Pensioni, no a stretta su riscatti laurea. Rimangono finestre mobili per uscita anticipata
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Caos pensioni, dopo le novità di qualche giorno fa contenute in un maxi-emendamento del governo in Manovra che prevedeva, tra le altre cose, una stretta sul riscatto delle lauree triennali. In serata è trapelato che la parte che tagliava fino a 30 mesi di contributi riscattati per il periodo di studi è stata cancellata. Resta però l’inasprimento delle uscite. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Cosa è successo: dal maxi-emendamento al dietrofront
Tutto è partito dal maxi-emendamento del governo che prevedeva nuove finestre per l’età pensionistica “anticipata” e una nuove regole, molto stringenti, per il riscatto della laurea triennale con le penalizzazioni per i richiedenti che sarebbero aumentate dal 2032 in poi:
- 12 mesi il primo anno,
- poi 18 mesi nel 2033,
- 24 nel 2034
- e infine 30 mesi nel 2035.
Le modifiche hanno subito scatenato le polemiche, anche nella maggioranza, soprattutto nella Lega. Tanto che, ieri, la premier Meloni era intervenuta, assicurando: "Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l'attuale situazione, qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro. L'emendamento in questo senso dovrà essere corretto". Dopo 24 ore, è ancora caos sul tema, ma, da quanto si apprende, l’esecutivo ha deciso di cancellare la disposizione sul riscatto delle lauree brevi.
Per approfondire:
Riscatto della laurea per andare in pensione anticipata, quanto costa e a chi conviene
Le finestre mobili per l'anticipata
Se sul tema del riscatto della laurea c'è stato un dietrofront, resta invece in piedi la previsione, sempre contenuta nel maxi-emendamento, che allunga la finestre che intercorrono tra la maturazione dei requisiti e l’effettiva ricezione dell’assegno previdenziale. Le finestre quindi si allargheranno:
- dai tre mesi attuali, a quattro mesi per chi matura i requisiti nel 2032 e 2033,
- cinque per chi li matura nel 2034
- e sei per chi potrà uscire nel 2035.
Il ministro dell'Economia, Giorgetti, però, su questo tema ha chiarito: "Chiaramente è un intervento che tiene il sistema, ma che può essere cambiato quando si vuole e come si vuole ben prima della scadenza".
Sospesi i lavori della commissione Bilancio del Senato
Intanto, sono stati sospesi fino alle 21 i lavori della commissione Bilancio del Senato sulla Manovra. Prima si tiene una riunione di maggioranza nella quale, si spiega da fonti della Lega, viene illustrata - tra l'altro - la riformulazione del governo sulle pensioni che non è stata ancora formalmente depositata.
Pensione anticipata
Per le pensioni anticipate, secondo la configurazione che emerge, serviranno 44 anni e due mesi. Mentre con quella di vecchiaia un lavoratore che avrà compiuto a gennaio 2036 già 67 anni e 10 mesi, ed è quindi nato prima del marzo 1967, potrà uscire dal mondo del lavoro. Il calcolo non vale per le lavoratrici che dovranno aspettare invece 43 anni e due mesi (42 anni e 8 mesi di contributi + sei mesi di finestra mobile). Quindi in pratica la pensione anticipata può essere raggiunta solo se si è cominciato a lavorare prima dei 23 anni.
La pensione anticipata con il sistema contributivo
Nel caso di una carriera interamente contributiva, quindi se si è cominciato a versare i contributi dopo il 1995, si potrà andare in pensione anticipata nel 2035 senza aspettare oltre 44 anni, ma solo nel caso di retribuzioni più sostanziose a fronte di una pensione maturata di almeno 3,2 volte l'assegno sociale (1.723 euro al mese secondo gli importi 2025), un'età di 64 anni e 10 mesi e almeno 30 anni di contributi (ora sono 25) oltre a sei mesi di finestra mobile (ora è di tre).
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La soglia per le donne
L’importo soglia è più basso per le donne con figli: 2,8 volte l'assegno minimo per quelle con un figlio, 2,6 con due o più figli.
La pensione anticipata nel 2070
Tornando alla pensione anticipata indipendente dall'età anagrafica, nel 2070 saranno necessari 46 anni di contributi oltre a una finestra mobile di 6 mesi. In pratica quindi per chi ha cominciato a lavorare nel 2023 per utilizzare questa misura sarà necessario attendere il 2069 una volta raggiunti i 46 anni di contributi, a meno di non aver già compiuto i 70 anni e due mesi di età. E dovrà peraltro aggiungere a questi anni di contributi versati sei mesi di attesa di finestra mobile per avere la pensione.
La pensione per chi è nato negli anni ’80
Per chi è nato all'inizio del 1981, e quindi sta già lavorando da 15/20 anni, la pensione di vecchiaia arriverà nel 2049 a 68 anni e 11 mesi mentre quella anticipata, avendo cominciato a lavorare nel 2001 a vent'anni, alla fine del 2045 o all'inizio del 2046 dopo 44 anni e cinque mesi di contributi versati e altri sei mesi di attesa per la finestra mobile.
I requisiti per l’anticipata per chi è nato negli anni ’80
Questi lavoratori potranno andare a riposo a 65 anni e sette mesi avendo maturato un importo di pensione pari ad almeno 3,2 volte l'importo minimo e avendo versato almeno 30 anni di contributi. Per le donne è necessario un anno di contributi in meno per l’anticipata.
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