Introduzione
Il trattamento integrativo resta anche nel 2026 una delle più importanti agevolazioni applicate in busta paga. A beneficiare del TIR sono lavoratrici e lavoratori dipendenti, che entro specifici limiti di reddito hanno diritto a un bonus di 100 euro riconosciuto direttamente in busta paga
Quello che devi sapere
Che cos'è il trattamento integrativo
Il trattamento integrativo è la misura, che ha sostituito il bonus Renzi e consiste in un importo aggiuntivo che viene corrisposto ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti in base a specifici requisiti. Viene erogato con lo stipendio e nella busta paga è identificato dalla voce TIR.
Le condizioni per ricevere la somma in busta paga
Ecco quali sono le condizioni per ricevere la somma aggiuntiva in busta paga:
1.200 euro è il trattamento integrativo pieno e viene erogato ai lavoratori dipendenti con reddito annuo lordo imponibile fino a 15mila euro, quando l’imposta lorda determinata sulla base dei redditi di lavoro dipendente e assimilati è superiore alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del TUIR, diminuita di 75 euro in rapporto al periodo di lavoro nell’anno;
una cifra pari alla differenza tra le detrazioni fiscali cui il lavoratore ha diritto (su questo punto si veda il paragrafo dedicato sotto) e l’Irpef lorda a carico del lavoratore medesimo, per un importo che, in ogni caso, sarà al massimo di 1.200 euro viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti con reddito annuo lordo imponibile compreso tra 15.000 euro e 28.000 euro;
chi supera i 28mila euro non ha diritto ad alcun trattamento integrativo sul reddito.
Resta il nodo relativo ai redditi tra 8.500 e 9mila euro
La legge di Bilancio 2025, in parallelo alla conferma della struttura dell’IIrpef per tre aliquote e scaglioni, ha stabilizzato le regole previste dallo scorso anno sul fronte dei requisiti reddituali. Non è però stato risolto il nodo relativo ai redditi compresi tra 8.500 e 9mila euro: come per il 2025, anche nel 2026 chi si colloca in questa fascia di reddito ha perso la possibilità di ottenere i 100 euro mensili riconosciuti in busta paga, per effetto dell’interazione con il nuovo taglio del cuneo contributivo. Nonostante l’annuncio di un intervento ad hoc da parte del governo, al momento mancano novità.
Le specifiche in base al reddito imponibile
Per motivi di semplificazione si sente parlare spesso di trattamento integrativo da 100 euro al mese oppure da 1.200 euro all’anno. Questa affermazione è corretta, tuttavia occorre fare alcune piccole, ma utili precisazioni:
per i lavoratori con reddito imponibile fino a 15mila euro annui l’erogazione del trattamento integrativo è piena quando l’imposta lorda determinata sulla base dei redditi di lavoro dipendente e assimilati è superiore alla detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del TUIR, diminuita di 75 euro in rapporto al periodo di lavoro nell’anno, cioè pari a 1.200 euro l’anno, riconosciuto però in quote giornaliere. Perciò nei mesi di 31 giorni vengono accreditati 101,92 euro, mentre nelle mensilità da 30 giorni il contributo è di 98,63 euro.
per i lavoratori con redditi imponibili compresi tra 15mila e 28mila euro, invece, l’importo del trattamento integrativo spettante è pari alla differenza tra le diverse detrazioni fiscali previste dal Modello 730 e l’imposta lorda dovuta dal contribuente, per un importo comunque non superiore a 1.200 euro.