Prezzi carburanti, con l’effetto accise c’è il sorpasso: diesel è più caro della benzina
EconomiaIntroduzione
L’effetto accise sui prezzi dei carburanti ha provocato il sorpasso negli impianti di distribuzione: il diesel è più caro della benzina, situazione che non si verificava da ormai tre anni. L’Italia ha ora la tassa sul gasolio più alta d’Europa. Nei prossimi quattro anni, la riformulazione delle accise porterà nelle casse dello Stato circa tre miliardi di euro (quasi 600 milioni di euro solo nel 2026). I dettagli
Quello che devi sapere
La riformulazione delle accise
La riformulazione delle accise, con l'aumento della tassazione sul diesel e la riduzione equivalente di quella sulla benzina, è stata prevista dall’ultima Manovra del governo Meloni ed è entrata in vigore il primo gennaio 2026.
Per approfondire: Accise carburanti, cosa cambia
Il sorpasso
La riformulazione delle accise di diesel e benzina ha già avuto effetti sui prezzi dei carburanti: il gasolio è ora più caro della verde. Il sorpasso, che secondo Staffetta Quotidiana non si vedeva da tre anni a questa parte, ribalta il tradizionale binomio negli impianti di distribuzione.
Per approfondire: Automobilisti, nel 2026 rialzi per gasolio e assicurazione ma non per multe. Cosa sappiamo
I prezzi
Il prezzo medio nazionale del diesel, calcolato il 5 gennaio 2026, viaggia ora a 1,666 euro al litro contro l’attuale prezzo di 1,650 euro della benzina. Queste, nel dettaglio, sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta: la benzina self service è a 1,650 euro al litro, il diesel self service a 1,666 euro al litro; la benzina al servito è a 1,798 euro al litro; il diesel a 1,803 euro al litro.
Per approfondire: Manovra 2026, allineamento delle accise: taglio sulla benzina, ma sul gasolio aumentano
Sul gasolio l'Italia ha ora l'accisa più alta d'Europa
L'allineamento delle accise prevede una riduzione di 4,05 centesimi di euro al litro per la benzina e un aumento dello stesso importo per il diesel. Su entrambi i carburanti, quindi, il valore risulta oggi identico e pari a 67,26 centesimi euro. Sul gasolio l'Italia ha ora l'accisa più alta d'Europa. Sulla benzina, invece, il nostro Paese scivola dal terzo all'ottavo posto, dietro Francia e Irlanda e sopra la Germania.
Le entrate attese
L'intervento, previsto dal Pnrr e che in base alle previsioni iniziali doveva essere spalmato su 5 anni, ha subito una netta accelerazione per rientrare nelle coperture dell’ultima Legge di bilancio. Le entrate attese quest'anno si avvicinano ai 600 milioni di euro, che diventano circa tre miliardi di euro nei prossimi quattro anni.
I motivi
Alla base del provvedimento c'è l'intenzione di ridurre i Sad, i sussidi ambientalmente dannosi, che vedevano il gasolio privilegiato fiscalmente nonostante il maggiore impatto ambientale dei motori diesel. L'allineamento tra diesel e benzina, quindi, è stato adottato in quanto l'aliquota più bassa di cui godeva il gasolio era considerata un "sussidio dannoso dell'ambiente".
Il diesel supera la benzina
Il prezzo della benzina, secondo il ministero delle Imprese, è sceso al livello più basso dal 2021. Secondo Staffetta Quotidiana, invece, è il livello più basso dal 19 dicembre 2022. In ogni caso, l'inversione tra diesel e benzina non si verificava dal 9 febbraio 2023, all'uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l'invasione russa dell'Ucraina. Il Mimit ha rivendicato l'attenzione posta in questi giorni per evitare distorsioni del mercato e speculazioni sui listini, assicurando un continuo monitoraggio.
La nota del Mimit
Il 5 gennaio, in una nota, il Mimit ha dichiarato: “Il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro. Per la prima volta da febbraio 2023, inoltre, la benzina scende sotto il livello del gasolio, pari a 1,67 euro al litro. Il differenziale tra i due carburanti riflette l’effetto del riallineamento delle accise in vigore dal 1° gennaio, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante”.
Nella nota, riguardo al monitoraggio, si legge ancora: “L’azione di monitoraggio e controllo del ministero delle Imprese e del made in Italy ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura. Il Mimit continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato”.
Le regioni
Non tutte le regioni, però, sono uguali. Dopo il riordino delle accise, infatti, l'Unione nazionale consumatori ha notato che il superamento del prezzo del gasolio su quello della benzina - generalizzato dopo il primo gennaio in gran parte d'Italia - non è avvenuto in realtà in tutte le aree. Analizzando i dati del 5 gennaio, rivela l'Unc, la benzina resta ancora più cara del gasolio in Sicilia, dove emerge un differenziale di 1,8 centesimi; in Campania, con una differenza di 1,3 centesimi; in Basilicata (0,7 centesimi); in Puglia (0,3 centesimi).
L'associazione ha anche sottolineato di non aver rilevato particolari fenomeni di speculazione a danno degli automobilisti, “tranne che - pur se in modo contenuto - in Lazio, Sicilia, Puglia e Toscana”. In queste regioni, ha spiegato, “il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti. La regione più virtuosa è invece l’Abruzzo”.
Quanto al prezzo del gasolio, risulta nettamente più caro nelle zone di montagna. L'Unione nazionale consumatori, infatti, è anche andata a guardare dove il costo del diesel è più elevato: Bolzano batte tutti a 1,730 euro al litro, al secondo posto Trento (1,701 euro), seguita dalla Valle d'Aosta (1,698 euro). Le regioni più risparmiose sono invece la Campania, dove un litro di diesel costa 1,644 euro, poi le Marche (1,654 euro) e la Lombardia (1,656 euro).
I biocarburanti
Come ha sottolineato Staffetta Quotidiana, sui prezzi dei carburanti si è riversato dal primo gennaio 2026 anche un nuovo aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, legato al rialzo della quota d'obbligo: secondo Staffetta, il costo di miscelazione è cresciuto tra 1,5 e 2 centesimi al litro. L'aumento è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scese tra la fine del 2025 e l'inizio del nuovo anno proprio di 1,5-2 centesimi al litro, senza che questo si traducesse in un calo dei prezzi alla pompa.
Per approfondire: Tutti i rincari previsti per il 2026, dalle sigarette alle autostrade: gli aumenti