Introduzione
Sono 12, su 98 ricorsi, gli emendamenti al decreto Milleproroghe che hanno superato il supplemento di istruttoria e sono stati riammessi: lo hanno deciso le commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato. Sui circa 250 emendamenti dichiarati inammissibili le commissioni hanno ricevuto "98 richieste di riesame" e, "alla luce delle argomentazioni formulate nei ricorsi presentati - si legge nello speech delle commissioni -, nonché a seguito di un supplemento di istruttoria, hanno ritenuto di riammettere" 12 proposte di modifica. Tra queste, non figurano gli emendamenti proposti dalla maggioranza per la riapertura del condono del 2003 sui quali, secondo quanto si apprende, era stato presentato ricorso.
Quello che devi sapere
Due milioni alle radio per la conversione digitale
Sono quattro gli emendamenti del governo al decreto Milleproroghe presentati alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. Il primo è un contributo di 2 milioni alle imprese private del settore radiofonico per la conversione in digitale degli archivi multimediali. La proposta dispone un contributo "nel limite di spesa di 2 milioni" per il 2026 "per favorire il completamento dell'attività di conversione in digitale degli archivi multimediali delle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale". Le risorse sono attinte dalla quota del ‘Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria’ destinata agli interventi a sostegno dell'editoria di competenza della Presidenza del consiglio, "senza incidere - si legge nella relazione tecnica - sulla quota spettante al Mimit calcolata sulla consistenza complessiva del fondo".
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Organizzazione del ministero dell'Interno
Un secondo emendamento del governo differisce dal 31 marzo 2026 al "31 maggio 2026" il termine di efficacia della deroga relativa alla possibilità di adottare, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, le modifiche al regolamento di organizzazione del ministero dell'Interno.
Permessi organizzazioni sindacali del comparto sicurezza
Un altro emendamento "interviene sulla modalità di ripartizione dei permessi tra le organizzazioni sindacali del comparto sicurezza - si legge nella relazione tecnica - stabilendo che, qualora dai dati a consuntivo, abbiano utilizzato, nel corso del 2025, permessi per l'espletamento del mandato in misura superiore a quella loro spettante, l'amministrazione di appartenenza compenserà l'eccedenza" nel 2026, "detraendo dal relativo monte ore delle singole organizzazioni sindacali il numero di ore risultante in esubero".
Medici al lavoro fino a 72 anni
L'ultimo emendamento del governo, già annunciato, è quello che proroga del trattenimento in servizio, su base volontaria, fino a 72 anni dei medici ospedalieri, esclusi i professori universitari. "È stato depositato l'emendamento del governo al decreto Milleproroghe per il trattenimento in servizio, su base volontaria, dei medici ospedalieri fino ai 72 anni di età. Oltre a questa prima misura ne vengono prorogate altre due, così da rispondere al meglio alle necessità della sanità italiana e alle richieste arrivate dalle regioni. Nello specifico si consente per tutto il 2026 di poter richiamare in servizio, sempre su base volontaria, i medici andati in pensione al compimento dei 70 anni e che ancora non ne abbiano compiuti 72, ugualmente si consente di poter fare dei contratti temporanei ai medici che sono in pensione - ha annunciato Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento - Un'azione, quella del ministro Schillaci e dell'intero governo, mirata e puntuale per rendere più efficiente ed efficace il comparto sanitario". L'emendamento depositato esclude dalla proroga di un anno (fino al 31 dicembre 2026) della permanenza in servizio volontaria fino a 72 anni i professori universitari che esercitano attività clinica. L'emendamento inoltre proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2026, la possibilità per le regioni e province autonome, impossibilitate ad assumere personale anche ricorrendo agli idonei in graduatorie concorsuali in vigore, a conferire incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, fino a 6 mesi, a dirigenti medici e personale sanitario in pensione.
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Maggioranza chiede rinvii per balneari e ambulanti
Ci sono poi due emendamenti identici, presentati da Forza Italia e dal Misto, che prevedono un rinvio sine die per le gare di affidamento delle concessioni balneari. La proposta di modifica sospende l'applicazione delle norme sull'affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive fino "al dodicesimo mese successivo all'applicazione degli esiti" di due procedure di infrazione a carico di due Paesi europei, la Grecia (procedura 2243 del 2024 e la Spagna procedura 4121 del 2022). Altri due emendamenti identici della maggioranza, presentati da Lega e Forza Italia, prorogano invece di sette anni, dal 31 dicembre 2025 al "31 dicembre 2032", la validità delle concessioni in essere per il commercio su aree pubbliche, rinviando quindi le gare.
Associazione Magistrati della Corte dei Conti contro 'scudo erariale'
Sale però la tensione su alcune delle modifiche con cui la maggioranza punta a modificare il decreto Milleproroghe. L'Associazione Magistrati della Corte dei Conti esprime "preoccupazione" sullo 'scudo erariale', che Lega, FI e Noi Moderati-Maie propongono di prorogare al 31 dicembre 2026. "Una simile scelta comporterebbe il perdurare dell'esonero dalla responsabilità per colpa grave per i danni arrecati alle finanze pubbliche, nonostante la recente approvazione della riforma della Corte dei conti che, solo poche settimane fa, ha già ridotto il risarcimento massimo al 30 per cento del danno accertato, con un tetto pari a due annualità di stipendio, e ha fornito una puntuale definizione della nozione di colpa grave", afferma in una nota l'Associazione Magistrati, ritenendo che "un'ulteriore proroga dello scudo indebolirebbe in modo significativo il sistema delle responsabilità e la tutela delle risorse pubbliche, risultando incoerente con la scelta, recentemente compiuta dal legislatore, di disciplinare a regime la materia, anche alla luce delle indicazioni della giurisprudenza costituzionale che aveva sottolineato il carattere eccezionale e temporaneo dello strumento".
Urso: "Controproducente rinviare la tassa sui pacchi"
Dubbi non mancano anche all’interno del centrodestra, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, senatore di FdI, che si dice critico sulla proposta di Forza Italia di rinviare di sei mesi, al 1° luglio, l'entrata in vigore della tassa sui piccoli pacchi extra Ue. "Essendo coloro che hanno proposto una iniziativa che va a tutela dei consumatori e delle imprese, mi sembra che sarebbe controproducente fare marcia indietro", ha detto Urso, che alla domanda se il parere del governo su questo emendamento sarà contrario ribatte: "Non sono io a esprimere il parere, è il governo che lo esprime. Io do il mio contributo di valutazione rispetto alla tutela delle due competenze che ho, sui consumatori e sulle imprese".
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