Vendere oro in Italia, attenzione alle truffe: ecco quali sono le regole da conoscere

Economia
©Ansa

Introduzione

Il mercato del metallo giallo sta vivendo una fase storica: le quotazioni hanno superato la soglia dei 5mila dollari l’oncia, spingendosi fino a circa 5.310 dollari nella serata di giovedì 29 gennaio. Un traguardo inatteso anche per molti osservatori finanziari. Ecco cosa sapere per vendere oro in sicurezza evitando possibili raggiri.

Quello che devi sapere

Le ragioni di tale aumento

La corsa dell'oro, accompagnata dal rialzo di materie prime come argento e platino, è alimentata da vari fattori tra loro collegati, tra cui le tensioni geopolitiche, l’aumento del debito pubblico e un quadro incerto su tassi d’interesse e inflazione. Il fascino dell’oro è legato all’idea che sia un bene rifugio, una copertura contro l’inflazione. Di solito si apprezza quando il dollaro si indebolisce; è facile da vendere ed è anche una materia prima tangibile e finita.

 

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Gioielli dimenticati che tornano protagonisti

Valori così alti riaccendono l’interesse di chi conserva in casa collane, bracciali o anelli inutilizzati, che possono così diventare una fonte di liquidità. Non stupisce quindi che in molti si stiano chiedendo se questo sia il momento giusto per vendere e quale possa essere il reale valore dell’oro usato.

 

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Come vendere in un Compra oro in città

A intercettare questa curiosità crescente sono soprattutto i negozi specializzati nell’acquisto di preziosi, ormai presenti in modo capillare nei centri urbani. Prima di cedere gioielli o monili, è essenziale verificare che l’operatore sia autorizzato. La trasparenza è un elemento chiave: la pesatura deve avvenire davanti al cliente, con strumenti certificati e ben visibili. Inoltre, il peso deve essere espresso in grammi e non in once, unità di misura utilizzata soprattutto nei mercati internazionali (un’oncia equivale a 31,1035 grammi).

Come si calcola davvero il valore dell’oro usato

La determinazione del prezzo non dovrebbe mai essere arbitraria. Per Simone Manenti, Cfo di Confinvest, la valutazione corretta si basa su un metodo preciso. Come ha spiegato a La Stampa, il primo passaggio consiste nel conoscere la quotazione giornaliera dell’oro puro a 24 carati, espressa in euro al grammo e accompagnata da una fonte verificabile. Il secondo elemento riguarda invece la caratura del monile: la maggior parte dei gioielli non è in oro puro. I più diffusi sono quelli a 18 carati (pari al 75% di oro) o a 14 carati (58,5%). Il calcolo finale si ottiene moltiplicando la quotazione del giorno per il titolo dell’oro e per il peso in grammi. In assenza di spiegazioni chiare, una proposta molto distante da questo risultato dovrebbe far scattare un campanello d’allarme.

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Le quotazioni aggiornate e il peso nascosto delle commissioni

Per orientarsi tra i numeri, è utile consultare fonti specializzate che riportano le quotazioni ufficiali del metallo prezioso. Oltre al prezzo, però, bisogna fare attenzione anche alle commissioni, cioè i costi applicati dagli intermediari. Le commissioni possono incidere in modo significativo sul ricavo finale ed è sempre consigliabile informarsi prima di concludere la vendita. Spesso questi costi non sono dichiarati esplicitamente, perché già inclusi nel prezzo offerto. Inoltre, secondo le stime di mercato, per l’oro usato le commissioni medie oscillano tra il 15% e il 25%. Diverso il discorso per l’oro da investimento, come lingotti e monete, dove le spese di intermediazione sono decisamente più contenute e si aggirano intorno al 4%.

Cos'è l’oro da investimento

Con il cosiddetto oro da investimento si intendono monete coniate dopo il 1800, che abbiano avuto corso legale e una purezza almeno pari a 900 millesimi, oltre a lingotti o placchette con peso superiore a un grammo e purezza non inferiore a 995 millesimi. Come noto, i “Compro Oro” sono autorizzati al ritiro e alla valutazione di gioielli usati da privati, ma non possono vendere oro da investimento né fornire consulenza finanziaria, a meno che non siano anche iscritti come Operatori Professionali in Oro (OPO). In questo caso, se iscritti all’albo e muniti di apposita licenza, possono acquistare e vendere questo tipo di oro, offrendo anche servizi aggiuntivi come la custodia e supporto agli investitori. 

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Fiscalità e vantaggi

Secondo la normativa italiana (Legge n. 7 del 2000), l’oro fisico da investimento non è soggetto a imposte nella fase di acquisto. Inoltre, le operazioni di compravendita sono esenti da Iva, un aspetto che contribuisce a rendere questo strumento particolarmente attrattivo in periodi di incertezza dei mercati.

 

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