Bollette, negozi spendono 2mila euro al mese per luce e gas. Verso Dl energia
EconomiaIntroduzione
Nel 2025 il caro bollette continua a pesare sui bilanci di negozi e attività commerciali. Lo evidenzia la Confcommercio, che nel rapporto stilato dall’Osservatorio energia (Ocen) calcola un balzo dei costi di elettricità e gas, saliti in sei anni rispettivamente del 28,8% e del 70,4%. Il governo studia il varo di un decreto energia: le possibili misure.
Quello che devi sapere
La spesa energetica nel settore terziario
Secondo l’associazione che riunisce le imprese del settore terziario, gli choc causati dal Covid e dalla guerra in Ucraina hanno spinto in alto i prezzi. Nel 2025 infatti ha raggiunto in media quota 2mila euro al mese la spesa sostenuta da supermercati e ristoranti per i prodotti energetici, un dato che conferma come a distanza di anni non si sia registrata alcuna inversione di tendenza.
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Alcuni esempi
Secondo l’Osservatorio, nell’ultimo scorcio di 2025, la spesa mensile per luce e gas a carico degli alberghi di medie dimensioni è salita a 9.117 euro. Non va meglio per i grandi negozi che devono mettere in conto un costo di 5.979 euro, circa 700 in più di quanto sostenuto per i piccoli hotel (5.263 euro). I negozi di alimentari, come detto, affrontano una spesa media mensile di 2.334 euro, cifra analoga per i ristoranti (2.083 euro). Nell’elenco sono compresi inoltre bar e negozi non alimentari che per luce e gas pagano rispettivamente 1.009 e 855 euro al mese.
Luce, confronto con Francia e Spagna
L’associazione di categoria sottolinea come il caro energia continui a rappresentare "un freno alla competitività". Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025 l’elettricità in Italia ha registrato un’impennata pari al 122%, il doppio di quanto avvenuto in Francia (64%). Ancora più netto è il confronto con la Spagna dove il costo per la luce è cresciuto del 36% in sei anni.
Quanto pesano gli oneri di sistema
Oltre alla componente energetica, che rappresenta circa il 60% del prezzo in bolletta, l’analisi di Confcommercio evidenzia la crescita della parte relativa agli oneri di sistema. Dopo la conclusione delle misure emergenziali varate dai governi nel periodo post-Covid, lo scorso anno queste voci hanno raggiunto nuovamente il 20% sul costo totale. L’associazione ha dunque inviato una lettera al Ministero chiedendo politiche a tutela in particolare delle piccole e medie imprese.
Allarme di Confindustria
Di fronte a questi dati, anche Confindustria è andata in pressing sul governo chiedendo interventi urgenti a sostegno del settore terziario. "La nostra energia è tra le più care al mondo, è un tema da risolvere velocissimamente", ha detto il presidente, Emanuele Orsini, che auspica il varo "nei primi giorni di febbraio" di un decreto sull’energia mirato per le imprese.
Fonti Mase: "Decreto pronto al 90%"
A stretto giro è arrivata la replica del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha rassicurato sui tempi di approvazione del decreto. "Stiamo andando avanti articolo per articolo, ormai sta diventando un treno con tanti, tantissimi vagoni", ha affermato dall’evento Energy Days di Torino il titolare del Mase, sottolineando che il governo è giunto alla "parte finale" dell’esame sul provvedimento che "deve vedere la condivisione di tanti ministeri". Secondo fonti del Mase, il pacchetto sarebbe definito "al 90%" ma ci sono ancora questioni aperte.
Costo energia pmi
Tra i nodi ancora da risolvere spiccano gli sgravi fiscali destinati alle piccole e medie imprese. Per abbattere gli oneri di sistema in bolletta, il governo ragiona in queste ore su diverse ipotesi, a partire dall’allungamento dei tempi per gli incentivi fiscali destinati alle fonti rinnovabili. Non è esclusa poi la trasformazione degli oneri in obbligazioni emesse da Cassa Depositi e Presiti, meccanismo che eviterebbe l’aumento di debito pubblico.
Come funziona la cartolarizzazione
Stando a questa ipotesi, la società controllata dal Ministero dell’Economia anticiperebbe allo Stato - per un periodo tra i tre e i cinque anni - una quota degli oneri di sistema tramite l’emissione di obbligazioni a 20 anni di pari importo. La misura finanziaria contribuirebbe ad abbattere nell’immediato le tariffe energetiche, lasciando tuttavia allo Stato l’obbligo di pagare nel lungo periodo fino a 12 miliardi di euro di interessi sui titoli. Il dicastero di Via XX Settembre ha già bocciato l'ipotesi paventando il duplice rischio di costi troppo elevati e di una procedura di infrazione Ue per aiuti di Stato.
Elettricità futura: "Bollette Pmi in linea con media Ue"
Per l’associazione Elettricità futura, le bollette energetiche di Pmi e famiglie "sono vicine alla media dell’area Euro" ma l’Italia è penalizzata a causa dello "storico problema del mix energetico nazionale, ancora molto sbilanciato sul gas". "Per ridurre il costo dell'energia la strada maestra è aumentare velocemente l'apporto delle rinnovabili, rendendo più semplice la loro realizzazione", afferma la sigla che riunisce le imprese attive nel comparto.
M5S: "Dl bollette sparito, in Parlamento solo programmi di riarmo"
A chiedere all'esecutivo interventi urgenti per diminuire i costi energetici per le aziende è anche l’opposizione, con il Movimento Cinque Stelle che denuncia la "scomparsa" del decreto bollette dall’agenda. "Hanno detto no a tutte le nostre proposte, ma non mettono nulla sul tavolo: in Parlamento arrivano solo programmi di riarmo", attacca il leader pentastellato, Giuseppe Conte.
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