Intelligenza artificiale, per ora la usano 2 aziende europee su 10. Ma trend è in crescita

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Gli ultimi dati Eurostat fotografano la situazione delle imprese europee riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Da quanto emerge, la percentuale di aziende che in Europa hanno adottato l’Ai è in aumento ma i numeri sono ancora contenuti rispetto al potenziale di questo strumento. Ecco i dettagli sui dati europei e un focus sull’Italia

Quello che devi sapere

L’Ai nelle aziende europee

Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2025 quasi il 20% delle imprese dell’Unione europea con 10 o più dipendenti e lavoratori autonomi - il 19,95%, per essere precisi - ha utilizzato tecnologie di intelligenza artificiale per svolgere la propria attività. In particolare, le grandi imprese hanno utilizzato l'Ai più delle piccole e medie imprese. Nel dettaglio, in Europa nel 2025 hanno utilizzato l’intelligenza artificiale il 17% delle piccole imprese, il 30,36% delle medie imprese e il 55,03% delle grandi imprese.

 

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La crescita

Le imprese europee con 10 o più lavoratori che nel 2025 hanno integrato l’intelligenza artificiale nei propri processi, quindi, sono il 20%. Anche se la percentuale è ancora contenuta (si parla di 2 aziende europee su 10), il trend in realtà è in crescita: il 20% del 2025, infatti, fa segnare una solida crescita di 6,5 punti percentuali rispetto al 13,5% del 2024. Nel 2021 la percentuale era al 7,7% e nel 2023 all’8,1%. Questi numeri, secondo gli esperti, mostrano come l’utilizzo delle tecnologie di Intelligenza artificiale stia diventando sempre più diffuso tra le imprese dell’Europa.

 

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Gli utilizzi più comuni

Nel 2025 l'Ai è stata più utilizzata dalle imprese del settore dell'informazione e della comunicazione. I dati mostrano anche quali sono gli utilizzi più comuni della tecnologia di intelligenza artificiale da parte delle imprese europee. Al primo posto c’è l’analisi del linguaggio scritto: 11,8%. Seguono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per generare immagini, video, suoni/audio (9,5%); per generare linguaggio scritto o parlato (8,8%); per convertire il linguaggio parlato in un formato leggibile da una macchina (7,2%). Nel 2025, poi, l’utilizzo della tecnologia di intelligenza artificiale che ha registrato la crescita maggiore rispetto al 2024 è l’analisi del linguaggio scritto: +4,9%. Segue la generazione di linguaggio scritto o parlato (+3,4%).

 

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I Paesi

Guardando ai vari Paesi, nel 2025 le quote più alte di imprese che utilizzano l’Ai si sono registrate in Danimarca (42%), Finlandia (37,8%) e Svezia (35%). Dal lato opposto della classifica, tra gli Stati con la quota più bassa troviamo Romania (5,2%), Polonia (8,4%) e Bulgaria (8,5%). In quasi tutti i Paesi dell’Unione europea, comunque, rispetto all’anno precedente si è registrato un aumento della quota di imprese che utilizzano tecnologie di Ai. L’aumento maggiore è stato fatto segnare alla Danimarca: +14,5%. Seguono Finlandia (+13,5%) e Lituania (+12,5%).

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E l’Italia?

Focalizzandoci sul nostro Paese, dall’ultimo rapporto Istat emerge che in un anno l'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte delle imprese italiane è raddoppiato e che nel 2025 interessa oltre la metà delle grandi aziende. Nel complesso, sottolineano però gli esperti, il livello di penetrazione è ancora molto contenuto e la diffusione dell'Ai nelle aziende italiane presenta ancora ampi spazi per una ulteriore crescita: l'83,6% delle imprese, infatti, non adotta alcuna tecnologia di Ai. Nel dettaglio, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale: si tratta di un significativo incremento rispetto all'8,2% del 2024 e al 5% del 2023. A registrare la crescita più marcata in termini assoluti sono le imprese di maggiori dimensioni: dal 32,5% del 2024 al 53,1% del 2025. L’utilizzo dell’Ai raddoppia anche nelle Pmi, passando dal 7,7% al 15,7%, ma il divario con le aziende più grandi rimane. Le imprese del Nord-ovest, poi, hanno registrato una crescita più accentuata e sono passate dall'8,9% del 2024 al 19,3%. A frenare l'adozione dell'intelligenza artificiale, da quanto emerge, è soprattutto la mancanza di competenze adeguate: questo accade, infatti, in quasi il 60% delle aziende italiane che hanno valutato ma poi non realizzato investimenti in questo campo. E il 47,3% delle imprese ha valutato ma poi non realizzato investimenti in Ai per mancanza di chiarezza sulle conseguenze legali.

I numeri del Politecnico di Milano

Numeri sull’Italia sono stati diffusi di recente anche dall'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Secondo l'analisi, il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di IA nel 2025, una percentuale che scende all'8% tra le piccole e medie realtà. E si registra un vero e proprio boom di applicazioni di intelligenza artificiale pronte all'uso: l'84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di Generative AI (+31% in un anno). Quelle più diffuse sono Microsoft Copilot, ChatGPT Plus e Gemini Advanced. In media, sempre secondo l'Osservatorio, il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di Ai in azienda e, tra questi, circa quattro su dieci stimano un risparmio di oltre 30 minuti nelle ultime due attività in cui li hanno usati. Quattro lavoratori su dieci, poi, grazie a questa tecnologia svolgono attività che altrimenti non sarebbero in grado di fare. Gli effetti del cambiamento sono già rilevanti sulla domanda di competenze: nel 2025 è cresciuto del 93% il numero di annunci di lavoro pubblicati in Italia che richiedono “skill” di Ai.

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L’appuntamento

Da segnalare che l’Italia, il 19 e 20 maggio 2026, ospiterà a Milano (alla Fiera di Rho) la settima edizione della Ai Week, uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’intelligenza artificiale applicata al business. All’evento prenderanno parte centinaia di esperti internazionali tra imprenditori, ricercatori e leader tecnologici. L’obiettivo dell’appuntamento è promuovere una cultura condivisa dell’Ai, affrontando temi chiave e impegnandosi per rendere l’applicazione della tecnologia sempre più concreta e accessibile.

 

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