Bollette, Arera fissa l’importo del bonus sociale 2026 per luce e gas: a quanto ammonta
EconomiaIntroduzione
Mentre resta ancora incerto il varo da parte dell’esecutivo di ulteriori misure straordinarie a favore dei nuclei più in difficoltà, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha già messo nero su bianco le regole economiche che disciplineranno nel 2026 il bonus sociale ordinario sulle bollette. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Di cosa si tratta
Ma cos’è il bonus sociale? Si tratta dello sconto applicato sulle bollette di luce, gas e acqua a beneficio delle famiglie con redditi bassi o con componenti affetti da patologie gravi. Con l’arrivo del nuovo anno, inoltre, si è chiuso definitivamente il capitolo del contributo aggiuntivo introdotto dal decreto-legge n. 19 del 2025, che aveva previsto un sostegno temporaneo sulle forniture elettriche per i clienti domestici con Isee fino a 25mila euro.
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Chi può accedere agli sconti sulle bollette
Il diritto ai bonus sociali ordinari è legato alla situazione economica del nucleo familiare. La soglia è fissata a 9.530 euro di Isee per le famiglie con al massimo tre figli a carico, mentre sale a 20mila euro per i nuclei più numerosi, cioè quelli con almeno quattro figli. Per avviare la procedura è indispensabile presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, dalla quale viene calcolato l’Isee. Se il valore rientra nei limiti previsti e le utenze risultano idonee, i dati vengono verificati dal Sistema Informativo Integrato per luce e gas oppure dal gestore del servizio idrico, nel caso del bonus acqua. In presenza di tutti i requisiti, l’agevolazione viene riconosciuta automaticamente per un periodo di dodici mesi. La Dsu può essere ottenuta anche in versione precompilata tramite il Portale unico Isee messo a disposizione dall’Inps.
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Quanto vale il bonus per l’energia
Per l’energia elettrica, Arera ha definito importi differenziati in base alla composizione del nucleo familiare. Le famiglie con uno o due componenti riceveranno uno sconto annuo pari a 146 euro, che equivale a circa 40 centesimi al giorno. Per i nuclei di tre o quattro persone il contributo sale a 186,15 euro l’anno, mentre supera i 200 euro, arrivando a 204,40 euro, per le famiglie con più di quattro membri, con una compensazione giornaliera di circa 56 centesimi.
Quanto vale il bonus per il gas
Più articolato il meccanismo del bonus gas, che tiene conto di tre fattori: numero dei componenti del nucleo, tipologia di utilizzo della fornitura (solo acqua calda e cottura dei cibi oppure anche riscaldamento) e collocazione geografica dell’abitazione. Nelle aree più miti, corrispondenti alle zone climatiche A e B, lo sconto annuo varia da poco più di 39 euro per le famiglie fino a quattro persone che usano il gas solo per acqua calda o cucina, fino a oltre 106 euro per i nuclei più numerosi che lo impiegano anche per il riscaldamento. Nella zona C il valore massimo cresce e raggiunge 126,26 euro per le famiglie oltre i quattro componenti con utilizzo completo. Salendo verso le aree più fredde, come le zone D, E e F, l’importo per i nuclei più grandi che usano il gas anche per scaldare l’abitazione aumenta ulteriormente, arrivando a circa 156 euro annui, mentre il livello minimo resta invariato.
Gli aiuti rafforzati per chi ha gravi problemi di salute
Accanto ai bonus legati al reddito, resta in vigore anche il sostegno dedicato alle famiglie in cui vive una persona affetta da patologie gravi che richiedono l’uso continuativo di apparecchiature elettromedicali. In questo caso il contributo è collegato all’extra consumo di energia rispetto a una famiglia tipo. Per chi rientra nella fascia di utilizzo più bassa, con un surplus fino a 600 kWh l’anno, il beneficio va da circa 142 euro a oltre 208 euro, in base alla potenza del contatore. Nella fascia intermedia, tra 600 e 1.200 kWh aggiuntivi, lo sconto annuo oscilla tra circa 285 e 336 euro. Per i consumi più elevati, oltre i 1.200 kWh extra, il contributo raggiunge valori ancora più alti, compresi tra 423 e 463 euro l’anno, garantendo così un sostegno significativo alle famiglie più esposte a spese energetiche elevate per motivi sanitari.
Le novità sui reclami
A partire dal 1° gennaio sono entrate in vigore le nuove regole che puntano a migliorare la qualità dei servizi relativi alla vendita di contratti per la fornitura di luce e gas. Alle aziende viene chiesto di adottare ulteriori miglioramenti nei rapporti con la clientela, a partire dai tempi di risposta dei reclami. Ciascun sito internet ufficiale gestito dal venditore deve dotarsi di moduli telematici tramite i quali i clienti possono avviare un reclamo. A prescindere dalla modalità, i venditori sono tenuti a fornire una risposta motivata al cliente entro 30 giorni solari dal momento in cui la richiesta viene inoltrata. I tempi raddoppiano a 60 giorni nel caso di rettifiche sulla fatturazione e arrivano a 90 se il documento ha emissione quadrimestrale. La scadenza delle risposte scende poi a 15 giorni solari se la rettifica è relativa a una doppia fatturazione. Una seconda novità contenuta nel Testo integrato Tiqv è rappresentata dall’obbligo per i venditori di fornire indennizzi automatici in caso di sforamento sui tempi di risposta. Il cliente riceverà in questo caso un accredito in bolletta che va tra i 25 e i 75 euro a seconda del ritardo.
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