di credito o prepagate. 

 

 

Intanto, nel nostro Paese, i servizi di pagamento digitali stanno prendendo sempre più piede nei settori del commercio, nel turismo e nei servizi. A sottolinearlo sono i risultati di elaborazioni e analisi condotte da Confesercenti sulla base di dati ufficiali, da cui risulta che nel 2025 il numero dei Pos in Italia è stato di circa 3,87 milioni, in crescita rispetto ai 3,75 milioni del 2024. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quello che devi sapere

La novità

In sostanza, si prevede l’eliminazione dell’obbligo, per i cittadini e per le imprese, di conservazione delle ricevute cartacee diverse dalle fatture, scontrini o ricevute fiscali, generate dai terminali abilitati ad accettare pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. 

 

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Devono sempre esserci le informazioni relative alle singole operazioni

Quindi, il decreto Pnrr prevede espressamente che le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione fornita, anche in formato digitale, dalle banche e dagli intermediari finanziari, possano essere utilizzate in luogo delle ricevute cartacee emesse dai terminali abilitati al pagamento con carta di credito, debito e prepagata, o altra modalità digitale. Il tutto a condizione che le stesse contengano le informazioni relative alle singole operazioni poste in essere e che siano di fatto conservate garantendone la piena consultabilità.

 

In questo quadro, anche gli estratti conto in formato digitale possono essere pienamente impiegati per dimostrare l’avvenuto pagamento digitale delle spese nel caso in cui l’agevolazione fiscale collegata sia vincolata alla tracciabilità.

 

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La semplificazione

L’obbligo di conservazione per 10 anni delle ricevute cartacee, emesse proprio dai terminali Pos, al momento del pagamento con moneta elettronica, era un onere non sempre facile da assolvere per le imprese e per i cittadini. Le ricevute emesse dai Pos, infatti, rappresentano solo una prova di avvenuto pagamento e non costituiscono un documento contabile, necessario alla redazione del bilancio o alla dichiarazione fiscale, per cui il loro obbligo di conservazione per il periodo stabilito dall'art. 2220 del codice civile, risulta oneroso e non strettamente necessario in relazione agli scopi per cui sono emesse.


La nuova misura, quindi, da un lato, rappresenta una significativa semplificazione per cittadini e imprese e, dall’altro, non pregiudica in alcun modo le attività di controllo delle Autorità fiscali.

Tracciabilità già negli scontrini

Va precisato poi che, in realtà, gli scontrini contengono già l’indicazione del pagamento avvenuto in modo tracciabile. Una modifica, questa, già operativa e che ha anticipato l’allineamento tra Pos e registratori di cassa, che è entrata in vigore da inizio 2026 e diventerà pienamente operativa da inizio marzo quando sarà messo a disposizione nell’area riservata del sito delle Entrate la possibilità di abbinamento digitale tra i terminali e i registratori di cassa, come riporta Il Sole 24 Ore.

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Il 730 e la PA

Se si guarda poi, nello specifico, alle detrazioni nel 730, con le nuove regole basterà conservare gli scontrini, in cui è già indicata la modalità di pagamento. Le ricevute del Pos diventano quindi superflue.

 

Inoltre non sarà più obbligatorio conservare la versione cartacea delle ricevute per i pagamenti effettuati verso la Pubblica Amministrazione attraverso canali elettronici (come il sistema pagoPA). "L'amministrazione è tenuta a verificare l’avvenuto pagamento consultando i propri flussi informatici o quelli della piattaforma nazionale, senza poter richiedere al cittadino l'esibizione della ricevuta, anche a fini fiscali e di detrazione", si legge nel decreto. 

Zangrillo: "Proseguiamo nel percorso di modernizzazione"

"Continua il percorso avviato per rendere le procedure più efficienti eliminando inutili duplicazioni per contribuire alla crescita del Paese", aveva dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, dopo l'approvazione di questa e di altre misure. "Abbiamo semplificato oltre 400 procedure intervenendo in settori strategici per cittadini e imprese" e "con questo nuovo pacchetto di semplificazioni proseguiamo nel percorso di modernizzazione per costruire una Pubblica amministrazione più semplice e più vicina ai bisogni", ha aggiunto il ministro.

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Le tappe per superare l’obbligo cartaceo degli scontrini

Quello dlle ricevute sui Pos è poi un primo verso un traguardo più generale su cui il Parlamento ha chiesto al governo di superare l’obbligo cartaceo degli scontrini. La roadmap prevede che dal 1° gennaio 2027 le prime ad allinearsi siano le imprese della grande distribuzione, poi dal 1° gennaio 2028 tutti gli altri soggetti con volume d’affari superiore a una certa soglia. Infine, dal 1° gennaio 2029, sarà la volta di tutti gli altri esercenti.

 

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