Isee 2026, come cambia il calcolo per famiglie con figli: nuovi importi per assegno unico
EconomiaIntroduzione
Nel 2026 cambia il calcolo dell‘Isee per milioni di famiglie italiane con figli. La novità non è un bonus in denaro, ma una modifica tecnica approvata con la manovra: la maggiorazione della franchigia sulla prima casa di 2.500 euro per figlio scatta ora dal secondo bambino, non più dal terzo come accadeva fino a dicembre. Non solo: la franchigia di base sulla casa principale raddoppia, passando da 52.500 a 91.500 euro. Questi due interventi abbassano significativamente l’Isee di chi ha almeno due figli, aumentando la platea di bonus e agevolazioni: assegno unico più alto, bonus nido, sconti su bollette, tariffe comunali ridotte per mense e trasporti. Ecco allora come cambia il peso del patrimonio immobiliare nel calcolo dell’Isee.
Quello che devi sapere
Il “bonus 2.500 euro” sull’Isee
Quello che viene impropriamente chiamato “bonus 2.500 euro” non è un assegno che arriva sul conto corrente, né una detrazione fiscale che riduce le tasse da pagare, bensì una maggiorazione della franchigia patrimoniale applicata al valore della prima casa nel calcolo dell’Isee. Quest’ultimo è l’indicatore che “fotografa” la situazione economica di una famiglia, sommando redditi e patrimoni (mobili e immobili) e dividendo il risultato per un parametro che tiene conto di quante persone vivono nel nucleo. Più basso è l’Isee, maggiori sono le possibilità di accedere a prestazioni sociali e bonus.
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I calcoli sulla casa
Nel calcolo del patrimonio immobiliare, la prima casa di abitazione ha sempre avuto un trattamento di favore: dal valore catastale (quello ai fini Imu) viene sottratta una franchigia, cioè una quota che non viene considerata. Fino al 2025, questa franchigia era di 52.500 euro, aumentata di 2.500 euro per ogni figlio dal terzo in poi. Dal 2026, la franchigia base sale a 91.500 euro (quasi il doppio) e la maggiorazione di 2.500 euro viene riconosciuta per ogni figlio convivente successivo al primo. In altre parole: il secondo figlio “vale” già 2.500 euro di sconto, il terzo altri 2.500 (per un totale di 5.000) e così via. Per le famiglie residenti nei capoluoghi di città metropolitane la franchigia base sale a 200mila euro, riconoscendo il maggior valore degli immobili in queste aree. Le città interessate sono: Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Bari e Reggio Calabria.
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Come cambia la scala di equivalenza
Parallelamente, la manovra modifica anche la scala di equivalenza, cioè il parametro che “pesa” i componenti del nucleo familiare. Per le famiglie con almeno due figli, il coefficiente aumenta: con due figli si passa da 0 a 0,1 di maggiorazione, con tre figli da 0,2 a 0,25. Anche questo contribuisce ad abbassare l’Isee complessivo.
Le stime
La riduzione dell’Isee può variare da 3.000 a 9.000 euro secondo la tipologia di immobile e la composizione del nucleo. Le famiglie che scendono sotto la soglia di 17.468,51 euro accedono all’importo massimo dell’assegno unico pari a 203,81 euro mensili per figlio. Una coppia con due bambini e Isee che passa da 23.000 a 17.000 euro ottiene circa 90 euro in più al mese per ciascun figlio. L’incremento annuale supera i 2.100 euro per il nucleo.
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Assegno unico 2026: le nuove soglie Isee
L’Isee più basso si traduce direttamente in un assegno unico mensile più alto. Dal primo gennaio 2026, le soglie Isee sono state rivalutate all’1,4% per adeguarsi all’inflazione. Le nuove fasce sono:
- Isee fino a 17.468,51 euro: importo massimo di 203,81 euro al mese per figlio (era 201 euro nel 2025);
- Isee tra 17.468,51 e 46.230,35 euro: importo progressivamente decrescente;
- Isee oltre 46.230,35 euro (o assenza di Isee): importo minimo di 59,83 euro al mese per figlio.
Gli altri benefici
Gli effetti non riguardano solo l’assegno unico. Un Isee più basso apre la strada a:
- Bonus asilo nido: per Isee sotto i 25.000 euro, il bonus può arrivare fino a 3.600 euro l’anno per il secondo figlio e oltre;
- Bonus sociale per bollette: famiglie con Isee sotto i 9.530 euro (o 20.000 con almeno 4 figli) ottengono sconti automatici su luce, gas e acqua;
- Agevolazioni comunali: rette scolastiche, mense, trasporti pubblici sono quasi sempre calcolati in base all’Isee.
Cosa fare per ottenere il beneficio
La nuova franchigia si applica automaticamente nel calcolo dell’Isee 2026, ma solo se la famiglia presenta una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) aggiornata. Chi ha già un Isee valido, calcolato nel 2025, deve rinnovarlo per sfruttare le nuove regole. Senza rinnovo, restano in vigore i vecchi parametri e si perde l’abbassamento dell’indicatore.
Cosa serve
Per presentare la Dsu servono:
- Dati anagrafici e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare;
- Documentazione reddituale (730, Redditi o Certificazione unica 2024);
- Dati patrimoniali: giacenze medie e saldi dei conti correnti al 31 dicembre 2024; valore catastale degli immobili; saldo residuo del mutuo;
- Certificati di disabilità, se presenti nel nucleo.
Dal 2026 è attiva anche la Dsu precompilata tramite app Inps, che recupera automaticamente molti dati dall’Anagrafe tributaria e semplifica la compilazione.
Le scadenze
Attenzione, infine, alle tempistiche: per avere l’assegno unico con gli importi più alti già da gennaio 2026, l’Isee va rinnovato entro il 28 febbraio. Chi presenta la Dsu dopo questa data riceverà l’integrazione dell’importo solo dal mese successivo alla presentazione, perdendo gli arretrati. Per chi ha difficoltà nella compilazione, è possibile rivolgersi ai Caf (Centri di assistenza fiscale) o ai patronati, che offrono gratuitamente il servizio di calcolo e trasmissione della Dsu.
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