
Gas naturale liquefatto russo, la sfida dell'Ue per ridurre le importazioni
Le importazioni europee da Mosca hanno raggiunto livelli record e non accennano a diminuire. La questione è delicata, perché sbarrare la strada al Gnl russo ora rischia di essere pericoloso, almeno finché Bruxelles non avrà ottenuto una riduzione strutturale dei consumi di gas. Ecco gli scenari e cosa stanno facendo i singoli Paesi

C’è un nuovo fronte sull’energia a cui l’Europa deve guardare: è quello del Gnl russo le cui importazioni hanno raggiunto livelli record e non accennano a diminuire. L’anno scorso, come scrive il Sole 24 Ore, il Vecchio continente ha ricevuto da Mosca oltre 20 miliardi di metri cubi di gas in forma liquefatta, circa un terzo in più rispetto al 2021. E nel 2023 c’è stata un’ulteriore accelerazione degli acquisti
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La questione è delicata, perché sbarrare la strada al Gnl russo ora rischia di essere pericoloso, almeno finché l’Europa non avrà ottenuto una riduzione strutturale dei consumi di gas
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Va però considerato che usare il Gnl non è facile. Oltre a una capacità di trattamento limitata, l'Ue deve far fronte a una forte domanda internazionale di Gnl, ricorda Euronews

Mentre il consumo di gas tradizionale da parte del blocco comunitario rappresenta oltre il 75% del mercato globale, la quota scende al 16% quando si tratta di Gnl, secondo i dati forniti dalla Commissione europea

Intanto, proprio la Commissione Ue a fine marzo ha elaborato una proposta per arginare gli acquisti senza ricorrere a un vero e proprio embargo: concedere ai singoli Stati il potere di precludere temporaneamente al gas russo l’accesso alle infrastrutture sul proprio territori, previa consultazione con Bruxelles e purché non si oppongano altri Paesi potenzialmente danneggiati dalla decisione. Ora la palla è passata al Parlamento europeo

Andando in ordine sparso, i Paesi Ue si stanno già comunque muovendo. Come l’Olanda che è decisa ad interrompere gli acquisti, anche rescindendo contratti di fornitura di lungo periodo

La Germania invece fa sapere che “il governo presume che nei terminal tedeschi nei prossimi anni non verrà rigassificato Gnl russo”

La Spagna dal canto suo ha esortato gli operatori a moderare gli ordini e ad evitare di sottoscrivere ulteriori accordi
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