Il regista irlandese Ruairí Robinson ha condiviso sui social media un video generato dall'intelligenza artificiale, che mostra Tom Cruise e Brad Pitt impegnati in un'elaborata scazzottata su un cavalcavia di Los Angeles. E poi un secondo video, questa volta con i dialoghi, che ha destato la preoccupazione delle associazioni di categoria
L'intelligenza artificiale fa sempre più paura. Soprattutto a Hollywood.
Il post di Robinson
Il regista irlandese Ruairí Robinson, candidato all'Oscar per il cortometraggio Fifty Percent Grey, ha condiviso sui social media un video generato dall'intelligenza artificiale, che mostra Tom Cruise e Brad Pitt impegnati in un'elaborata scazzottata su un cavalcavia di Los Angeles.
"Questo era un prompt di due battute su Seedance 2", ha scritto Robinson nella didascalia del video. Che, con la sua durata di 15 secondi, ha ottenuto oltre 1,4 milioni di visualizzazioni in poche ore (ndr. Seedance 2.0 è un nuovo servizio di intelligenza artificiale di ByteDance, l'azienda cinese proprietaria anche di TikTok).
Robinson ha anche pubblicato un video di follow-up con versioni AI dei due attori che combattono in un luogo simile, questa volta con dialoghi. "Hai ucciso Jeffrey Epstein, animale", dice il finto Pitt con una voce che suona sorprendentemente simile a quella del vero attore. "Era un brav'uomo". "Sapeva troppo delle nostre operazioni in Russia", risponde il finto Cruise, con una voce altrettanto realistica. "Doveva morire, e ora muori anche tu".
I timori di SAG-AFTRA
SAG-AFTRA, il sindacato che rappresenta circa 170mila attori e artisti in tutto il mondo, ha condiviso una dichiarazione con EW in cui condanna ByteDance e accusa l'azienda di diffusa violazione del copyright.
"SAG-AFTRA si schiera al fianco degli studi cinematografici nel condannare la palese violazione resa possibile dal nuovo modello video di intelligenza artificiale di Bytedance, Seedance 2.0", ha dichiarato l'organizzazione. "La violazione include l'uso non autorizzato delle voci e delle immagini dei nostri membri. Questo è inaccettabile e compromette la capacità del talento umano di guadagnarsi da vivere. Seedance 2.0 viola la legge, l'etica, gli standard del settore e i principi fondamentali del consenso. Uno sviluppo responsabile dell'intelligenza artificiale richiede responsabilità, e qui la responsabilità non esiste".
Lo sceneggiatore Rhett Reese, autore di tutti e tre i film di Deadpool, ha condiviso il primo video con un messaggio allarmato. "Mi dispiace dirlo. Probabilmente è finita per noi", ha scritto. Per poi chiarire: "Mi terrorizza l'idea che l'AI possa intromettersi nelle nostre attività creative. Tante persone a cui voglio bene stanno rischiando di perdere carriere che amavano. Io stesso sono a rischio. Quando ho scritto 'È finita', non volevo sembrare sprezzante o superficiale". Lo sceneggiatore ha aggiunto di essere rimasto "sbalordito" dal video dei due attori AI che litigano perché professionale e realistico: "È proprio per questo che sono spaventato", ha detto. "La mia visione del bicchiere mezzo vuoto è che Hollywood stia per essere rivoluzionata. Se pensate davvero che il video di Pitt contro Cruise sia una roba mediocre, non avete nulla di cui preoccuparvi. Ma io sono sconvolto".
L'AI rende superflua la realtà (ed è questa la vera minaccia)
La vera minaccia che il video della finta lotta tra Brad Pitt e Trom Cuise porta con sé non sta nella sostituzione degli attori, né nella violazione del copyright. Che restano questioni reali e urgenti. La vera minaccia risiede in qualcosa di più profondo e difficile da arginare: gli utenti del web non si sono limitati a vedere i finti Tom Cruise e Brad Pitt combattere in una scena di qualità hollywoodiana. Hanno reagito. Si sono emozionati. Si sono stupiti. Hanno condiviso. Non importa, se quella scena non è mai successa. Non importa, se nessun regista ha diretto quella scena, se nessuno stunt ha studiato quella coreografia, se i due attori non si sono mai trovati su quel set. L'esperienza emotiva resta intatta. E questo è il punto che sgretola le fondamenta del sistema, non solo il suo bilancio. Hollywood ha sempre venduto una doppia promessa: l'intrattenimento visivo e la certificazione del reale. La presenza fisica di una star, il rischio di una scena d'azione girata sul serio, il sudore di una produzione da milioni di dollari: tutto questo è parte del valore, parte di ciò che il pubblico paga. Il video girato con l'AI dimostra che il contratto è saltato. Non perché l'AI sia migliore degli attori, ma perché il pubblico, inconsapevolmente, ha già firmato il nuovo accordo.