Lavoro, 500mila imprese italiane impiegano manodopera straniera: le figure più richieste
EconomiaIntroduzione
Lavoratori stranieri cercasi. Come emerge dalla nuova piattaforma interattiva lanciata grazie alla collaborazione tra Unioncamere e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, oltre un'impresa italiana su tre (34,3%) occupa risorse dall’estero. Sono infatti 508mila le attività produttive nella Penisola che si avvalgono di manodopera non italiana. Ecco in quali settori si registra il fabbisogno maggiore e in quali Regioni.
Quello che devi sapere
A cosa serve il nuovo portale Unioncamere-Milps
Lo strumento telematico, parte del Programma nazionale (Pn) Giovani, donne e lavoro e cofinanziato dall'Unione europea, è accessibile sia sul sistema informativo Excelsior sia sul Portale Integrazione Migranti e consente di monitorare le richieste in arrivo dalle imprese italiane.
Per approfondire: Parità retributiva, si potrà conoscere lo stipendio dei colleghi? Cosa sapere
Come funziona la piattaforma
Sulla base dei dati previsionali relativi allo scorso anno, la navigazione consente di reperire informazioni sulla quota di personale straniero prevista rispetto a diversi criteri, dalle principali professioni ricercate, ai territori di impiego, all'esperienza pregressa richiesta e all'area di origine. Attraverso un pannello di controllo poi è già possibile verificare le caratteristiche degli stock occupazionali nel 2024 divisi per aree geografiche di provenienza e per genere.
Per approfondire: Effetto pensioni in Italia, rischio 4 milioni di lavoratori in meno in 10 anni
Trentino Alto-Adige prima Regione per numero di lavoratori stranieri
Secondo gli ultimi dati, la platea di dipendenti provenienti dall’estero ha raggiunto quota 2 milioni, oltre il 13% del totale degli occupati in Italia. Emergono tuttavia significative differenze territoriali: il Trentino-Alto Adige conquista il primo posto tra le Regioni dove le imprese si avvalgono di manodopera straniera, pari al 48,2%, quasi una su due. Sul podio salgono anche Emilia-Romagna e Toscana dove in entrambi i casi oltre quattro imprese su dieci occupano cittadini non italiani, rispettivamente il 44,8 e il 43%.
Per approfondire: Lavoro, nel 2026 4 lavoratori su 10 pronti a cambiare azienda per stipendio più alto
I settori con la quota maggiore di stranieri
Sul fronte dei singoli comparti, il turismo monopolizza la quota maggiore di lavoratori di diverse nazionalità in valore assoluto. Come evidenziano i dati del portale, nel 2024 quasi un’attività su due, il 48,5%, annovera personale con passaporto non italiano. Poco staccati si trovano altri settori, a partire dal gruppo formato da agricoltura, silvicoltura e pesca (46,6%). Seguono il settore manifatturiero e l’edilizia, con percentuali comprese rispettivamente tra il 42,3 e il 40,4%.
Assunzioni programmate
La domanda di manodopera straniera continua a crescere: quasi un quarto dei contratti programmati dalle aziende si rivolge a cittadini non italiani. Il turismo guida la classifica per quanto riguarda le assunzioni previste in termini assoluti. Su oltre 1,3 milione di lavoratori stranieri che si stima verranno assunti in Italia nei prossimi anni, circa 290mila appartengono al comparto formato da ospitalità, ristorazione e tempo libero nelle località di vacanza. La domanda di manodopera dall’estero interessa poi altri comparti, dal settore primario alle costruzioni, ai servizi operativi fino ai trasporti e logistica. In totale, il database rileva che questi cinque settori rappresentano il 65% del fabbisogno totale di forza lavoro dall’estero.
Maggiore incidenza in agricoltura
Per quanto riguarda invece l’incidenza di lavoratori stranieri sul complesso degli occupati nella singola categoria, al primo posto svettano agricoltura, silvicoltura e pesca con il 42,9% del totale, pari a circa 185mila posti potenziali aperti a stranieri.
L'incidenza nell'industria
Nell'industria, il settore tessile, dell'abbigliamento e delle calzature guida la classifica con 40mila unità (41,8%), seguita dalle costruzioni con circa 184mila unità (33,6%).
L’incidenza nel settore dei servizi
Nei servizi, le quote di entrate programmate per lavoratori stranieri scendono: i valori si collocano sopra la media nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone e nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio, entrambe pari al 26,7% del totale. Nel turismo l'incidenza prevista raggiunge quota 24,8%.
Le figure più richieste
Un nodo aperto riguarda la formazione. Secondo i dati del portale, il mercato del lavoro italiano punta ad attrarre soprattutto forza lavoro a bassa qualificazione. Stando alle assunzioni programmate, gli ingressi previsti includono in particolare esercenti e addetti alla ristorazione, pari a circa 231mila unità. Le imprese cercano inoltre 137mila addetti nei servizi di pulizia, trentamila in più del fabbisogno stimato per il comparto agricoltura e manutenzione del verde (106mila).
Settore merci ed edilizia
Tra le figure professionali dove le imprese italiane rivolgono maggiormente l’attenzione verso risorse straniere spiccano gli addetti allo spostamento e alla consegna delle merci (86mila), seguiti dagli addetti alle vendite e dagli operai specializzati nelle costruzioni e nella manutenzione edile (73mila).
Per approfondire: Ai e lavori a rischio, 5 variabili per sapere se hai le spalle larghe