Pensioni, modello RED in scadenza il 28 febbraio: chi deve inviarlo all’Inps e cosa sapere

Economia
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Introduzione

Nel primo scorcio di 2026 sono in arrivo importanti scadenze relative alla previdenza. Oltre alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) necessaria per l’aggiornamento dell’Isee, il 28 febbraio è una data da segnare sul calendario per diverse categorie di pensionati. Scade infatti il termine per inviare all’Inps la Dichiarazione della situazione reddituale, meglio conosciuta come modello RED. Ecco a cosa serve.

Quello che devi sapere

A cosa serve

Obiettivo dell’invio è quello di informare l’Inps dell'esistenza di redditi ulteriori percepiti in modo da consentire all’ente previdenziale la verifica dei requisiti per l’erogazione delle prestazioni collegate e previste dalla legge.

 

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Per quali prestazioni Inps l'invio è obbligatorio

Come chiarito dall’Istituto di previdenza nella circolare n.195/2015, sono tenuti all’invio del modello i pensionati che percepiscono altri redditi oltre all’assegno base. Nella categoria rientrano i titolari di: pensione superstiti, integrazioni al trattamento minimo, maggiorazioni sociali e assegni di invalidità. Nell’elenco sono inclusi inoltre i trattamenti di famiglia, le pensioni e gli assegni sociali, le prestazioni per invalidità civile e la quattordicesima mensilità. Nella stessa circolare sono specificati i casi in cui è necessaria la dichiarazione di redditi percepiti dal coniuge o da altri familiari.

 

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Quali soggetti sono tenuti alla comunicazione

L'invio del modello RED spetta ai soggetti che nel corso dell’anno siano titolari di interessi bancari o postali, redditi da capitale, redditi o pensioni percepite all’estero, redditi da collaborazione co.co, a progetto oppure autonomo anche occasionale. Il modello RED va inviato inoltre nei casi di prestazioni assistenziali esenti, arretrati di lavoro dipendente, arretrati su pensioni estere, Tfr, buonuscita o liquidazione.

 

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Chi è esonerato

Ad essere esclusi dall’obbligo sono invece i pensionati che lo scorso anno hanno dichiarato i propri redditi nel modello 730 precompilato oppure nel modello Redditi e non siano titolari di altri introiti menzionati nell'elenco riportato in precedenza. In secondo luogo, non sono tenuti a fornire la comunicazione reddituale all'Inps i soggetti che nel 2025 abbiano mantenuto lo status di “assenza di redditi”. 

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Come mettersi in regola

Come per la Dichiarazione dei redditi spetta al singolo cittadino l’obbligo di inviare la comunicazione all’ente entro la scadenza fissata. Per chi ha dato il consenso a ricevere comunicazioni, l’Inps può tuttavia inviare un sms o un messaggio personalizzato che informa sull'avvio della campagna RED.

La procedura da seguire

La comunicazione reddituale può essere inviata tramite il modello precompilato visibile sul portale Inps. Come per altri servizi telematici, l’accesso è consentito tramite identità digitale Spid, Cie o Cns ed è necessaria la verifica sulla correttezza dei dati riportati. In alternativa, è possibile rivolgersi a Caf o patronati che offrono assistenza gratuita sulla procedura di compilazione.

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I documenti richiesti

Oltre alla copia di un documento d’identità valido o la delega nel caso in cui il soggetto interessato non sia in grado di gestire la pratica in autonomia, è necessario disporre di una serie di documenti mirati che variano a seconda dei casi: modello Cu relativo ai redditi da lavoro dipendente, 730 o modello redditi. Nell’elenco sono incluse inoltre le certificazioni su redditi o pensioni percepite all’estero, su redditi autonomi, gli assegni di mantenimento percepiti dall’ex coniuge, attestati di esenzione per le pensioni di invalidità civile o di guerra.

Autocertificazioni e visure catastali

Per le prestazioni collegate occorre avere sottomano i trattamenti di fine rapporto sotto forma di liquidazione o buonuscita, rendite vitalizie, dati - anche tramite autocertificazione - relativi a interessi bancari, postali, Bot, Cct o altri titoli di Stato italiani o stranieri. Nel caso di immobili posseduti, anche all’estero, è necessario esibire le relative visure catastali.

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Cosa succede in caso di mancato invio

Lo sforamento dei termini temporali per l’invio all’Inps del modello RED non comporta in automatico la perdita immediata sul cedolino di pensione delle prestazioni collegate al reddito. Dal 1° marzo, scatta infatti il termine supplementare di 60 giorni nei quali l’Inps invia una comunicazione formale di sollecito.

Il ricalcolo della pensione

In caso di mancata risposta oltre i 60 giorni, l’Istituto procede alla sospensione della prestazione che sarà resa effettiva nella prima rata utile. In questa fase viene erogato il solo assegno base. Dalla comunicazione di stop scatta poi un ulteriore lasso di tempo, pari a 120 giorni, dove è possibile sanare la posizione. Al termine della scadenza la prestazione viene revocata per un anno o, nei casi più gravi, più annualità. Viene poi attivato il ricalcolo della pensione senza la prestazione legata al reddito che può comportare la restituzione delle somme eccedenti tramite piani di rientro sulle rate future o l'invio di cartelle fiscali.

 

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