Pensioni, dal 2029 potrebbero volerci 3 mesi in più per l’uscita dal lavoro. Cosa sappiamo

Economia
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Introduzione

La previsione emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria generale dello Stato. L’incremento dei requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione potrebbe essere di tre mesi nel 2029 e di altri due mesi nel 2031. Si tratta di stime: gli adeguamenti effettivi saranno quelli “accertati dall'Istat a consuntivo”. I dettagli

Quello che devi sapere

Le previsioni

Nei giorni scorsi, come spiega il Sole 24 Ore, è stata pubblicata la nota di aggiornamento del 26^ Rapporto 2025 “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario”. Il rapporto è elaborato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che è un dipartimento del ministero dell’Economia e delle Finanze. La nota contiene le previsioni aggiornate sulle modalità di accesso alla pensione nei prossimi anni, tenendo conto dello scenario demografico mediano (base 2024) che è stato comunicato dall’Istat a novembre. A dicembre, sulla base degli stessi dati, c’era stato l’adeguamento dei requisiti pensionistici dal 2027.

 

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Gli incrementi

Dalle previsioni della Ragioneria generale dello Stato emerge che nei prossimi anni l’età per uscire dal lavoro potrebbe aumentare ancora. In particolare, i requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento potrebbero subire dal 2029 un incremento di ulteriori tre mesi e dal 2031 un incremento di altri due mesi.

 

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Le stime

Attenzione, però: si tratta di stime e previsioni. “In ogni caso, gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall'Istat a consuntivo”, precisa il Rapporto.

 

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Il 2029

Nel Rapporto precedente erano stimati due mesi aggiuntivi dal 2029: nell’ultimo aggiornamento, come detto, si parla di tre mesi in più. In particolare, dalle tabelle risulta che i requisiti anagrafici stimati sulla base dello scenario demografico Istat mediano (base 2024) per accedere alla pensione di vecchiaia salirebbero per il biennio 2029-2030 a 67 anni e 6 mesi e quelli per il pensionamento anticipato a 43 anni e 4 mesi (1 anno in meno per le donne).

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Il 2031

La Ragioneria stima un ulteriore aumento di due mesi dal 2031. Quindi nel biennio 2031-2032 diventerebbe 67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia e 43 anni e 4 mesi per il pensionamento anticipato (sempre 1 anno in meno per le donne).

Gli anni successivi

Per i bienni successivi, la Ragioneria generale dello Stato stima un ulteriore aumento di un mese dal 2033. Lo scenario preso in considerazione, in realtà, è molto ampio e arriva al 2084. “Circa la valutazione degli adeguamenti dei requisiti anagrafici e contributivi, previsti dalla normativa vigente, alla variazione della speranza di vita a 65 anni, considerando lo scenario demografico Istat mediano (base 2024), può stimarsi un adeguamento cumulato, al 2084, pari complessivamente a 4 anni e 9 mesi per i requisiti anagrafici e di 4 anni e 4 mesi per il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento anticipato indipendentemente dall'età anagrafica", si spiega nel Rapporto. E si aggiunge: "Sulla base dei decreti direttoriali perfezionati sono stati accertati dal 2013 al 2027 adeguamenti per un anno e tre mesi, poco più di un quarto di quelli complessivamente previsti a normativa vigente nell'orizzonte temporale considerato".

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La speranza di vita

L'aumento dell'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia e dei contributi per l'accesso alla pensione anticipata è legato alla speranza di vita calcolata a 65 anni. Secondo le tabelle Istat aggiornate, nel 2024 si è raggiunto il numero di anni di speranza di vita a 65 anni più alto dall'inizio delle serie storiche (2002): a 21,3 anni, un dato rivisto al rialzo rispetto ai 21,2 indicati in precedenza. La speranza di vita a 65 anni è cresciuta di 1,3 anni rispetto al 2020, anno nel quale con la pandemia la speranza di vita è crollata, e di 0,3 anni rispetto al 2019 quando era di 21 anni. Rispetto al 2015 la speranza di vita a 65 anni è aumentata di un anno.

 

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Come funziona ora

Attualmente il requisito anagrafico è di 67 anni per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi per quella anticipata (1 anno in meno per le donne). In base a quanto previsto dalla Legge di bilancio, l'incremento di tre mesi che sarebbe dovuto scattare dal 2027 è stato ridotto a un mese per il solo anno 2027, "confermando dal primo gennaio 2028 l'incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico in tre mesi", si ricorda ancora nel Rapporto. Per andare in pensione di vecchiaia, dunque, serviranno 67 anni e 1 mese dal 2027 e 67 anni e 3 mesi dal 2028. Per il pensionamento anticipato, dal 2027 i requisiti salgono a 42 anni e 11 mesi dal 2027 e 43 anni e 1 mese dal 2028.

 

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